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Finale Playoff, Viola sconfitta: il cinismo di Avellino gela un Palacalafiore da Serie A 

Un copione simile a Gara 1 condanna i neroarancio a rincorrere per 40 minuti e vedere sfumare sul finale il sogno promozione

gara redel viola avellino

Alla fine ha vinto la squadra più cinica e, sul lungo periodo, la più preparata. La Felice Scandone Avellino fa sua la decisiva Gara 3 espugnando il parquet della Redel Viola per 70-78 e conquista una meritata promozione in Serie B Nazionale al termine di una vera e propria battaglia di nervi. 

Gara 3 ha ricordato il copione del primo atto della serie: gli irpini fin dalle battute iniziali hanno preso il controllo di punteggio e ritmo gara, costringendo i neroarancio a un’estenuante e dispendiosa rincorsa che si è rivelata amara proprio sul traguardo finale.

Una sfida vibrante, giocata in un’atmosfera straordinaria grazie al popolo neroarancio che ha risposto “presente” all’appello della società, riportando la cornice di pubblico del Palacalafiore ai fasti e agli anni gloriosi delle serie superiori.

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L’avvio arrembante dei lupi e l’equilibrio tattico nei quarti centrali

La Viola scende sul parquet con il quintetto base composto da Fernandez, Marini, Laquintana, Fiusco e Maresca, mentre coach Dell’Imperio risponde schierando Donda, Scanzi, Gay, Duranti e Cioppa. L’avvio di Avellino è arrembante: nonostante l’intensità difensiva dei neroarancio e i raddoppi sistematici sui tiratori irpini, gli ospiti riescono a eludere la retroguardia di coach Cadeo grazie a un giro palla fluido e preciso. Le fiammate dal perimetro di Scanzi e Cioppa, unite alla presenza dirompente di Donda sotto canestro, scavano il primo solco importante sul 4-15. La panchina reggina corre ai ripari avviando la girandola delle sostituzioni: l’ingresso di Clark apporta immediata verve all’azione offensiva dei padroni di casa, mentre la fisicità e la concretezza di Marangon sotto canestro permettono alla Viola di assorbire il colpo, ricucendo lo strappo fino al minimo scarto (20-21) e stabilizzando la sfida sui binari dell’equilibrio.

Nel cuore del match Avellino si dimostra una vera e propria spugna, capace di contenere l’urto e i continui tentativi di rientro dei calabresi. Nei momenti di massima pressione della Viola, salgono in cattedra Kmetic, Cantone e Stefanini, che con canestri pesanti e puntuali respingono costantemente i padroni di casa a distanza di sicurezza. Si va al riposo lungo con la gara ancora apertissima sul 38-42.

cadeo redel viola

Al rientro dagli spogliatoi la contesa si accende ulteriormente: la Redel aumenta la pressione a tutto campo togliendo spazi agli avversari, ma i lupi campani replicano colpo su colpo affidandosi a uno Scanzi (top scorer irpino con 15 punti) in grande spolvero da distanza siderale, e al solito dirompente Donda (il migliore dei biancoverdi con 8 rimbalzi, 13 punti e 20 di valutazione finale) nel pitturato. La gestione dei ritmi e del cronometro operata da Vitale permette ad Avellino di mantenere l’inerzia, ma la Viola pur con difficoltà ci mette l’anima trasformando il Palacalafiore in un’autentica bolgia e chiudendo la terza frazione a un solo possesso di distacco (54-57).

L’illusione del sorpasso, i dettagli fatali e il verdetto irpino

L’ultimo e decisivo quarto si apre all’insegna del massimo agonismo, con i giocatori in campo pronti a lottare e fare a sportellate su ogni singolo blocco e tagliafuori. La Redel sfrutta l’esperienza di Laganà, Fernandez e Laquintana per tentare il colpaccio. È proprio Laganà (top scorer ed mvp della gara con 25 punti e 24 di valutazione) a prendersi la squadra sulle spalle, scardinando la difesa chiusa dei campani con penetrazioni e tiri in sospensione. La difesa dei reggini aumenta la pressione e dà i suoi frutti: un recupero finalizzato da Zampa in contropiede sigla il 60 pari, prima che i liberi dello stesso Laganà regalino alla Viola il primo vantaggio del match sul 62-60.

La partita si trasforma in una battaglia di nervi in cui i dettagli fanno l’assoluta differenza e qui la Viola paga a caro prezzo l’imprecisione dalla lunetta nei momenti cruciali della gara, unita a qualche scelta offensiva poco lucida. Oltre ai troppi errori a cronometro fermo, la Viola sul punteggio di 68-71 perde per falli due pedine fondamentali nelle rotazioni interne come Maresca e Zampa

A meno di un minuto dal termine emerge tutto il cinismo e la maggiore preparazione della Scandone: il veloce giro palla irpino libera Vitale dall’angolo per una tripla micidiale e permette a Scanzi di colpire ancora, firmando il definitivo +8 (70-78) che taglia definitivamente le gambe ai neroarancio. Con i secondi che scorrono inesorabili sul tabellone, la fetta di pubblico biancoverde può festeggiare in anticipo la tanto agognata (e a questo punto meritata) promozione in B Nazionale

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Vince Avellino col punteggio finale di 76-84, mentre alla Redel Viola resta l’onore delle armi e il compito di resettare subito le energie per confrontarsi negli spareggi promozione contro le perdenti delle altre finali, Mens Sana Siena e Pizzighettone.

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