Reggio, al Circolo Polimeni la presentazione del volume di Riccardo Partinico
L’Anatomia Archeostatuaria apre nuove prospettive nello studio delle statue antiche
31 Maggio 2026 - 06:49 | Comunicato

Una sala attenta e partecipe ha accolto, presso il Circolo Tennis Rocco Polimeni, la presentazione del volume di Riccardo Partinico Anatomia Archeostatuaria dei Bronzi di Riace: Pericle e Temistocle, un’opera che sta suscitando crescente interesse nel panorama archeologico e scientifico nazionale. Dopo le recenti presentazioni a Roma e al Salone Internazionale del Libro di Torino, il lavoro di Partinico è approdato a Reggio Calabria, città simbolo dei Bronzi di Riace, proponendo al pubblico non soltanto una nuova ipotesi identificativa delle celebri statue, ma soprattutto un innovativo metodo di ricerca destinato ad ampliare gli strumenti di indagine dell’archeologia classica.
Al centro dello studio vi è infatti il metodo dell’Anatomia Archeostatuaria, disciplina elaborata da Partinico che applica criteri scientifici, anatomici, antropometrici e comparativi all’analisi delle statue antiche. Un approccio che supera le tradizionali valutazioni esclusivamente stilistiche e iconografiche, consentendo di esaminare con rigore scientifico proporzioni corporee, dettagli anatomici, posture, caratteristiche morfologiche e relazioni tra struttura fisica e identità storica dei soggetti rappresentati. Secondo l’autore, questo metodo non si limita ai Bronzi di Riace ma può essere applicato all’intero patrimonio statuario archeologico, offrendo una nuova chiave di lettura per l’identificazione dei personaggi raffigurati e per la comprensione dei modelli culturali e artistici delle civiltà antiche. L’Anatomia Archeostatuaria si propone dunque come uno strumento interdisciplinare capace di mettere in dialogo archeologia, anatomia, antropologia fisica, storia dell’arte e scienze della conservazione.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti Ezio Privitera, presidente del Circolo Tennis R. Polimeni, e Giuseppe Bova, presidente della Fondazione Rhegium Julii. Hanno quindi portato il loro contributo la giornalista Ilda Tripodi e l’archeologa Roberta Schenal, approfondendo il valore culturale e scientifico della ricerca. Particolarmente significativa è stata la presenza di Nuccio Schepis, restauratore che ha partecipato alle attività di restauro dei Bronzi di Riace. Il suo intervento ha rappresentato una testimonianza autorevole sullo stato di conservazione delle statue e sull’importanza di coniugare ricerca scientifica, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico. La tesi proposta da Partinico identifica i Bronzi nelle figure di Pericle e Temistocle, protagonisti della storia ateniese del V secolo a.C. L’incontro si è concluso con un vivace dibattito che ha coinvolto il pubblico e gli esperti presenti, confermando come i Bronzi di Riace continuino a rappresentare un inesauribile laboratorio di studio.
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