Lettera "di gruppo" a Falcomatà: "Si dimetta, eviti a Reggio un'altra umiliazione"

Eduardo Lamberti-Castronuovo, Klaus Davi, e Massimo Ripepi i firmatari del documento

Lettera aperta al Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà da parte di Eduardo Lamberti-Castronuovo, Demetrio Arena, Klaus Davi, Angela Marcianò, Rosi Perrone e Massimo Ripepi. Nel documento, così come fatto da Lega e Forza Italia, si chiede al primo cittadino di rassegnare le dimissioni.

Di seguito la lettera integrale

“Signor sindaco,

la situazione che vede al centro dell’opinione pubblica quanto è circolato in questi ultimi giorni, impone a nome dei movimenti civici, che stanno nascendo ormai in numero piuttosto consistente, di chiederLe un atto di amore nei confronti della città. E ci spieghiamo.

Va da sé che il governo invierà, senza alcun dubbio, la commissione d’accesso. Non vogliamo anticipare i tempi di quello che scriverà la commissione, né tanto meno riteniamo corretto anticipare sentenze, che verranno attraverso l’esame della magistratura e dei probabili tre gradi di giudizio conseguenti”.

 

Proseguono i firmatari.

“Tuttavia, la città non è assolutamente pronta ad assorbire un ulteriore drammatico scioglimento del consiglio comunale, che ci sembra piuttosto probabile. Facciamo riferimento a quanto già accaduto. La sindacatura del dr Demetrio Arena si è interrotta per scioglimento per mafia del consiglio comunale, senza che sia mai giunto un solo avviso di garanzia o sia stato esaminato un fascicolo di 1400 pagine e più, dove vengono riportate intercettazioni telefoniche, sulle quali si esprimerà, ovviamente, solo e soltanto la magistratura. Noi non lo facciamo.

Lo scioglimento per mafia del consiglio comunale, assolutamente possibile, anche se certamente non augurabile, porterebbe la città a uno stato drammatico ancor più di quello che in effetti oggi sta vivendo. Ed è sotto gli occhi di tutti. Anche dei suoi”.

 

“Si dimetta, lo faccia per Reggio”

“Le chiediamo con garbo, quest’atto d’amore che consisterebbe nella presentazione delle sue dimissioni. Questo non fermerebbe certamente la commissione d’accesso, ma non sottoporrebbe la città ad una umiliazione tremenda, quale potrebbe essere un ulteriore scioglimento, che considerati i precedenti, riteniamo assolutamente dietro l’angolo.

Sia ben chiaro che nessuno di noi, appartenenti ai comitati civici, vuole utilizzare questo mezzo per anticipare le elezioni, perché comunque i tempi saranno esattamente uguali.

Le chiediamo un atto dignitoso di cui la popolazione ha bisogno. Comprendiamo che si tratta anche di una rinuncia economica cospicua, ma il futuro della città ha un valore di gran lunga superiore”.

Eduardo Lamberti-Castronuovo, Klaus Davi e Massimo Ripepi