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“Mai più Terroni”: quando il pregiudizio non fa più da padrone


di Eva Curatola “OPS…stanno finendo i Terroni. Ma come, già? E così, da un momento all’altro?”

Comincia così il libro di Pino AprileMai più Terroni“, che chiude la trilogia iniziata con “Terroni” e “Giù al Sud“.

All’interno di questi tre volumi possiamo notare non solo come si evolve la famosa “questione meridionale“, ma anche come si evolve lo stesso autore, che passa dal tono polemico e un pò aggressivo (di “Terroni“) a quello più ragionevole di quest’ultimo libro.

Anche se, come si suol dire, “certe cose non cambiano mai”, il libro infatti è ricco di quel pizzico (o forse più) di umorismo provocatorio che da sempre contraddistingue Aprile.

Mai più Terroni” non vuole assolutamente essere un insulto, alla terra che lo scrittore tanto ama e apprezza, ma una constatazione, dovuta allo sviluppo della società in cui oggi viviamo.

Come preannunciato, a far da protagonista è, come sempre, la questione meridionale, ma da un’angolatura completamente diversa.

Aprile si domanda infatti: “in un mondo che sta cambiando a incredibile velocità, ha ancora senso definire la realtà in base a criteri come: Nord e Sud. Non è forse più corretto dire che la geografia sotto il punto di vista dei confini sta piano piano svanendo?

Ed è ancora possibile usare definizioni di questo tipo quando Internet, la Rete, stanno tracciando una mappa che non tiene più conto dei confini, ma ha disegnato uno spazio davvero globale, senza Sud e senza Nord di cui fa parte la nuova generazione. Si perché nonostante da anni si parli di “Globalizzazione“, forse solo adesso riusciamo a capire di cosa s tratta e comprendere meglio questo fenomeno.

Da qui scaturisce la riflessione fulcro di “Mai più Terroni“. Il passato è stato ormai travolto dal vento delle nuove tecnologie, creando un futuro comune, un futuro che unisce, invece di dividere; quindi non facendo più distinzione tra Nord e Sud non si potrebbe neanche più parlare di “Terroni“.

Come sempre non mancano i discorsi appassionati e le parole che infiammano. Potremmo, grosso modo, definire Aprile un trascinatore delle folle, così come a suo tempo lo fu D’Annunzio. Si perchè chi al Sud ci vive, sa cosa vuol dire essere tagliati fuori dal paese dal punto di vista economico, commerciale, turistico, sociale.

Per condannare i meridionali a uno stato di minorità civile ed economico, sono state necessarie prima le armi, i massacri, la rapina; poi è bastato isolarli: negargli le strade, limitare gli aeroporti, togliergli le ferrovie. Il Sud non raggiungibile è una patria minore e in ritardo.”

Ma così come sono vere queste parole, è vero anche che il web è un modo è un modo di viaggiare senza percorrere spazi, ed è così che finalmente, dopo decenni di lotte e soprusi, scompare lo svantaggio di ferrovie mai fatte e treni soppressi, autostrade e aeroporti mancanti. Il Sud finalmente sta conquistando la sua possibilità, dopo 150 anni, di mettersi in pari e dimostrare le sue qualità.

“Dove comincia il Sud? Non cercate la risposta nella geografia e nella storia, perchè li quella giusta sarebbe: dove, di volta in volta, conviene secondo a chi convenga.”

Ma nello spazio virtuale, lo spazio dei giovani di tutti i paesi, le direzioni non esistono più.

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