Reggio, rapina ad una coppia di anziani: restano in carcere l’ex badante e il genero
Per il gip, i rapinatori "hanno agito, nei confronti di persone indifese, con estrema violenza morale e fisica, pur di ottenere l'agognato illecito guadagno"
11 Luglio 2023 - 06:02 | Comunicato

verona il presidente della provincia Miozzi in visita al carcere di Montorio foto: sartori fotoland
Il Riesame di Reggio Calabria ha confermato l’arresto di Maria Lucisano, 50 anni, e del genero Santo Morelli, 31 anni, arrestati nelle settimane scorse dalla polizia per la rapina avvenuta a Pellaro, nella periferia sud della città, il 16 giugno 2022 ai danni di una coppia di anziani.
Rapina a Pellaro: la decisione del tribunale del Riesame
È stata confermata, infatti, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Antonino Laganà su richiesta del Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri e del sostituto Sara Parezzan.
Accolto, invece, il ricorso al Riesame formulato dall’avvocato Pasquale Reitano, difensore dell’indagato Demetrio Calluso, di 43 anni, che avrebbe noleggiato il fuoristrada utilizzato da Santo Morelli e da un altro indagato, Alfredo Amato, per raggiungere il luogo della rapina. Revocato il provvedimento di arresto nei suoi confronti: Calluso è tornato libero.
Stando all’inchiesta, la sera della rapina due persone, entrambe mascherate con passamontagna, s’introdussero nell’abitazione della coppia e, dopo avere sfondato la porta d’ingresso ed avere immobilizzato i due anziani, s’impossessarono di una consistente somma di denaro custodita nel cassettone di un mobile nella camera da letto, dandosi poi alla fuga.
Dalle indagini, condotte dalla Squadra mobile, è emerso sin da subito che i rapinatori erano a conoscenza delle abitudini della coppia di anziani, ed in particolare del posto in cui era nascosto il contante. I sospetti, in tal senso, si sono concentrati subito sull’ex badante, Maria Lucisano, e sul genero di quest’ultima, Santo Morelli.
Per il gip, i rapinatori “hanno agito, nei confronti di persone indifese, con estrema violenza morale e fisica, pur di ottenere l’agognato illecito guadagno”.
Fonte: Ansa Calabria
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