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Reggio, corso di biologia con curvatura biomedica: scuola e sanità a confronto

“Modello formativo d’eccellenza”: la curvatura biomedica riunisce licei e Ordine dei Medici reggini, con prospettive che guardano al futuro

Corso di Biologia con curvatura biomedica

Si è svolto questa mattina, presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Reggio Calabria, un intenso e partecipato incontro teorico-pratico del corso di Biologia con curvatura biomedica, che ha coinvolto gli studenti dei licei scientifici “Leonardo da Vinci” (RC), “Nicola Pizi” (Palmi), “Zaleuco” (Locri) e “Michele Guerrisi” (Cittanova). Un appuntamento che si è confermato fondamentale momento di orientamento verso le professioni sanitarie e di dialogo tra scuola, università e mondo medico.

Ad aprire la mattinata è stato il Presidente dell’Ordine dei Medici, il dottor Pasquale Veneziano che ha sottolineato il valore strategico del percorso biomedico e le prospettive future del progetto:

“Il percorso ha avuto un grandissimo risultato. A livello ministeriale è in corso un’evoluzione normativa che potrebbe portare alla creazione del liceo biomedico. Con il nuovo accesso a Medicina, si sta valutando di integrare nel percorso le materie oggetto dei test, così da rendere la formazione ancora più aderente ai bisogni degli studenti e del sistema universitario. Sarebbe un ulteriore passo avanti”.

Il progetto di Biologia con curvatura biomedica e la rete dei licei

Corso di Biologia con curvatura biomedica

A seguire, l’intervento del dottor Domenico Tromba, coordinatore della Commissione Rapporti Scuola-Università e referente nazionale del corso, che ha ricordato la natura e la crescita del progetto:

“Il percorso di Biologia con curvatura biomedica è un indirizzo triennale di potenziamento e orientamento nato per preparare all’accesso alle facoltà sanitarie a numero chiuso. È un progetto che ho seguito fin dalla nascita con grande passione, insieme alla dottoressa Princi e al presidente Veneziano. Oggi, è una realtà nazionale che coinvolge centinaia di licei e Ordini dei Medici. È motivo di orgoglio per la nostra terra, perché dimostra che dalla Calabria possono nascere modelli formativi di eccellenza”.

Hanno portato i saluti anche i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, sottolineando l’importanza di una rete educativa sempre più integrata e orientata alle competenze.

La professoressa Francesca Torretta, referente del percorso per il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, ha evidenziato la crescita della sperimentazione e la sua valenza formativa:

“Il progetto è partito nel 2011 a livello locale e, dal 2017, ha avuto una forte espansione nazionale. Oggi, è una sperimentazione ministeriale che coinvolge numerosi licei italiani. Prevede 50 ore annuali, di cui 10 dedicate ad attività pratiche presso l’Ordine dei Medici, permettendo agli studenti di entrare in contatto diretto con il mondo sanitario. La richiesta è in crescita e molte famiglie chiedono con convinzione questo percorso, che rappresenta un ponte concreto verso le professioni mediche”.

La dirigente scolastica dell’istituto capofila, la professoressa Antonella Borrello, ha sottolineato il valore educativo e organizzativo dell’iniziativa:

“È un percorso che ha una forte ricaduta sugli apprendimenti e sulle competenze trasversali, oltre che sull’orientamento. Siamo orgogliosi di essere scuola capofila e di accompagnare una rete così ampia di licei. Il coordinamento è complesso, ma rappresenta una sfida educativa importante che guarda al futuro della formazione scientifica”.

Corso di Biologia con curvatura biomedica

Nel corso della giornata, numerosi specialisti hanno offerto agli studenti una testimonianza diretta della propria attività professionale.

Il dottor Luigi Fragomeno ha illustrato il ruolo del medico di famiglia, insistendo sull’importanza della relazione medico-paziente:

“Non conta solo la competenza clinica, ma anche la capacità di ascolto e di empatia. Il medico di famiglia è un punto di riferimento costante, un equilibrio tra professionalità e vicinanza umana”.

La dottoressa Rossella Costantino ha approfondito il tema della prevenzione cardiovascolare:

“Le malattie cardiache sono ancora la principale causa di morte nel mondo. Prevenire significa proteggere la vita. È fondamentale anche la capacità del medico di creare empatia con il paziente”.

La dottoressa Virginia Bruzzì ha illustrato la complessità dell’oculistica moderna, evidenziando la sua natura multidisciplinare:

“L’oculistica non è solo difetti visivi, ma si interfaccia con molte patologie sistemiche. È una branca in continua evoluzione che unisce clinica, chirurgia e tecnologie avanzate, offrendo ai giovani medici molte opportunità professionali”.

Il dottor Claudio Franzutti ha invece guidato gli studenti alla scoperta della diagnostica per immagini, evidenziandone il ruolo centrale nella medicina moderna.

Particolarmente toccante l’intervento del dottor Vincenzo Romeo, che ha affrontato il tema “Migranti: il viaggio della speranza”, raccontando l’esperienza sanitaria nei contesti di emergenza.

“L’assistenza ai migranti non riguarda solo la salute fisica, ma anche quella psicologica. È un lavoro complesso che richiede collaborazione tra istituzioni e volontariato” – ha sottolineato.

La sessione si è conclusa con l’intervento del giovane odontoiatra Domenico Falcomatà, che ha raccontato il proprio percorso formativo e le prospettive della professione odontoiatrica, offrendo agli studenti uno sguardo concreto sulle opportunità di studio e lavoro nel settore.

Corso di Biologia con curvatura biomedica

L’incontro ha confermato ancora una volta il ruolo centrale del corso di Biologia con curvatura biomedica come strumento di orientamento consapevole, capace di avvicinare gli studenti al mondo delle professioni sanitarie attraverso esperienze dirette e testimonianze qualificate.

“Un percorso che continua a rafforzare il legame tra scuola e sanità, promuovendo competenze, motivazione e scelte formative sempre più consapevoli” – conclude il dottore Tromba.

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