Reggio, Gaetano Nucera su Pentimele: ‘E’ possibile fermarsi. Si costruisca un centro congressi con albergo’

"Un centro congressi con albergo, la soluzione ideale. Polo fieristico? Le due cose non possono stare insieme", le parole del presidente della Cooperativa sociale Libero Nocera

gaetano nucera centro congressi

“Pentimele, l’ultima grande occasione per cambiare destino a Reggio“.

Ad affermarlo è Gaetano Nucera, presidente della cooperativa sociale ‘Libero Nocera‘ che alle elezioni comunali del 2000, insieme ad altri esponenti della lista civica ‘Forza Reggio’ avevano presentato un programma per una ‘Reggio turistica’.

Leggi anche

Il dibattito promosso dal nostro giornale sul futuro dell’area dell’ex Fiera di Pentimele ha già visto interventi autorevoli: dal presidente della Camera di Commercio Ninni Tramontana ai rappresentanti delle organizzazioni del commercio e degli industriali, quasi tutti hanno espresso una posizione chiara e convergente a favore dell’insediamento di un centro congressi e alberghiero.

Leggi anche

E anche il presidente Nucera interviene sul tema:

“È un segnale importante, che merita di essere raccolto con serietà e responsabilità. Spendere 4,5 milioni di euro per trasformare Pentimele in un polo ludico-sportivo non è una scelta neutra. È una decisione che segna il destino della città e che deve far riflettere chi oggi guida l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria. Le città che crescono non sono quelle che “non cambiano mai idea”, ma quelle che hanno il coraggio di correggere una rotta sbagliata quando si rendono conto che una scelta compromette il futuro -spiega Gaetano Nucera – Non si tratta di essere “contro” la riqualificazione. Al contrario: il punto è come e per cosa si riqualifica. Perché investire una cifra così importante in un’area strategica senza una vera prospettiva di sviluppo equivale a sprecare una delle ultime grandi occasioni che questa città ha.
Pentimele non è un vuoto urbano qualunque. È uno dei luoghi più belli e meglio posizionati di Reggio Calabria: 33.000 metri quadrati affacciati sullo Stretto, cerniera naturale tra mare, porto, centro urbano e grandi infrastrutture. Destinarla a nuove strutture sportive – in una parte di città che già ne è ampiamente dotata – significa rinunciare a una funzione capace di generare crescita strutturale”.

Leggi anche

Sulla questione Pentimele, sono in tanti a chiedersi se non fosse stato più opportuno far nascere, in una visione moderna di sviluppo economico e turistico, un centro congressi, piuttosto che un parco urbano sportivo.

Reggio Calabria ha una vocazione naturale al turismo, ma non dispone delle infrastrutture per competere. Manca un vero centro congressi, capace di attrarre eventi nazionali e internazionali, flussi qualificati di professionisti, università, operatori economici, associazioni scientifiche e culturali.
Un grande centro congressi integrato con una struttura alberghiera e servizi di accoglienza non è un sogno: è un investimento che produce economia stabile, lavoro qualificato e indotto per tutto il territorio – ristorazione, trasporti, commercio, servizi. Il turismo congressuale è oggi uno dei settori più dinamici in Europa e nel Mediterraneo. Reggio ha clima, posizione, patrimonio culturale, aeroporto e uno scenario unico sullo Stretto. Le manca solo ciò che conta davvero: le infrastrutture. In questi giorni qualcuno, pur riconoscendo la necessità di dotare Reggio di un centro congressi con albergo, propone di affiancare a questa funzione anche un nuovo polo fieristico. È una posizione comprensibile: la città ha effettivamente bisogno di una grande fiera dopo la dismissione di quella storica. Ma le due cose non possono stare insieme nello stesso luogo. Un vero quartiere fieristico richiede superfici enormi, spazi logistici, aree di carico e scarico, parcheggi estesi, viabilità dedicata. Dimensioni e funzioni incompatibili con un’area come Pentimele, che non potrebbe fisicamente ospitare entrambe le vocazioni senza snaturarle”.

Il presidente Nucera sottolinea poi l’importanza delle strutture ricettive in riva al mare.

“Vicino al mare si costruiscono alberghi, non fiere. Le aree più pregiate di una città devono essere riservate alle funzioni a più alto valore urbano, economico e simbolico. Una fiera ha bisogno di spazio; un albergo e un centro congressi hanno bisogno di bellezza, contesto, attrattività. La città può e deve pensare a un nuovo polo fieristico, ma in un’area diversa, più ampia e logisticamente adatta. Pentimele, invece, deve essere ciò che nessun’altra zona di Reggio può essere: la porta sullo Stretto di una città che vuole entrare nelle reti del turismo di qualità, della cultura, dell’economia della conoscenza.
È ancora possibile fermarsi e ripensare questa scelta. Bloccare il progetto attuale non significa rinunciare alla rigenerazione urbana. Significa orientarla verso una funzione realmente strategica: un polo congressuale e alberghiero capace di collocare Reggio nelle reti turistiche, culturali e professionali del Mezzogiorno“.

Nucera propone anche la ricetta e la soluzione per sviluppare un centro congressi:

“Il modello è semplice e sostenibile: il Comune mantiene la proprietà del suolo e ne definisce la funzione strategica; progettazione, costruzione, finanziamento e gestione sono affidati ai privati tramite concessione o partenariato pubblico-privato; il privato investe, si assume il rischio e rientra con la gestione; dopo 30–40 anni l’intera struttura torna patrimonio pubblico. Nessuna vendita, nessun peso sui cittadini. I 4,5 milioni oggi previsti possono essere utilizzati per riqualificare altre parti della città che ne hanno davvero bisogno, dove mancano spazi verdi, servizi e luoghi di aggregazione. La rigenerazione non si ferma: si distribuisce dove serve. Questa non è un’idea estemporanea. Già nelle elezioni del 2000, con la lista civica “Forza Reggio”, proponemmo la trasformazione delle scuole sul lungomare, una volta dismesse, in alberghi, proprio per legare lo sviluppo urbano a una strategia turistica. Oggi quella visione è più attuale che mai. Pentimele può diventare il simbolo di una Reggio Calabria che guarda al futuro, che sceglie l’innovazione, che investe sul proprio sviluppo, invece di accontentarsi di interventi privi di ricadute strutturali. Il futuro di una città non si costruisce con l’ordinaria amministrazione. Si costruisce con visione, coraggio e responsabilità”.