Reggina: due passaggi del patron Saladini. Coraggio o consapevolezza?
Vale la pena ricordare che pochi giorni prima del 20 giugno, la Covisoc è stata negli uffici del S. Agata
26 Giugno 2023 - 11:15 | redazione

Che la Reggina in questo momento storico non risulti tra le società più simpatiche nel panorama nazionale, sembra un fatto abbastanza evidente, come è evidente che dopo le dimissioni del presidente Cardona e di tutto il CdA, si sia perso più di qualcosa come forza dirigenziale. Gli attacchi subìti da ogni parte ne sono la dimostrazione, i tentativi di sciacallaggio pure. Si attende il 30 giugno, termine ultimo per la Covisoc che dovrà esprimersi sulla documentazione delle società professionistiche le quali hanno provveduto alla presentazione delle domande. Nel mirino Lecco e Reggina, con la prima che pare abbia ammorbidito la propria posizione, mentre si continua a parlare di forte rischio per gli amaranto, in riferimento ad un pagamento non effettuato ma per il quale il patron Saladini ha mostrato sicurezza e serenità. Del suo coraggio ne ha parlato il presidente dimissionario Cardona in occasione dell’ultima conferenza stampa, ma ci sono due passaggi dell’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, che fanno pensare soprattutto ad una forte consapevolezza rispetto alla documentazione presentata per l’ottenimento dell’iscrizione, nonostante sia stato volutamente trascurato un pagamento: “Noi abbiamo presentato tutta la documentazione necessaria. Non ho motivo di ritenere che ci siano dei problemi. Poi che ci sia invece chi confida nelle disgrazie degli altri, ecco non è proprio il mio modo di pensare. Abbiamo di nuovo scelto l’impegno e l’ho fatto con garanzie personali“. Perchè si sarebbe dovuta fare una forzatura, mettendo a rischio una parte del patrimonio personale?
Vale la pena ricordare che pochi giorni prima del 20 giugno, la Covisoc è stata negli uffici del S. Agata. Da altre parti ci si è sbilanciati dichiarando la Reggina fuori, forse è preferibile mantenere un atteggiamento più prudente e aspettare la decisione degli organi competenti, senza anticipare decisioni rispetto a fatti che oggi fanno fatica ad interpretare anche gli esperti.
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