Reggina, il lungo resoconto di mister Torrisi: ‘La pressione è un privilegio non un alibi’
"Dovevo fare più del massimo e non l'ho fatto, responsabilità tutta mia. Ho fatto un buon lavoro ma non un lavoro eccezionale"
04 Maggio 2026 - 11:10 | Redazione

Al termine della partita giocata e vinta dalla Reggina contro il Sambiase, essendo l’ultima della stagione regolare, parecchi sono stati gli spunti in conferenza stampa a conclusione di un altro campionato deludente sul piano dei risultati: “Penso si sia fatto un buon lavoro. Certo quando poi non si raggiunge la vittoria del campionato tutti dobbiamo essere autocritici pensando a quello che di più si sarebbe dovuto fare, avendo riaperto una stagione che a un certo punto era chiuso. Un campionato perso ma alla portata, chi vince ha sempre ragione.
La Reggina, il club, la città, la tifoseria, il blasone è normale che sulla carta non può gareggiare con nessuno, in serie D deve solo vincere, anzi stravincere. Questo è quello che tutti in estate hanno pensato, lo pensavo anche io dall’esterno, nonostante gli investimenti stratosferici della Nissa. Poi bisogna contestualizzare le situazioni, perchè era impensabile alla nona giornata di poter vincere il campionato e solo grazie al grande lavoro della squadra abbiamo riacceso la speranza. Quando la tifoseria ha deciso di darci una mano, la stagione è cambiata, tutte quelle vittorie consecutive non le ha fatte nessuno. L’80% dei successi è merito loro. A quel punto la vittoria del campionato era alla portata, si è sbagliato qualcosa, non siamo stati bravi, non sono stato bravo il primo io, dovevo fare più del massimo e non l’ho fatto. Ho fatto un buon lavoro ma non un lavoro eccezionale. Chi arriva dietro la prima non ha vinto e oggi questi sono i frutti. Ha vinto il Savoia e lo ha meritato. Ai ragazzi non posso rimproverare nulla, devo solo ringraziarli per quello che hanno fatto. Lo ripeto per l’ennesima volta, l’unica prestazione sbagliata è stato il secondo tempo di Lamezia.
Dopo la vittoria in trasferta con la Nissa, ho percepito che la squadra stava perdendo un pelo di quello che era il nostro dna. Aggressività, ferocia, solidità. La cosa non mi è sfuggita, ho avvisato la squadra, ma non sono stato bravo a riportarla ai livelli di prima. Quella Reggina ha pensato di essere la più forte di tutte, in grado di vincere le partite anche senza allenarsi, si è pagato in presunzione. La batosta di Lamezia ci ha fatto tremare, poi subentra la preoccupazione di non farcela. La responsabilità è mia, in campo loro esprimono quello che io gli trasferisco e quindi non sono stato bravo a farlo.
Il patron Ballarino è stato chiaro: a Torrisi è stato chiesto di tirarci fuori da quella situazione, perchè in quel momento si era davvero in enorme difficoltà. La pressione di vincere è la cosa più bella del mondo, io vivo per questo. Se uno non la pensa così ha sbagliato mestiere. Anzi, è un privilegio che non tutti hanno. La pressione non può essere un alibi. La pressione dei tifosi, le contestazioni, i tanti giornalisti con i quali ci si confronta, ma di cosa parliamo. Tutto questo è stimolo per lavorare, fare meglio, tanti allenatori vorrebbero essere al mio posto. Chi non la pensa così faccia il professore a scuola, l’impiegato alla posta, non l’allenatore della Reggina”.
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