Carnevale reggino, Arillotta propone la rievocazione della ‘battaglia dei cedri’

La proposta di Arillotta riporta alla luce una tradizione risalente al 1644 del martedì grasso


Riceviamo e pubblichiamo una proposta per il Carnevale reggino del prof. Filippo Arillotta richiama una tradizione seicentesca legata agli agrumi di Reggio, già celebri nel XVII secolo.

“Nel 1644 un gesuita senese, Giovambattista Ferrari, pubblicò un’opera fondamentale per la classificazione degli agrumi, la prima per completezza e sistematicità, dal titolo “Hesperides”. In essa descrive tutti gli agrumi al tempo noti, grazie ad una rete di contatti che si estendeva in tutto il Mediterraneo; grande interesse suscitano le notizie che egli ci riporta da Reggio, già all’epoca nota per la prelibatezza dei suoi agrumi.

Il Ferrari rende più agevole la lettura della sua opera aggiungendo una serie di aneddoti via via che la disamina procede; quando arriva ai cedri di Reggio, riporta una curiosa usanza di cui si era persa la traccia.

Il Martedì grasso i ragazzi del popolo andavano nei giardini di Sbarre con delle ceste che riempivano di cedri per poi tornare in città e, sistematisi in una piazza, si dividevano in due squadre che si lanciavano i cedri, cercando di “sterminare” gli avversari: vinceva chi manteneva in piedi il maggior numero di combattenti.

Il Ferrari ci riporta che la durezza del cedro provocava ovviamente forti contusioni, ma anche fratture e ferite gravi, tali da costringere i contendenti al ritiro; senonché i nobili che erano schierati ai lati delle squadre, tifando per l’una o per l’altra, non esitavano ad entrare nel campo per sostituire i feriti, incuranti del fatto di esporre i loro bei vestiti a danni irreparabili.

Questa notizia, oltre che per la curiosità storica, potrebbe costituire lo spunto per organizzare una rievocazione storica, da inserire nel contesto magari del lancio dell’idea dell’agrumiturismo: ovviamente non si tratterebbe di lanciare veri cedri, ma piuttosto delle imitazioni in materiale più morbido, magari con dentro del liquido colorante, giusto per potere mantenere lo spirito della “battaglia dei cedri” di Reggio.

Forse sarebbe di difficile realizzazione, ma credo che una intelligente sinergia fra Enti locali e associazioni private potrebbe trovare il modo per realizzare una iniziativa che restituirebbe a Reggio un pezzo dimenticato del suo passato”.