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Reggio, chiusa per rischio frane la San Sperato-San Salvatore. I residenti: ‘Tagliati fuori dalla città’

"Non è una strada secondaria, ma un collegamento essenziale, chiuderla significa isolare intere comunità". La lettera dei residenti

cartello frana

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei residenti di Cataforio, preoccupati da un’ordinanza comunale che vieta la circolazione e la sosta nel tratto di collegamento tra San Sperato e San Salvatore.

“Con l’ordinanza comunale N.871 del 25.11.2025 si impone il divieto totale di circolazione e di sosta in entrambi i sensi di marcia lungo il tratto di collegamento tra San Sperato e San Salvatore, a causa di un “potenziale pericolo di frane”. Una decisione che, ancora una volta, sembra dimostrare come l’amministrazione comunale preferisca ricorrere alle misure drastiche e più semplici, piuttosto che affrontare il problema alla radice. Il provvedimento, attivo a tempo indeterminato“sino a cessato rischio di frane” — taglia fuori un’intera zona dal resto della città. E lo fa senza minimamente considerare le ricadute sulla mobilità quotidiana, sulla sicurezza e sui servizi pubblici.

L’isolamento e le denunce dei residenti

Una strada chiusa… ma di notte e la mattina presto “lontano dagli orari d’ufficio” il traffico continua: i residenti denunciano una realtà scomoda.

Nelle ore notturne quella strada resta trafficata, soprattutto da veicoli diretti verso la zona collinare. Se davvero il rischio frane è così grave, perché solo ora si interviene? Perché non è stata avviata una messa in sicurezza preventiva?

Il tratto chiuso non è una stradina secondaria: è un collegamento essenziale per autobus di linea, mezzi pesanti e veicoli di servizio che lo percorrono quotidianamente. Interromperlo significa isolare intere comunità e costringere residenti, lavoratori e studenti a percorsi più lunghi, più scomodi e più pericolosi. Ma la domanda principale è, se la strada è “pericolosa” perché si permette il transito degli stessi mezzi pubblici? Il percorso alternativo indicato dal Comune è già saturo di traffico e presenta esso stesso criticità infrastrutturali note da anni, ma ignorate.

Richieste della cittadinanza e mancanza di trasparenza

Il Comune, così facendo, si assolve da ogni responsabilità. La cittadinanza non può accettare che la risposta alle frane sia sempre una sola: chiudere, bloccare, vietare. Premettendo il fatto che il problema c’è sempre stato, è stato sempre segnalato alle autorità di competenza compresi i vigili del fuoco, soprattutto nella stagione delle piogge. Un’amministrazione responsabile dovrebbe prevenire, progettare interventi strutturali, garantire che le vie principali restino fruibili e sicure.

Invece, ancora una volta, il Comune se ne lava le mani, trasferendo la responsabilità ai cittadini e imponendo loro disagi enormi e costi occulti.

Mentre si parla di “cantiere” e “lavorazioni”, negli atti non si legge una tempistica reale, un impegno concreto per il consolidamento del tratto, né un piano per garantire i servizi essenziali durante la chiusura.

La comunità chiede risposte. I cittadini non possono essere l’ultimo anello di una catena di ritardi, incuria e burocrazia.

Chiediamo:

  • Interventi urgenti di messa in sicurezza del tratto stradale, con tempi certi e resi pubblici.
  • Ripristino della viabilità per autobus e mezzi pubblici con soluzioni alternative reali, non improvvisate.
  • Un tavolo di confronto tra amministrazione, residenti e comitati di quartiere.

Non si può più accettare che ogni emergenza venga gestita chiudendo e aspettando che passi. Cataforio e San Salvatore meritano attenzione, investimenti e rispetto”.

Articolo a firma dei cittadini della zona Cataforio

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