Reggio, chiosco del Tempietto ancora chiuso: niente bando, salta anche l’estate 2026
Rimosso il ponteggio con la scritta “Prossima apertura” e ripulita l’area. La struttura, però, resta senza gestore. La precedente amministrazione non ha pubblicato la gara, adesso tocca alla nuova Giunta accelerare
21 Luglio 2026 - 12:10 | di Vincenzo Comi

Ponteggio finalmente rimosso. Via anche la scritta “Prossima apertura”, rimasta per mesi davanti a una struttura conclusa ma mai entrata realmente in funzione. E il chiosco del Tempietto continua a essere chiuso.
Questa la fotografia attuale di un luogo che potrebbe richiamare a sè migliaia di cittadini e turisti e che potrebbe animare, giorno e notte, l’area del tempietto. E che l’amministrazione Falcomatà non è riuscita ad affidare in mancanza del bando.
Ahinoi, anche l’estate 2026 trascorrerà senza l’apertura del nuovo punto ristoro realizzato in uno dei luoghi più suggestivi e frequentati del lungomare di Reggio Calabria. Il manufatto è pronto da tempo, ma manca ancora il passaggio decisivo: il bando comunale per l’affidamento della gestione.
La struttura era stata completata e consegnata al Comune nell’ottobre del 2024. Da quel momento sono trascorsi quasi due anni senza che l’amministrazione Falcomatà riuscisse a predisporre e pubblicare la gara necessaria per individuare un gestore.

Il chiosco dimenticato dalla precedente amministrazione
Sul chiosco del Tempietto la precedente amministrazione ha dormito. I lavori erano terminati, la struttura era pronta e l’area avrebbe potuto ospitare un servizio utile per cittadini e turisti. Eppure non è stato fatto il bando.
Un ritardo difficile da giustificare, soprattutto considerando la posizione del chiosco. Il Tempietto rappresenta uno dei punti simbolo del fronte mare reggino e durante i mesi estivi viene attraversato ogni giorno da famiglie, sportivi, giovani e visitatori.
Già nei mesi scorsi i progettisti di Living Hub, Chiara Costantino e Carmine Fallara, avevano espresso pubblicamente il proprio disappunto. La critica riguardava proprio il paradosso di un’opera pubblica completata, ma lasciata chiusa e circondata da recinzioni e ponteggi.
Una struttura pensata per creare aggregazione, offrire servizi e generare anche opportunità di lavoro è rimasta invece una presenza vuota. Un manufatto pronto soltanto sulla carta, mentre la città attendeva inutilmente l’apertura.

Rimossi ponteggio e recinzioni, ripulita l’area
Nelle ultime settimane la nuova amministrazione comunale ha effettuato un primo intervento. Sono stati eliminati il ponteggio e le strutture che delimitavano il chiosco, restituendo maggiore decoro a tutta la zona.
È stata rimossa anche la scritta “Prossima apertura”, diventata quasi beffarda dopo essere rimasta esposta per mesi davanti a un’attività che non ha mai aperto.
L’intera area è stata inoltre interessata da un intervento di manutenzione del verde e di decoro urbano. Le attività sono state coordinate dall’assessore comunale Nino Caridi e hanno consentito di migliorare l’immagine di uno spazio che appariva abbandonato nonostante la conclusione dei lavori.
Si tratta di un primo passo, utile sul piano del decoro. Ma non basta. Il vero obiettivo resta l’apertura del chiosco e la sua concreta restituzione alla città.
Adesso serve il bando per l’affidamento
La nuova amministrazione eredita una situazione ferma da troppo tempo. Adesso dovrà individuare il percorso amministrativo più rapido per pubblicare il bando e affidare la gestione della struttura.
L’estate 2026 è ormai compromessa. Anche quest’anno il chiosco resterà chiuso, lasciando inutilizzato uno spazio collocato in un’area strategica del lungomare.
Occorre evitare che si perda altro tempo e che il punto ristoro resti chiuso anche nei prossimi mesi. Dopo la rimozione del ponteggio e la sistemazione dell’area, serve completare l’intervento con il passaggio più importante: trovare un gestore e rendere finalmente operativo il chiosco.
La città non ha bisogno di opere concluse ma inutilizzate. Il chiosco del Tempietto deve diventare un luogo vivo, aperto e fruibile. La precedente amministrazione non è riuscita a raggiungere questo risultato. Ora la responsabilità passa alla nuova Giunta, chiamata ad accelerare e a chiudere rapidamente una vicenda rimasta sospesa per quasi due anni.
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