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Presepe di Cannitello: una “Betlemme sullo Stretto”

Giunto alla sua IX edizione, il presepe dell’associazione di volontariato “Luce sullo Stretto” è un viaggio nel tempo che si snoda tra i vicoli di una superficie di circa 3200 m2.


Il tradizionale presepe vivente di Cannitello torna, anche quest’anno, ad incantare grandi e piccini, nelle ultime date del 6 e del 13 gennaio.

Giunto alla sua IX edizione, il presepe organizzato dall’associazione di volontariato “Luce sullo Stretto” è un viaggio nel tempo che si snoda tra i vicoli di una superficie in pianura di circa 3200 m2.

Un’atmosfera particolarmente evocativa fa da cornice ad una suggestiva “Betlemme sullo Stretto“: la capanna del censimento e la sinagoga rimandano immediatamente al contesto storico in cui migliaia di visitatori, ogni anno, si lasciano trasportare.

I 120 figuranti accompagnano i presenti tra le botteghe del tempo, in cui è possibile riscoprire i mestieri della tradizione. Il paesaggio notturno è acceso dalle luci dei piccoli locali in cui le arti del passato si tramandano di padre in figlio: calzolaio, fabbro, falegname, bottaio e fornaio sono solo alcuni dei classici personaggi che caratterizzano l’ambientazione presepiale.

E ancora: la locanda, il palmento, la lavandaia e il mercato delle stoffe arricchiscono la scenografia curata nei minimi particolari e ricca di dettagli da scoprire. Novità di quest’anno è la presenza del carcere e della bottega dei gioielli, location inedite che evidenziano la passione e l’originalità con cui lo staff di volontari si dedica alla realizzazione del presepe.

Anche la stella cometa, fascio luminoso che guida i visitatori alla natività, è espressione dello zelo e della dedizione degli organizzatori, particolarmente attenti anche alle tecniche di regia.

Malioso e accattivante è il palazzo di Erode, in cui la coreografia realizzata dalle ballerine contribuisce ad incantare gli spettatori, al passo delle danze orientali.

A seguire, la degustazione di prodotti tipici della Palestina di Duemila anni fa, con ricette estratte dalle sacre scritture e dalle fonti storiche, che offre ai visitatori la possibilità di vivere il proprio viaggio nel presepe anche attraverso la dimensione del gusto: luci, musiche e profumi si accostano a sapori mediorientali capaci di rendere unica e irripetibile un’esperienza di sensi e di senso.

Sì, perché la tappa ultima del lungo itinerario offerto dalla pianura di Cannitello racchiude, nel piccolo spazio di una mangiatoia, l’intero significato del viaggio nel presepe: la capanna della Natività ristora idealmente i visitatori giunti ormai a destinazione, riservando loro quella gioia pura che solo i luoghi semplici, abitati da sentimenti grandi, sanno regalare.

Online dal 6 gennaio la galleria fotografica del presepe, curata da Antonello Diano.

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