Kobe Bryant: le telecamere di Sports Illustrated a Reggio per raccontare le origini del mito – FOTO

La leggenda di Kobe Bryant riparte da Reggio Calabria. Max Whittle di Sports Illustrated racconta il legame tra il Black Mamba e la città dove tutto ebbe inizio

Kobe Bryant

Tra pochi giorni saranno passati già 6 anni da quel tragico 26 gennaio 2020, quando veniva a mancare Kobe Bryant, uno dei giocatori di basket più acclamati e amati di tutti i tempi. Kobe ha lasciato un ricordo molto profondo in Italia, ed a Reggio Calabria in particolare, dove realizzò i primi canestri della sua carriera con la maglia neroarancio della Viola

Kobe cell

Ed è proprio a Reggio che inizia anche il viaggio di Max Whittle, telecronista sportivo e regista che sta girando per Sports Illustrated le prime riprese del suo nuovo docufilm sulle origini del mito di Kobe Bryant.

Intervista Rocco

La leggenda NBA di Kobe è nata proprio in riva allo Stretto, dove il “Black Mamba” si allenava, dopo la parentesi a Rieti, con la squadra di minibasket della stessa società di papà Joe, la “Standa” Viola tornata in A2 dopo la storica promozione nella massima serie. 

intervista rocco

“Sono cresciuto – inizia Whittle – come un grande appassionato di basket ed è per questo che sono qui con Sports Illustrated. Kobe Bryant è apparso sulla nostra copertina così tante volte durante la sua carriera NBA, ed io sono qui per raccontare la storia del suo soggiorno in Italia per circa sette anni, a partire dall’età di sei anni. È una storia incredibile, ha soggiornato in quattro città diverse, sono qui per raccontarla. Sto essenzialmente ripercorrendo lo stesso viaggio che Kobe ha fatto con la sua famiglia mentre suo padre Joe giocava a livello professionistico in Italia”. 

max whittle

Nel suo viaggio il giornalista inglese ha già avuto modo di intervistare alcune tra le persone che hanno incrociato Kobe nella sua esperienza italiana: gli amici, i suoi allenatori e compagni di squadra (a Rieti, Reggio Calabria, Pistoia  e Reggio Emilia). Kobe è arrivato nel Bel Paese da bambino e ci è cresciuto facendosi amare da tutti per il suo sorriso e per quella passione infinita per la palla a spicchi. 

Kobe cell

“È ​​chiaro prima di tutto che Kobe è stato parte integrante della cultura italiana, fin da giovanissimo. Quando tornava negli Stati Uniti, in molte delle sue conferenze stampa si vestiva come un italiano. Parlava in italiano. Per me è ovvio ormai: con chiunque abbia parlato in Italia Kobe era un membro della famiglia. E parlando con Rocco Romeo, l’ex allenatore di Kobe e del minibasket, si ha la sensazione che sia stato molto difficile mandare via Kobe dal campo anche allora. Immagina di provare a dire a Kobe che deve uscire dal campo! Penso che abbia sempre avuto quella competitività fin da piccolo, ed è quello che sto imparando dalle persone qui. Anche gli ex compagni di squadra, tutti dicono le stesse cose su Kobe: il talento c’era, e forse era anche un bene che non amasse passare la palla fin dall’età di sei anni”. 

Intervista Rocco

L’eredità di Kobe a Reggio Calabria

“Questo è il mio primo giorno a Reggio Calabria. È qui che inizio il mio documentario. Il primo posto in cui sono dovuto andare è stato il campo da basket dedicato a Kobe e Gianna. Penso che sia uno spazio incredibile per la città. È dipinto di viola e oro, ed ha il 24 e l’8, i numeri di Kobe quando giocava ai Lakers. È un posto perfetto, e quando ci passi davanti, vedi anche gente che gioca a basket. Questa è la sua eredità, e ci sono campi come questo in tutto il Paese: è per questo che sono qui, per catturare l’essenza di Kobe”. 

La città avrà modo di tornare su quel legame speciale con Kobe. A Reggio Calabria, infatti, il suo nome sarà ricordato anche a teatro: il 2 aprile Federico Buffa porterà al Teatro Cilea lo spettacolo “Otto Infinito”, un racconto sportivo e umano di Kobe. Per il docufilm di Sports Illustrated si dovrà attendere anche meno:

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“Sarò a Reggio Emilia durante l’anniversario della sua scomparsa, a fine gennaio, quindi mi aspetto che il film esca all’inizio di febbraio. Il titolo? Dovrebbe essere qualcosa come “Kobe Bryant: His Italian History” ma lo deciderà Sports Iillustrated quando sarà finito. Potrete guardarlo sul canale YouTube di Sports Illustrated, sui social media e sul sito web. Non vedo l’ora di condividerlo. Questo è un film per Kobe. È dedicato a lui e alla sua meravigliosa famiglia”.