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Redel, Marco Laganà a CityNow tra passato ed ambizioni in maglia neroarancio

Il campione reggino si racconta tra successi, infortuni e progetti futuri

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Il giocatore protagonista della marcia vincente della Redel Viola Reggio Calabria ospite degli studi di CityNow per raccontarsi a 360 gradi. La carriera in corso molto importante di Marco Laganà cresciuto in una famiglia cui la pallacanestro caratterizza la vita dei genitori e dei fratelli. La scelta di vestire nuovamente la maglia neroarancio, le prime vittorie, la pagina triste degli infortuni, il ritorno al gioco e l’attuale momento sportivo. Un’intervista per conoscere meglio il campione reggino.

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La scelta della Redel Viola

“Sono arrivato a novembre la squadra aveva tre vittorie e tre sconfitte, veniva da due sconfitte consecutive era un periodo un po’ così; mi ricordo che era appena andato via un giocatore: Paulinus poi Ani è stato ceduto la settimana successiva. Mi ricordo di Giovanni Rugolo con cui siamo molti amici, gli ho fatto la battuta gli ho detto, sono qui a Reggio Calabria, in questo momento sono senza squadra ed è appena andato via un giocatore nel mio ruolo perché non…. Mi sono diciamo quasi proposto e poi anche con Vincenzo Meduri che è una persona che conosco da tantissimo tempo ci siamo sentiti abbiamo trovato questo accordo di cui io sono felicissimo perché comunque mi è nata una figlia diciamo da pochissimo e quindi volevo stare vicino casa, opportunità migliore di quella di giocare qui alla Viola non ce n’era e quindi sono riuscito a unire sia la mia passione, il mio lavoro che è il basket e lo stare insieme alla mia famiglia“. 

Lo spogliatoio funziona?

“Sicuramente lo spogliatoio è composto da un gruppo di bravissime persone sia i giocatori, il coach persona squisita mi hanno fatto sentire al mio agio subito. Le cose penso che siano andate subito bene perché appunto grazie a loro sono riuscito a integrarmi perfettamente all’interno del gruppo sia dentro che fuori dal campo perché alcuni ragazzi già li conoscevo e non avevo dubbi su come fossero alcuni di loro anche li ho visti crescere perché ormai ho trentatré anni quindi ad esempio Maresca lo dico sempre, quando io giocavo a Cantù lui era un ragazzino delle giovanili e quindi l’ho visto evolversi ed è merito loro soprattutto se mi sono potuto integrare al meglio quindi le cose come dico sempre vanno bene quando si ha a che fare con persone intelligenti e quindi ripeto il coach è super, gli assistenti allenatori sono bravissime persone, i ragazzi sono eccezionali. Quindi abbiamo trovato il modo. Sappiamo tutti giocare a pallacanestro siamo persone intelligenti quindi per forza di cose va tutto bene”. 

Aneddoti dallo spogliatoio

“Innanzitutto a livello di risultati chiaramente stiamo andando bene da quando sono arrivato abbiamo fatto dodici partite, ne abbiamo persa una un po’ diciamo rocambolescamente a Matera quindi per forza di cose non si può dire niente di negativo da quel punto di vista; che dire aneddoti? Ci stiamo divertendo parecchio poi per come sono anche fatto io sono uno molto allegro, mi piace scherzare e così ogni tanto assistiamo anche alla presenza del mio cane sul parquet con il permesso del coach lo porto agli allenamenti, sta lì ci guarda allenarci; è un’atmosfera molto tranquilla molto rilassata anche questo magari è dovuto alle vittorie”.

Il prosieguo del campionato

“Per come sono fatto ormai per l’esperienza che ho ragiono solo sempre una partita alla volta, è chiaro abbiamo fatto questo filotto di vittorie però è anche chiaro che in alcune trasferte siamo stati obiettivamente fortunati perché abbiamo vinto magari di uno, di due punti, rischiando, a volte siamo stati anche superficiali quindi c’è tanto da migliorare e credo che queste partite di queste settimane ci serviranno per arrivare poi pronti quando conterà veramente”.

Avversarie girone F e girone E

“Innanzitutto riguardo il nostro girone, prima di esprimere delle valutazioni aspetto il 28 febbraio perché è l’ultimo giorno in cui chiude il mercato sicuramente nelle squadre come Monopoli che appena hanno cambiato l’allenatore secondo me cambierà qualche cosa anche a livello di organico lo stesso vale per Ragusa; magari sono a conoscenza che cerca qualche giocatore quindi prima di fare una valutazioni sulle squadre aspetterei l’inizio di marzo diciamo, fine marzo così le vediamo giocare un po’ e per quanto riguarda l’altro girone che è quello con cui ci incroceremo a parte Avellino che conosco qualche giocatore che sta lì con cui sono amico sinceramente non ho avuto modo di vedere qualche partita ci sono le romane che sono ben attrezzate chiaramente è un campionato lungo è un campionato difficile perché comunque fino ad aprile giochi con determinate squadre poi arriva il playoff e comincia un campionato nuovo perché vai a giocare con squadre di cui non hai idea non hai alcun riferimento se non vedere qualche partita. Con Piazza Armerina del resto è stato così l’anno scorso la formula era diversa perché comunque c’era una seconda fase le prime sei mi sembra della prima fase andavano in girone successivo e poi da lì nascono gli accoppiamenti di playoff quindi un’idea l’avevamo delle squadre contro cui andavamo a giocare invece quest’anno da questo punto di vista sicuramente sarà più difficile”.

Lavoro di squadra

“Sì, è una cosa che mi è sempre piaciuta fare nella mia carriera poi negli ultimi anni diciamo con l’esperienza che ho accumulato anche l’anno scorso mi viene da pensare che magari durante la partita prendevo meno iniziative e poi il quarto quarto mi piaceva poi avere la palla in mano per dei momenti decisivi è una cosa che mi piace, non è una cosa che devo fare diciamo per forza, perché comunque abbiamo i giocatori che possono fare la differenza nei momenti chiave sicuramente non sono uno che si tira indietro ecco, se c’è da prendere una responsabilità nel bene o nel male sono contento di prenderla”.

Infortuni

“Sicuramente sono stati diciamo decisivi per la mia carriera perché comunque sono infortuni gravi chiaramente alle ginocchia che sono avvenuti praticamente all’inizio, a venti ventuno anni averne avuto uno dietro l’altro mi ha praticamente segnato, perché comunque essendo gravi infortuni sono stato fermo tanto tempo quello che dico io, che ormai ne parlo serenamente perché sono stati veramente momenti difficili sono stati infortuni che mi hanno segnato anche a livello, soprattutto a livello mentale perché c’è stato un periodo che chiaramente sai fare riabilitazione, non giocare mai due anni praticamente fermo, così qualche dubbio mi è venuto, se continuare se non continuare, però il basket lo pratico da quando praticamente sono nato, grazie ai miei genitori, quindi non ho voluto mollare chiaramente è inutile che lo nego, mentire a me stesso sarebbe sbagliato, non ho avuto la carriera che magari avrei potuto avere o che sognavo però sono contento di quello che ho fatto perché nonostante tutto sono andato avanti sono andato oltre le difficoltà e quindi a me piace giocare a pallacanestro finché sto in piedi, sinceramente voglio giocare”.

Il feeling con con i compagni

“Siamo ragazzi intelligenti dal primo all’ultimo Manu, Vanni Laquintana, Leo Marini, Edoardo Maresca, tutti quindi sappiamo cosa c’è da fare, sappiamo dove dobbiamo andare in determinati momenti quindi quando si ha a che fare con persone intelligenti è facile giocare a basket il feeling si crea subito, non c’è bisogno di troppi allenamenti basta anche semplicemente uno sguardo a volte Manu e Leo sono due playmaker per la categoria eccezionali giocare con uno o con l’altro non dico indifferente perché comunque hanno caratteristiche diverse però è bello giocare con entrambi quindi per me e anche per gli altri è solo un piacere condividere il campo con loro”.

La Pallacanestro Viola attuale

“Il primo ritorno, la prima venuta alla Viola di tanti anni fa è legata anche ai miei infortuni perché io venivo da quel periodo in cui ero stato fermo mi erano state promesse determinate cose perché io ancora quando ho firmato qua non ero pronto per giocare e quindi avevo chiesto delle garanzie dal punto di vista dell’infermeria che purtroppo non ci sono state e quindi in quello diciamo magari ha segnato il mio passaggio qua alla Viola e rispetto ad allora posso dire che adesso anche grazie al Presidente Carmelo Laganà; insieme al supporters Trust c’è una società di persone serie persone serie di cui ci si può fidare e quindi io col Presidente ho un bellissimo rapporto anche due anni fa ci eravamo sentiti purtroppo poi non siamo riusciti a trovare un accordo per tornare già due anni fa però sono contento di questa scelta dopo ormai tre quattro mesi posso dire che sono veramente contento perché comunque sono riuscito a legare l’utile al dilettevole e sono vicino alla mia famiglia posso giocare a un buon livello a pallacanestro lo posso fare nel migliore dei modi perché comunque non ci sta mancando niente le condizioni sono perfette per me giocare al “Pentimele” che ho visto dove sono cresciuto è un sogno che si realizza ogni domenica quindi non potevo chiedere di meglio”.

Papà Lucio e mamma Katia

“Sono stati chiaramente fondamentali perché non dico che ci hanno indirizzato verso questo sport perché comunque da piccolo ho fatto calcio ho fatto tennis ho provato un po’ tutto però la pallacanestro mi ha sempre attirato di più, dire che sono stati fondamentali è riduttivo perché sono stati loro diciamo la causa di questo amore che abbiamo sia io che i miei fratelli per questo sport, infatti pratichiamo tutti e tre, Matteo in B1 a Caserta, Luca nonostante sia “vecchietto” gioca ancora e quindi mamma e papà sono tutto per noi lo sanno e noi cerchiamo di portare avanti quello che hanno fatto loro che è tanto la società che abbiamo ormai da più di trenta anni che la Lumaca non è solo una società di pallacanestro ma è anche un centro dove si impegnano famiglie allargate con le società, un punto sociale dove vedi i ragazzini che anche fuori dagli orari degli allenamenti sono lì, giocano, studiano vengono per stare in compagnia quindi è un ambiente sereno è un ambiente bellissimo dove stare e quindi tutto questo è merito loro e gli va dato atto e speriamo di seguire loro sulla stessa strada”.

Chi il più appassionato di basket in famiglia?

“Per una classifica da fare, domandando ai miei genitori loro ti risponderanno sinceramente sono io ma non dal punto di vista prestazionale. Siamo tutti appassionati quando siamo a casa a tavola tutti insieme l’argomento principale è chiaramente la pallacanestro in tutte le sue salse quindi è l’argomento clou anche delle varie discussioni” e allora immagino anche sui eventuali campioni chi è il tuo favorito sì no c’è sempre una discussione”.

Kobe Bryant

“Che io sia appassionato di Bryant non è una sorpresa per me è il giocatore più forte che sia esistito a livello soprattutto dei fondamentali del basket e del gioco diciamo che per me lui è l’espressione di cosa dovrebbe essere un giocatore di pallacanestro, è il mio idolo però provare a emularlo è qualcosa di impossibile, è un punto di riferimento”.

Futuro da giocatore

“Innanzitutto voglio continuare a giocare il più possibile perché comunque mi appassiona, mi piace non mi interessa la categoria sinceramente, mi interessa stare bene mi interessa essere in un ambiente sano, dove mi posso divertire dove anche fuori al campo posso stare bene quindi per quanto mi riguarda ripeto giocare il più a lungo possibile e cercare di ottenere i risultati migliori possibili l’anno scorso ho vinto il campionato e vorrei cercare anche di ripetermi obiettivamente parlando quindi è inutile nasconderci dietro a un dito, è chiaro che giochiamo per vincere ogni domenica“. 

Un invito a tutti i reggini

“Mi auguro di vedere il PalaCalafiore sempre più pieno con più tifosi; è un momento positivo, un momento in cui abbiamo bisogno della spinta del pubblico”.

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