“No alle uccisioni controllate”, le Regioni (per ora) salvano il lupo
10 Marzo 2017 - 19:32 | di Pasquale Romano

“Abbiamo chiesto il rinvio del Piano lupo d’intesa col ministero ma l’orientamento delle Regioni va quasi all’unanimità su quella strada”. Le parole del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, sembrano allontanare la possibilità delle uccisioni controllate del lupo, come previsto dal Piano di conservazione e gestione del lupo. Ad eccezione di Toscana e Provincia di Bolzano, infatti, tutte le altre Regioni e Province hanno costituito un fronte comune trovandosi d’accordo su un documento che chiede lo stralcio dell’abbattimento e fa una serie di proposte. Slitta ancora, al 30 marzo, la votazione finale in Conferenza Stato Regioni.
Comprensibilmente soddisfatte le associazioni ambientaliste: Lav, Enpa, Lipu, Lac, Lndc, Animalisti italiani e Leidaa. Le parole di Bonaccini, sostengono le associazioni, “confermerebbe quanto sosteniamo da più di un anno, cioè che il piano deve essere approvato con l’esclusione di qualsiasi possibilità di uccisione dei lupi. Ora continueremo a vigilare perché si arrivi finalmente all’approvazione del Piano Lupo, nella riunione del prossimo 30 marzo, con esclusione del capitolo relativo agli abbattimenti. Un piano definito da tutti necessario, ma bloccato da più di un anno a causa dell’intransigente posizione del ministro Galletti”.
Il Wwf -riporta La Stampa.it- spiega che “è stata ascoltata la voce di un milione di italiani che hanno risposto all’appello #Soslupo». L’auspicio è che «il Piano venga approvato rafforzando tutte le azioni che possono garantire la convivenza del lupo con le attività zootecniche, cogliendo tutte le opportunità di finanziamento offerte anche dai Programmi di Sviluppo Rurale delle Regioni”.
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