Ponte sullo Stretto, respinto il ricorso. Il Comune di Villa: ‘Continueremo ad essere organo di controllo’
"La strategia di Villa San Giovanni è stata apprezzata dal TAR, che ha respinto il ricorso, ma ha confermato la legittimità delle preoccupazioni". La nota del Comune
18 Marzo 2026 - 14:38 | Comunicato Stampa

Il TAR del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) al Ponte sullo Stretto.
Tuttavia, di fatto, ha “apprezzato” la strategia difensiva della città di Villa San Giovanni che, cautelativamente, ha impugnato i pareri della commissione e tutti gli atti successivi, in risposta a un dubbio interpretativo sollevato dal Decreto Legge 35/2023.
A tutti coloro che, nel dicembre 2024, avevano gridato allo scandalo per il ricorso presentato dall’amministrazione comunale, oggi rispondiamo con le stesse parole del TAR Lazio che, peraltro, ritenendo gli atti in prima battuta impugnati atti del procedimento, chiarisce la possibilità di impugnare la delibera CIPESS di approvazione del progetto definitivo con gli stessi motivi evidenziati in questo primo ricorso, qualora lo stesso CIPESS non ponga rimedio ai vizi indicati.
In buona sostanza, il TAR Lazio ritiene che gli atti impugnati con il ricorso del dicembre 2024 e successivi motivi aggiunti non abbiano un effetto lesivo diretto sulla nostra comunità e rinvia all’impugnazione della delibera CIPESS n. 41 del 6 agosto 2025, con cui è stato approvato il progetto definitivo dell’opera Ponte. Quella delibera, però, ad oggi, è inefficace perché la Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità (per le medesime ragioni che il Comune di Villa San Giovanni aveva dedotto con i motivi di ricorso instaurati al TAR Lazio).
La posizione politica e il futuro del ricorso
Nel merito della sentenza del TAR non possiamo che fare nostra la nota a firma del professore avv. Daniele Granara, difensore della città di Villa San Giovanni e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Politicamente, si ribadisce la bontà della scelta fatta a dicembre 2024, confermata indirettamente dal TAR: si ribadisce la ferma volontà di essere organo di controllo rispetto a tutti gli atti che dovranno essere posti in essere dal Governo e dai ministeri competenti per rimettere in moto l’opera Ponte. Un progetto che continuiamo a ritenere gravemente pregiudizievole per la nostra Città, perché sacrifica gli interessi di Villa San Giovanni e sacrifica l’intera comunità, ma anche una procedura illegittima alla luce dei vizi procedurali già eccepiti, della “Mini VIA”, della mancata valutazione di impatto ambientale complessiva (atteso il lunghissimo lasso temporale tra la prima redazione del progetto preliminare e l’approvazione del progetto definitivo) per cui non è stato attualizzato l’impatto al nuovo contesto ambientale complessivo.
Prospettive future e la necessità di un aggiornamento degli studi
Sono tantissimi gli spunti che devono trarsi dalle motivazioni della sentenza del TAR Lazio, che va attentamente valutata da tutte le parti in causa, soprattutto con riferimento a quelle prescrizioni che la Commissione VIA-VAS ha posto con riferimento al progetto esecutivo e che necessitano di una ulteriore valutazione di impatto ambientale qualora il progetto esecutivo si discosti dal definitivo approvato. In buona sostanza, ciò che continuiamo a dire dal 2023 è ciò di cui oggi abbiamo conferma: serviva e serve l’aggiornamento di tutti gli studi, di tutti i dati ambientali, una nuova valutazione del progetto rispetto al contesto del 2026.
Questa sentenza, nel darci contezza delle norme da applicare alla procedura in corso, rende chiaro il ruolo che questa Città dovrà esercitare (in via amministrativa ed eventualmente anche processuale) rispetto a tutte le iniziative che accompagneranno l’evolversi della vicenda ponte sullo Stretto.
Il sindaco, la giunta, il gruppo consiliare “Città in Movimento”.
