Reggio, la denuncia di un cittadino: ‘Via Botteghelle tra rifiuti, acqua e voragini’
"Uno spettacolo visivo e igienico che ferisce la dignità dell'intero contesto urbano reggino
12 Giugno 2026 - 11:20 | di Redazione

Ci sono angoli della città che sembrano galleggiare in un limbo temporale, dimenticati dalle agende politiche e dai servizi essenziali. Uno di questi è via Botteghelle, una via che si trasforma in un vero e proprio percorso a ostacoli per residenti e automobilisti, offrendo uno spettacolo visivo e igienico che ferisce la dignità dell’intero contesto urbano reggino.
Un reportage fotografico notturno mette a nudo una realtà drammatica, fatta di perdite d’acqua storiche, montagne di spazzatura e asfalto che letteralmente si sbriciola sotto i piedi.

Un’emergenza igienico-sanitaria a cielo aperto
Il primo e più impattante biglietto da visita della via è l’accumulo incontrollato di rifiuti. Sacchi di plastica trasparente ed opaca si rincorrono lungo i marciapiedi e i cancelli delle proprietà, creando barriere maleodoranti che attirano insetti e randagi.
Ma il degrado non si ferma ai rifiuti domestici:
- Mobili e materassi abbandonati: Interi materassi logori giacciono sui marciapiedi, colonizzati dalle sterpaglie incontrollate che crescono a ridosso delle recinzioni.
- Discariche abusive improvvisate: Sotto lo sguardo spento dei lampioni, sedie di plastica rotte, cartoni di pizza e scarti edilizi formano piccoli monumenti all’inciviltà e all’assenza di controlli.
L’acqua che distrugge: perdite e fango
Accanto alla spazzatura, il secondo grande nemico della vivibilità di via Botteghelle è l’acqua. Non quella che scorre dai rubinetti dei cittadini, ma quella che si disperde per strada.
In un tratto della via, un intero perimetro è stato transennato alla buona con la classica rete arancione da cantiere, ormai cadente e sommersa dai rifiuti. Al suo interno si è formato un vero e proprio acquitrino stagnante: un mix di fango, bottiglie di plastica galleggianti e detriti che restringe la carreggiata e costringe i pedoni a rischiosi equilibrismi. Il liquido infiltrato ha ormai compromesso la base del marciapiedi, creando un fondo instabile e pericoloso.
Asfalto “groviera”: le trappole per gli automobilisti
Come logica conseguenza delle infiltrazioni idriche e della mancata manutenzione ordinaria, il manto stradale è ridotto a un colabrodo.

Le immagini parlano chiaro: ampie voragini profonde diversi centimetri si aprono improvvisamente nel mezzo della carreggiata. Alcune di esse sono colme d’acqua piovana o di perdita, nascondendo la reale profondità della buca e trasformandosi in trappole perfette per gli pneumatici delle auto o, peggio ancora, per l’incolumità dei motociclisti. Altre buche sono già state “riempite” spontaneamente da foglie secche e rifiuti, a testimonianza di quanto tempo sia passato dall’ultimo intervento di rifacimento dell’asfalto.
La voce del quartiere
“Non è solo una questione estetica, è una questione di sicurezza e salute pubblica”, commenta un residente della zona. “Tornare a casa la sera significa fare lo slalom tra i sacchetti della spazzatura e sperare di non spaccare un ammortizzatore dentro una buca nascosta dal buio. Meritiamo un briciolo di normalità.”
La situazione di via Botteghelle è lo specchio di una periferia (e non solo) che chiede a gran voce interventi strutturali e immediati. Non bastano più le transenne provvisorie o i rimpalli di responsabilità: serve un piano straordinario di bonifica dai rifiuti, la riparazione definitiva delle condotte idriche e la messa in sicurezza di una strada che, ad oggi, sembra tutto fuorché parte di una città civile.
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