Reggina: il pensiero dell’ex presidente Lillo Foti sul settore giovanile amaranto
"I figli del S. Agata non era una espressione buttata a caso. Abbiamo avuto un grande giocatore che però non ha fatto quella carriera che le sue qualità meritavano"
23 Febbraio 2022 - 14:18 | redazione

Intervento dell’ex presidente Lillo Foti al canale ufficiale del club Reggina Tv per parlare di settore giovanile: “Il coraggio, la visione e la passione. Tre componenti che ci accompagnano tuttora e che hanno fatto parte del nostro percorso alla Reggina. La passione non deve mai mancare perchè ti stimola a fare sempre meglio, il coraggio nelle scelte, la visione è la caratteristica che ti consente di guardare con attenzione e quindi poi arrivare a fare i risultati”.
Missiroli unico e di grande intelligenza
“Missiroli è il caso più emblematico di quanto detto, perchè ricordo che si guardava Missile con quelle gambette esili, si pensava che a prescindere dalle qualità tecniche, potesse incontrare poi delle difficoltà. Lui è un ragazzo di grande intelligenza calcistica, ha avuto sempre una visione al di sopra della media e qualche allenatore del settore giovanile già intravedeva in lui un ruolo in mezzo al campo da regista, nonostante il suo percorso iniziale era caratterizzato da altre giocate. Nei settori giovanili struttura ed istruttori sono la base principale. Il S. Agata era un progetto che doveva servire ai calciatori per potersi esprimere in maniera adeguata, il resto, come detto, è rappresentato dalle qualità degli istruttori ed ovviamente un centro sportivo di livello. I famosi figli del S. Agata non era una espressione buttata a caso, ma giovani seguiti come dei figli ed a loro la prima cosa che si trasmetteva era il senso di appartenenza”.
Visione e presenza della Reggina
“L’attenzione da parte dei tecnici era fondamentale, poi si facevano tanti raduni e la nostra presenza era costante anche in territori fuori dal nostro. C’era una conoscenza diretta di quello che poteva essere il giovane da seguire e farlo arrivare alla Reggina. Il Perrotta di turno non arriva per caso, ma è frutto di una lunga osservazione, insieme alle qualità calcistiche che il ragazzo possedeva. Ma fare un singolo nome non è corretto nei confronti degli altri, oltre a Perrotta e Missiroli, ci sono anche Massimo Orlando, Belardi, Cirillo, Viola, Barillà, sono veramente tanti i ragazzi cresciuti in quel centro sportivo, questi sono alcuni esempi. Una delle cose mi porto dentro è stata una famosa partita in serie B a Livorno dove su sedici calciatori in distinta, vi erano undici elementi provenienti dal settore giovanile. Non so se è mai successo questo in Italia a livello di A e B”. Al presidente Foti vengono ricordate anche le operazioni con la Fiorentina e quindi le cessioni di Campolo, Tedesco, Di Sole e quella di Cozza al Milan. “Uno dalle grandissime qualità è stato Castiglia, poi per motivi diversi non è emerso, ma poteva essere certamente un calciatore da grande palcoscenico. Ne sono passati veramente tanti. La Reggina di oggi cosa deve fare? E’ un lavoro che impegna molto, si costruisce con il tempo, non ci sono risposte immediate, serve ricerca, collaboratori che diano il meglio di sè e materiale umano di spessore”.
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