Reggio, roll-up sul referendum in tribunale. La Camera penale: ‘Spazi di giustizia occupati dal NO’
Roll-up sul “NO” nei corridoi del Tribunale di Reggio: la Camera Penale 'Sardiello' denuncia “arroganza” e chiede la rimozione immediata
27 Febbraio 2026 - 15:27 | Comunicato Stampa

“Oggi, la locale campagna referendaria sul tema della separazione delle carriere registra uno dei suoi punti più bassi ed offusca irrimediabilmente quel sano e rispettoso confronto che l’avvocatura per il SI e la nostra Camera Penale ritengono, ancora oggi e nonostante tutto, unica via di informazione elettorale per il cittadino chiamato alle urne.
La collocazione delle gigantografie delle ragioni dei sostenitori del NO nei corridoi antistanti le aule di giustizia del palazzo Cedir, costituisce un’evidente prova di arroganza e mostra una grave mancanza di rispetto per un luogo in cui dovrebbe dispensarsi giustizia e non fare proselitismo. La Camera Penale “G. Sardiello” di Reggio Calabria intende denunciare tale gesto con forza e chiarezza.
Il posizionamento, all’interno degli spazi comuni del Tribunale di Reggio Calabria, di materiali informativi e promozionali (roll-up) recanti messaggi a sostegno delle ragioni del “NO” in relazione al prossimo appuntamento referendario, costituisce a nostro avviso una palese manifestazione di come il “Comitato Giusto Dire no” (nato su iniziativa di ANM al fine di promuovere la vittoria del no al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo prossimi) intenda la giustizia ed il ruolo stesso della Magistratura.
La Camera Penale di Reggio Calabria ha già provveduto a scrivere alla Presidenza del Tribunale, al fine di conoscere da chi, come e con quale motivazione sia stata autorizzata tale indebita occupazione dello spazio giustizia, ancor più grave e non giustificabile perché esterna ad ogni usuale spazio di concessione (come bacheche od altro), di norma riservato ai fini pubblicitari per locandine relative a eventi, incontri o iniziative informative.
La topografia della collocazione non è aspetto affatto secondario, ma è l’essenza stessa di questa nostra accorata protesta, non per noi, non contro qualcuno, ma per i diritti dei cittadini. Diverso è, infatti, l’utilizzo occasionale e circoscritto di spazi destinati alla comunicazione interna o all’affissione di avvisi, rispetto alla vera e propria occupazione diffusa effettuata oggi nelle aree in cui quotidianamente la giustizia si amministra: corridoi, spazi di accesso alle aule, aree di transito dell’utenza e degli operatori.
Si tratta di contesti che, per loro natura, devono rimanere estranei a qualunque forma di campagna referendaria o di comunicazione orientata. Il Palazzo di Giustizia rappresenta un presidio di terzietà e indipendenza dello Stato – circostanza di cui sono ovviamente consapevoli anche le Magistrate ed i Magistrati aderenti al “Comitato Giusto dire NO” – e non può essere percepito come un luogo di promozione, diretta o indiretta, di una specifica opzione referendaria o politica in generale.
Qualunque iniziativa di comunicazione su temi oggetto di confronto pubblico deve, a nostro avviso, rispettare rigorosi criteri di neutralità istituzionale e garantire condizioni di effettiva parità tra le diverse posizioni. In tali luoghi non può e non deve esserci spazio per iniziative di carattere propagandistico, tanto più quando una delle posizioni oggetto del confronto pubblico riguarda direttamente soggetti – magistrati giudicanti o requirenti – che operano quotidianamente all’interno di quelle stesse aule.
Il richiamo alla misura, il monito di non travalicare la soglia fisiologica della competizione elettorale invocati, giusto pochi giorni orsono, dal Presidente della Repubblica, appaiono pertanto clamorosamente calpestati, con l’inaudita occupazione dei corridoi e degli spazi dedicati alla celebrazione delle udienze. Per altro verso, il gesto odierno risulta plasticamente dimostrativo proprio di ciò che la riforma intende eliminare.
Roll-up nei corridoi del Tribunale: la protesta della Camera Penale
La Camera Penale “G. Sardiello” ha chiesto formalmente che venga fatta immediata chiarezza sulle modalità e sulle autorizzazioni che hanno consentito l’installazione dei materiali e invitato le Autorità competenti ad adottare ogni iniziativa utile all’immediata rimozione dei cartelli in questione, al fine di ripristinare altresì un contesto di piena neutralità e di rispetto dei principi di equilibrio e imparzialità che devono caratterizzare gli spazi della giurisdizione”.
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