Reggina, Foti: ‘Le quattro promozioni, due programmate e due sorprendenti’

L'ex presidente racconta il perchè di quel cambio Gustinetti-Bolchi. "Bravi Gallo, Taibi e Toscano"

foti lillo

Giornata importante per la Reggina e per il suo campionato. Stasera il derby con il Catanzaro che può dire qualcosa in più riguardo la corsa degli amaranto verso la promozione. Ospite telefonico di “Buongiorno Reggina“, un personaggio che di partite di un certo livello ne ha vissute tantissime, l’ex presidente Lillo Foti: “E’ un piacere parlare con voi, per me è un ambito familiare. Il momento della Reggina è straordinario, i numeri sono tutti dalla nostra parte ed affrontiamo un avversario che ha discrete qualità, ma con risultati che non lo hanno aiutato, così non mantenendo fede ai progetti ed alle ambizioni iniziali.

Sarà una partita di grande ardore agonistico e spero che la Reggina possa confermare il trend di questa stagione. L’ossatura della squadra faceva pensare ad un campionato di vertice, francamente i risultati successivi secondo me sono stati sopra le aspettative, anche per i tifosi più ottimisti. Va dato merito a chi ha costruito la squadra, al tecnico ed alla società che ha messo a disposizione investimenti di una certa importanza. Il pubblico ha supportato tutto questo alla grande con presenze ed incitamento ed i risultati ne sono solo la conseguenza.

Delle mie quattro promozioni dico che per esempio quella del 1999 è stata una partita giocata al tavolo della roulette. Nessuno scommetteva su di noi, ci sono state emozioni, sensazioni, valori, investimenti e decisioni sul finale che poi ci hanno portato a vincere. Il cambio Gustinetti-Bolchi una sensazione percepita all’interno dello spogliatoio dopo il 3-0 subìto contro il Chievo. Una sorta di appagamento avvertito che ci ha portato a quella decisione, poi i fatti ci hanno dato ragione. Quella era una squadra fatta da grandi uomini soprattutto e poi grandi calciatori. Programmata certamente quella ottenuta con mister Zoratti dalla C alla B. Quella del 1988 sorprendente con mister Scala, voluta a tutti i costi la seconda dalla B alla A con Colomba.

Ci siamo divertiti tutti in quei trent’anni. Il rapporto con i tifosi con il trascorrere del tempo è diventato sempre più solido e li ringrazio tutti.

Al presidente Gallo devo dare atto di aver avuto grande coraggio insieme alla disponibilità di investimenti che oggi consentono alla Reggina di primeggiare. Sono sacrifici suoi, personali. Diversa la nostra storia, quella del 1986, si era più garibaldini e si era chiesta la collaborazione di tutti i tifosi. Ognuno ha partecipato a quella ricostruzione e poi è diventato protagonista nei trent’anni successivi. Lo stadio era uno dei miei progetti a cui forse non si è data la giusta importanza. Ci vuole coraggio in ogni cosa, mi fa piacere che il presidente Gallo abbia questo progetto in mente.

Il gol di Rigoni a Novara ha cambiato la storia della Reggina dal punto di vista anche societario? E’ stata sicuramente una batosta, ma è stato l’anno dopo la retrocessione dalla A alla B con la costruzione di quella squadra (allenatore Novellino) con notevoli investimenti che non ha portato a nulla, ad essere determinante in negativo per noi”.

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