Dal più grande aeroporto d’Africa al Museo del Mare: la firma di Zaha Hadid porta Reggio nel mondo
Lo studio londinese ha progettato il nuovo maxi hub dell’Etiopia. La stessa firma internazionale accompagna l’opera in costruzione sul waterfront reggino, ideata direttamente dall’archistar Zaha Hadid
24 Luglio 2026 - 06:55 | di Pasquale Romano

C’è un filo architettonico che collega Reggio Calabria all’Etiopia. Da una parte il nuovo Bishoftu International Airport, destinato a diventare il più grande aeroporto dell’Africa. Dall’altra il Museo del Mare che sta prendendo forma tra il porto e il waterfront reggino.
Due opere profondamente diverse, ma unite dalla stessa firma: quella dello studio Zaha Hadid Architects, una delle realtà più importanti e riconoscibili dell’architettura contemporanea mondiale.
I lavori dell’aeroporto etiope sono ufficialmente iniziati il 10 gennaio 2026. Il nuovo scalo sorgerà a circa 40 chilometri da Addis Abeba e sarà il principale hub di Ethiopian Airlines, rafforzando i collegamenti tra Africa, Asia e Medio Oriente.
Il più grande aeroporto africano ha la firma di Zaha Hadid
Il Bishoftu International Airport rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi mai avviati nel continente africano.
La prima fase, la cui conclusione è prevista nel 2030, prevede due piste e un terminal da 660 mila metri quadrati, capace di accogliere 60 milioni di passeggeri ogni anno. A regime, l’aeroporto potrà arrivare a 110 milioni di passeggeri, quattro piste e parcheggi per 270 aeromobili.
Il progetto architettonico del terminal è stato affidato a Zaha Hadid Architects. L’organizzazione degli spazi prende ispirazione dalla Great Rift Valley, con una grande direttrice centrale pensata per ridurre gli spostamenti dei passeggeri e rendere più semplici i collegamenti tra le diverse aree dello scalo.
Sono previsti anche un hotel da 350 camere, ristoranti, negozi, spazi per l’intrattenimento, cortili e giardini. Una vera città aeroportuale, progettata per accogliere soprattutto i passeggeri in transito, che potrebbero rappresentare fino all’80% del traffico complessivo.
Numeri che mostrano la dimensione internazionale dello studio che ha progettato una delle opere più importanti della storia recente di Reggio Calabria.
Il legame con la città è ancora più forte: il Museo del Mare infatti non è soltanto un progetto realizzato dallo studio che oggi porta avanti l’eredità dell’archistar irachena, ma un lavoro realizzato dalla stessa Hadid in prima persona.
Il concorso internazionale del Regium Waterfront, bandito dal Comune di Reggio Calabria, venne vinto nel 2007 da Zaha Hadid Ltd. Il progetto nacque quindi quando Zaha Hadid era ancora alla guida diretta dello studio e rappresenta una delle opere da lei lasciate in eredità, destinate a essere realizzate dopo la sua scomparsa nel 2016.
La presenza della firma di Zaha Hadid colloca l’opera reggina all’interno di un circuito architettonico mondiale. Lo stesso studio impegnato nella costruzione del maggiore aeroporto africano ha realizzato un progetto destinato a modificare il waterfront di Reggio e la sua immagine a livello nazionale e internazionale.
Un’opera capace di cambiare il volto di Reggio
Il cantiere del Museo del Mare è in corso. Dopo gli interventi sulla scogliera di protezione, le lavorazioni hanno interessato i pali di sottofondazione, con perforazioni profonde circa 20 metri, e la realizzazione dell’impianto wellpoint, necessario per abbassare temporaneamente la falda e consentire gli scavi in sicurezza.
Il Museo sorgerà in una delle aree più delicate e strategiche della città, tra il porto e il fronte mare. Una posizione che potrà trasformare la struttura in una nuova porta d’ingresso a Reggio Calabria.
Le potenzialità, come ben noto, sono enormi. Il Museo potrà diventare un attrattore culturale e turistico, ospitare eventi, esposizioni e attività didattiche, raccontare la biodiversità dello Stretto e rafforzare il rapporto tra la città e il Mediterraneo.
Il progetto prevede anche la realizzazione di un nuovo parco urbano e una passeggiata sul mare, con spazi accessibili non soltanto ai visitatori del Museo, ma all’intera cittadinanza. Lo studio Zaha Hadid descriveva infatti l’opera come un “grande luogo civico e culturale, destinato a ospitare eventi, mostre e momenti di confronto pubblico”.
La nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Cannizzaro, insediatasi un mese fa, eredita quindi uno dei cantieri più importanti della Calabria e avrà il compito di accompagnarlo fino al completamento.
Le ultime indicazioni pubbliche sul cronoprogramma fissano la conclusione dei lavori a giugno 2028. Il cantiere, secondo gli aggiornamenti diffusi nei mesi scorsi, procede nel rispetto dei tempi programmati.
Cosa ci sarà dentro il Museo del Mare
Se la struttura architettonica è ormai definita e il cantiere avanza, resta ancora aperta la questione più importante: cosa conterrà realmente il Museo del Mare.
Al momento non esiste una decisione definitiva su questi aspetti. La precedente amministrazione comunale aveva indicato alcune possibili macroaree: un grande acquario, un auditorium, ristoranti e servizi, spazi per mostre permanenti e ambienti destinati alle esposizioni temporanee.
L’acquario dovrebbe raccontare l’ecosistema del Mediterraneo e la straordinaria biodiversità dello Stretto. Le aree museali potrebbero invece ospitare mostre dedicate al mare, alla storia di Reggio, alla cultura mediterranea e a Gianni Versace, al quale l’opera dovrebbe essere intitolata.
Si tratta, però, ancora di indirizzi e proposte. La scelta dei contenuti permanenti non è stata conclusa. Il Comune nei mesi scorsi aveva avviato una manifestazione di interesse per costituire un tavolo tecnico con enti, associazioni e operatori culturali del territorio, chiamati a presentare progetti per la valorizzazione degli spazi espositivi.
La vera sfida sarà quindi doppia. Da una parte completare un edificio unico, progettato da una delle figure più importanti dell’architettura mondiale. Dall’altra riempirlo di contenuti capaci di renderlo vivo, frequentato e attrattivo ai turisti.
La firma di Zaha Hadid sull’opera potrà portare Reggio Calabria, e lo ha già fatto in questi anni, sulle riviste e nei circuiti internazionali dell’architettura. Ma saranno le scelte culturali, la gestione e la qualità dell’offerta a stabilire se il Museo del Mare riuscirà davvero a diventare il nuovo simbolo della città nel Mediterraneo.
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