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Mostra ‘Buratto, Fili, Bastoni’, l’assessore Caracciolo: ‘Arricchisce l’offerta culturale della città’

L’assessore in visita alla mostra al Castello Aragonese: "Un investimento importante per la nostra città, grazie al sindaco Falcomatà e all’assessore alla Programmazione Romeo"

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L’assessore alla Cultura, Mary Caracciolo, ha fatto visita al Castello Aragonese, dove è attualmente allestita la mostra “Buratto, Fili, Bastoni”. Insieme a lei erano presenti la funzionaria Daniela Neri (Programmazione, valorizzazione e promozione dei beni culturali) e il responsabile del Castello, Pasquale Borrello. A guidare la delegazione all’interno del percorso espositivo è stato l’architetto Vittorio Zanella, referente della Fondazione Pasqualini–Zanella.

“Si tratta di un’esposizione emozionante – ha dichiarato l’assessore Caracciolo – che raccoglie uno straordinario patrimonio composto da migliaia di marionette, burattini e pupi, riconosciuto come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Il percorso si articola in tre sale, ognuna delle quali custodisce autentici capolavori della tradizione marionettistica e dei pupi siciliani. Un viaggio nella memoria del teatro di figura italiano, capace di restituire atmosfere, tecniche e narrazioni che appartengono alla nostra storia culturale. Un investimento importante per la nostra città, grazie al sindaco Giuseppe Falcomatà e all’assessore alla Programmazione, Carmelo Romeo e ai fondi Pn Plus e Città Medie Sud 2021/2027 Progetto Rc “Distretto culturale e turistico della città di Reggio Calabria” che arricchisce l’offerta culturale e rafforza la nostra identità”.

L’assessore ha poi ricordato:

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“La mostra è gratuita e resterà aperta al pubblico fino al 27 novembre. È pensata per visitatori di tutte le età, grazie agli spunti culturali, alle emozioni e alle curiosità che porta con sé. Sarebbe davvero bello – ha aggiunto – che tanti ragazzi delle scuole potessero venire a visitarla e lasciarsi incantare da un’arte capace di unire tradizione, creatività, storia e racconto popolare. Un linguaggio antico ma sempre attuale, che fa rivivere la magia senza tempo del teatro di figura del Sud”.

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