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Reggio, arresto Chiarolla: interrogatorio di oltre due ore. Il sindacalista respinge le accuse

Maurizio Chiarolla, candidato alle ultime elezioni alla presidenza della V circoscrizione con 'I Democratici', ha risposto a tutte le domande

maurizio chiarolla

Il sindacalista reggino, arrestato nei giorni scorsi a Reggio Calabria, è stato interrogato oggi per oltre due ore davanti al Gip Claudia Colli, nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per l’ipotesi di reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Chiarolla, assistito dagli avvocati Lorenzo Gatto e Francesco Gatto, ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere. Al contrario, avrebbe chiarito punto per punto la propria posizione, restando a disposizione dell’ufficio della Procura.

La posizione di Chiarolla

Nel corso dell’interrogatorio, Chiarolla avrebbe respinto ogni accusa a suo carico. Il sindacalista, 48 anni, in servizio alla Hitachi Rail di Reggio Calabria, ha affrontato anche il passaggio relativo alle assunzioni, uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio.

Secondo la sua versione, non vi sarebbe stata alcuna condotta estorsiva. Chiarolla avrebbe inoltre sostenuto di essere vittima di un piano costruito per delegittimarlo da parte di chi lo ha accusato.

Una linea difensiva che punta a smontare la ricostruzione della Procura e a chiarire il ruolo del sindacalista all’interno della vicenda.

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La richiesta di revoca della misura

Dopo l’interrogatorio, la difesa si prepara a presentare richiesta di revoca della misura cautelare in carcere. Gli avvocati Lorenzo Gatto e Francesco Gatto sono già pronti a rivolgersi al Tribunale della Libertà nel caso in cui la richiesta non dovesse essere accolta.

Il provvedimento cautelare era stato eseguito dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria su delega della Direzione Distrettuale Antimafia.

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L’arresto e il profilo politico

Alle ultime elezioni comunali di Reggio Calabria Chiarolla era stato candidato alla presidenza della V circoscrizione Reggio Centro-Sud nella lista “I Democratici”.

Nella stessa ordinanza erano stati raggiunti dalla misura cautelare in carcere anche Salvatore Aricò e Roberto Puglia.

La fase delle indagini

L’inchiesta riguarda, a vario titolo, ipotesi di reato legate a estorsione e danneggiamento. Per Chiarolla, secondo quanto emerso dagli atti, le contestazioni sarebbero collegate alla sua attività sindacale.

Si precisa che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse contestate sono, allo stato, ipotesi investigative che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento. I destinatari delle misure cautelari sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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