Reggina-Messina: la curiosità rispetto all’incontro di andata. Quanti cambiamenti
Il derby di andata resta comunque una ferita, per questo Torrisi da giorni parla soprattutto di rivalsa
13 Febbraio 2026 - 17:50 | Redazione

Il derby di andata contro il Messina, giocato al “San Filippo – Franco Scoglio”, oggi sembra lontano anni luce. Non solo per il risultato, ma per tutto quello che è cambiato da allora.
La Reggina scese in campo con il 4-3-3 disegnato da Trocini: Lagonigro tra i pali; Gatto, Blondett, D. Girasole e Fomete in difesa; Correnti, Mungo e Porcino a centrocampo; Grillo, Ferraro e Di Grazia in avanti. Dalla panchina entrarono Palumbo, Barillà, Zenuni, Edera e Pellicanò. Tra i convocati anche Boschi, Adejo, Lanzillotta e Laaribi.
Finì 1-0 per l’ACR Messina. Decise l’unico tiro in porta subìto. Una sconfitta pesante, arrivata al termine di una delle prestazioni più deludenti di quel periodo buio. Poca lucidità, poche idee, ritmo basso. Una Reggina fragile, che sembrava aver perso identità e poi l’attacco frontale alla squadra del patron Ballarino a fine partita.
A distanza di mesi, quella distinta racconta un’altra storia. Gatto, Blondett, Correnti e Grillo erano titolari. Zenuni entrò nella ripresa. Boschi era in panchina. Sei calciatori che oggi non fanno più parte del gruppo. A loro si aggiunge Fomete, ormai fuori dal progetto tecnico da tempo. E poi c’è la guida tecnica. Trocini non è più l’allenatore. Al suo posto è arrivato Torrisi, chiamato a ricostruire certezze, identità e risultati.
È cambiato quasi tutto. Uomini, gerarchie, scelte. Quella sera di Messina resta una fotografia nitida di un momento assai complicato che avreste visto anche di peggio a breve. Oggi la Reggina è un’altra squadra. Più consapevole, più solida, diversa in molti uomini e nelle rotazioni. Il derby di andata resta comunque una ferita, per questo Torrisi da giorni parla soprattutto di rivalsa, ricordando i festeggiamenti da una parte e le umiliazioni dall’altra.
