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Reggio, Festicini: ‘Garante al fianco delle famiglie. Serve una rete forte per tutelare i diritti dei bambini’

Il garante dell’infanzia a CityNow: “Scuola primo baluardo dello Stato. La burocrazia non può ricadere sui ragazzi più fragili”

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Un ruolo istituzionale che nasce con un obiettivo preciso: dare voce ai più piccoli e sostenere le famiglie nei momenti di difficoltà. È questa la missione indicata dal cav. Lorenzo Festicini, garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Città Metropolitana di Reggio Calabria, intervistato dai microfoni di CityNow a margine dello spettacolo teatrale organizzato dal Centro diurno Armonia della Cooperativa Sociale Libero Nocera nella piazza della chiesa di Sant’Antonio Abate ad Archi.

Un’occasione per parlare di diritti, inclusione e delle sfide che attendono il territorio reggino, a partire dalle problematiche che quotidianamente incontrano le famiglie con bambini e ragazzi più fragili.

“Essere accanto alle famiglie che vivono difficoltà e spesso anche indifferenza”

Festicini ha spiegato quali saranno le priorità del suo mandato, mettendo al centro il rapporto diretto con i cittadini.

“I miei propositi sono essenzialmente e soprattutto quello di stare accanto alle famiglie che quotidianamente vivono delle disavventure legate alla burocrazia e, tante volte, anche all’indifferenza”, ha dichiarato il garante ai microfoni di CityNow.

Una presenza sul territorio che punta a diventare un punto di riferimento per chi si trova ad affrontare ostacoli nell’accesso ai servizi e nella tutela dei diritti fondamentali dei minori.

Tra i temi più delicati affrontati da Festicini c’è quello della scuola e del sostegno agli studenti con disabilità, soprattutto alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico.

“La burocrazia non può ricadere sul diritto allo studio dei ragazzi speciali”

“A pochi giorni dall’inizio della scuola mi veniva da pensare che, purtroppo, in alcuni istituti ancora oggi sta venendo meno la figura degli assistenti educativi”, ha sottolineato Festicini.

Il garante ha evidenziato le difficoltà vissute da molte famiglie a causa della precarietà delle figure professionali chiamate ad accompagnare il percorso scolastico degli studenti più fragili.

“Tante famiglie, purtroppo, a causa di contratti che hanno del ridicolo, si trovano davanti a situazioni di sfruttamento per alcune figure professionali. Questa burocrazia ricade sul diritto essenziale e soprattutto sacro dei nostri ragazzi: il diritto allo studio, il diritto di poter entrare in un istituto scolastico”.

Per Festicini la scuola deve tornare ad essere un presidio fondamentale della comunità.

“La scuola deve essere il primo baluardo, la prima struttura dove deve essere viva e presente la presenza dello Stato”.

Una riflessione che si concentra soprattutto sui ragazzi con disabilità e sulle loro famiglie.

“Purtroppo ancora oggi, per una burocrazia che fa ridere nella tragedia, vediamo figure professionali che non vengono riconosciute o, quando vengono riconosciute, vengono trattate veramente con i piedi. A pagare sono i bambini e le famiglie con i ragazzi speciali”.

“Prima della politica serve il buon senso: i bambini vengono prima di tutto”

Secondo Festicini la tutela dell’infanzia deve rappresentare un terreno comune, al di là delle appartenenze politiche.

“Sono certo che qualsiasi amministrazione, di qualsiasi colore politico, dalla destra alla sinistra, abbia a cuore quelli che sono i nostri ragazzi, quelli che sono il nostro futuro”.

L’obiettivo sarà quindi costruire una collaborazione ampia tra istituzioni, scuole, famiglie e realtà sociali.

“Quello che auspico è la piena collaborazione con tutti gli altri attori istituzionali”.

L’appello al territorio: “Costruiamo una rete solidale”

Nel corso dell’intervista Festicini ha anche indicato le modalità attraverso cui cittadini e associazioni possono entrare in contatto con il garante.

“Chiunque può venirmi tranquillamente a trovare. Ho il mio staff presso la Città Metropolitana, a Palazzo Alvaro. È possibile anche consultare il sito della Città Metropolitana, nell’area riservata al garante dell’infanzia e dell’adolescenza, dove sono presenti tutti i contatti per mettersi in relazione con il nostro ufficio”.

Infine un appello rivolto al mondo del volontariato e del terzo settore.

“Mi rivolgo alle associazioni del terzo settore e alle associazioni culturali: facciamo una rete solidale, una rete forte. Io da solo sono un’istituzione, ma senza una squadra, senza un gruppo, ben poco posso fare. Se ci mettiamo tutti insieme possiamo fare la differenza”.

Un messaggio che racchiude la linea del nuovo garante: nessuna famiglia deve sentirsi sola e la tutela dei minori deve diventare un impegno collettivo dell’intera comunità.

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