Reggio - Verso le comunali, il ruggito di Meduri: "Falcomatà bocciato, sostengo un solo candidato"

CityNow incontra Renato Meduri. La Marcianò, Falcomatà, la Lega, Salvini, Giorgia Meloni. "Reggio abbandonata da Dio e dagli uomini con gente che finge di fare cose importanti". Il senatore ne ha per tutti eccetto uno...

La consiliatura targata Giuseppe Falcomatà volge ormai al termine.

Al netto di stravolgimenti dell’ultim’ora i cittadini di Reggio Calabria si recheranno alle urne a maggio prossimo, e si troveranno di fronte alla scelta di confermare la fiducia accordata all’attuale sindaco nel 2014, o di un cambio di rotta.

In questo periodo, come consuetudine tutto fa campagna elettorale. Incontri, convegni, inaugurazioni, promesse, finanche post social o cinguettii, diventano spunti di analisi e approfondimento.

Fonti di notizie o bufale clamorose. Di certo, nel panorama politico cittadino, ci sono un paio di candidature, ma tra queste non si scorge quella di un centrodestra che ai più appare abulico e immobile.

Tra questi c’è anche il già senatore Renato Meduri, sostenitore della prima ora della candidatura a sindaco dell’ex presidente del Parco nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino.

“Questo centrodestra – dice con la mente rivolta anche al 2014 – ha difficoltà a scegliere i suoi candidati”.

Ed è questo uno dei motivi, se non quello principale – al di là della stima personale mostrata nei confronti di Bombino – che ha spinto il senatore Meduri ad una “nuova” discesa in campo facendo sentire il proprio sempreverde ruggito di politico di razza. L’immobilismo del centrodestra, il giudizio negativo nei confronti dell’attuale amministrazione, i rumors delle ultime ore, l’appello per una convergenza sul nome di Bombino, sono gli argomenti principali toccati dal senatore nel corso di una lunga chiacchierata sull’orizzonte politico cittadino che si sta delineando.

L’endorsement per Bombino sindaco

“Ho deciso ormai da mesi di spendermi per la candidatura del professore Bombino – sottolinea Meduri ricordando anche l’amicizia personale col padre, definito “uomo del popolo” -. È una persona molto in gamba. Culturalmente parlando, in pochi possono vantare le sue capacità, importanti per una città come la nostra che viene da un periodo di buio terribile e di non eccelsa qualità degli amministratori. In più, Bombino è un uomo di grande pulizia morale, che ha dimostrato grandi capacita di amministratore di un ente che prima di lui era sconosciuto. E poi, è sgradito alla mafia, un requisito importante in questa città, e quindi ancora più gradito a me. Basti pensare che amministrare la realtà del Parco gli ha fatto ‘acquistare’ una scorta, e una limitazione della propria libertà, che rappresenta il suo guadagno derivante da quella esperienza”.

Un concetto, per la verità, ribadito in più occasioni da Meduri, che ha cercato di spronare il centrodestra, nella convinzione che “tutti questi motivi, fanno di Bombino il candidato a sindaco ideale per Reggio”.

Ma il vero vantaggio di Bombino in questo scenario di prossime elezioni è rappresentato proprio dal fatto che “non è iscritto a nessun partito e per questo può diventare gradito a tutti i partiti che hanno a cuore il bene della città e non i soliti giochi di potere”.

Insomma, per il senatore, se l’intenzione dei partiti che non si riconoscono nella sinistra è “veramente quella di dare una svolta determinante e decisiva”, allora “non possono che convergere sul nome dell’ex presidente del Parco”.

Ma Meduri, da sempre attento alle parole che pronuncia, tiene a rimarcare che “non si tratta di una candidatura contro, ma che, al contrario, si offre ai partiti. Per intenderci – ancora MeduriBombino non ha detto che offriva il tetto al centrodestra, ma che offriva il petto alla battaglia. Qualcuno ha volutamente equivocato e si è creata questa situazione di impasse”.

Consigli per… il Centrodestra

“Il mio giudizio sul centrodestra di oggi – dice lapidario Meduri – è negativo”.

La mente corre alle ultime comunali:

“Dal 2006 non ho tessere di partito. L’ultima volta avevo offerto la mia candidatura ad un centrodestra che non decideva, ma alla fine hanno scelto di sacrificare Lucio Dattola, e lui stesso di sacrificarsi. Perché Dattola, persona perbene, è stata una scelta di Forza Italia, ma non quello candidato a vincere. Era perdente in partenza, rispetto a Giuseppe Falcomatà, che porta un cognome importante in questa città, e le premesse si erano già viste con le primarie. Loro, insomma, hanno imposto Dattola, e poi in Consiglio sono scomparsi…”.

Meduri, dopo aver ripercorso gli “errori” recenti della coalizione che più si avvicina ai suoi valori, entra nel vivo delle contraddizioni del centrodestra, ricordando come i principi ispiratori della sua azione politica siano stati guidati dall’idea della politica come “passione e missione”, servizio per la città e i cittadini:

“Vorrei riscoprire questa passione – dice deciso – non vorrei che uno che perde le regionali venga accontentato con una candidatura a sindaco. Il sindaco è uno, i consiglieri regionali sono 32. Viviamo in una città in gravissima difficoltà, abbandonata da Dio e dagli uomini con gente che finge di fare cose importanti. Ed è per questo che temo molto che una designazione dopo le regionali, sia una designazione di seconda scelta, e la città non ne ha bisogno. Ha bisogno, invece, di uomini onesti e sgraditi alla mafia, capaci di dire no, e di attorniarsi di persone anche più valide di se stesso, perché la città viene prima di tutto. Il sindaco – ribadisce con grinta il senatore – deve avere una tale personalità da portarlo a scegliere gente migliore di lui, senza sentirsi diminuito, capace di elaborare programmi. E Bombino ce li ha già”.

Ma lo scenario odierno non fa dormire sonni tranquilli a Meduri, che punta il dito contro i partiti “moderni”: “Gente che era a destra, che è passata a sinistra, e che ora torna a destra… Cos’è la destra, cos’è la sinistra cantava Gaber… oggi invece è un mercato di vacche, anche scadenti, ma che si portano dietro i voti”. E Meduri non si fa pregare: “Voglio dire, Giorgia Meloni è brava, mi piace, ma poi si prende Neri e Tripodi, tutto fuorchè uomini di destra, per crescere di quanto? Dello 0,7 -1 %. Ma questi, oggi, stanno a destra perché la destra è vincente, ma poi se trovano un migliore acquirente se ne vanno lasciando il partito e portandosi via i voti”.

“Ho sofferto tanto, ed ho votato Lega”

Non riconoscersi più in un certo modo di fare politica ha portato quindi il senatore ad affrontare anche i suoi “demoni”. Quelli politici, s’intende. D’altra parte rimangono epiche le grandi battaglie in Parlamento contro la Lega di Bossi, che culminarono anche con una rissa tra Meduri stesso e un ministro del Carroccio che gli valse la non ricandidatura da parte di Fini:

“un’altra Lega, certo, e anche altri tempi, ma ti devo dire che i principi che ha cominciato a portare avanti Salvini, dismessa la cravatta verde, si sono meritati il mio voto alle europee. Salvini è quello che ha imposto in Calabria che chi si candida deve avere rispetto per la gente e non avere processi pendenti. Ecco, ringrazio Salvini per aver messo il veto sulla candidatura di Occhiuto. Si, insomma, ho sofferto a votare un leghista, ma ho scelto bene”.

Quale sarà invece il peso politico della lega nella decisione del candidato a sindaco, non è ancora chiaro: “Non so se la Lega ha la forza di decidere, non avendo ancora una vera e propria struttura qui da noi, ma certamente fa opinione ed è stato il partito più votato nella nostra provincia. Salvini ha fermato tutti, guida un partito in crescita, e rischia di prendere tutti, ma lui va coi piedi di piombo. Mi auguro che su Bombino ci sia il favore della Lega, e mi domando perché non dovrebbe sostenerlo? Ha bloccato Occhiuto per una questione di moralità, e Bombino è un campione di moralità, è la novità, il nuovo abito della città, della signorilità dell’antimafia vissuta e non predicata”.

“Falcomatà? Non dovrebbe ricandidarsi”

“Sono stato sempre, e sono tuttoggi, per i giovani. Fui io il primo a chiamare Giuseppe Falcomatà quando fu eletto consigliere comunale, anche se poi si è rivelato una delusione. Un ragazzo garbato, ma non basta per amministrare una città come questa, già difficile e diventata impossibile con i tre anni di commissariamento”.

Meduri mostra sincero affetto per l’attuale sindaco, ma il giudizio politico è tranciante:

“Nella politica, se intesa come servizio, e non come ufficio di collocamento, si deve fare esperienza. Lui era un giovane sotto scopa perché arrivava in una situazione difficilissima e non ha capito, secondo me, che per non essere strumentalizzato avrebbe dovuto circondarsi di uomini di esperienza e capaci. Invece, probabilmente, come ogni giovane entusiasta ha pensato di poter premiare tanti giovani amici, e da lì sono nati i disastri amministrativi sotto gli occhi di tutti. In più, è in attesa di un brutto processo, con un assessore della sua giunta che è stata già condannata per abuso d’ufficio. Sono convinto – sottolinea con forza – che per rispetto della gente chi ha conti in sospeso con la giustizia deve prima regolarli: se concorri per una carica pubblica devi avere rispetto dei cittadini che vuoi amministrare”.

La Marcianò per un progetto ad ampio respiro

“Conosco Angela Marcianò, una persona a cui voglio molto bene. E non so come è finita ad essere assessore della giunta Falcomatà. Chi l’abbia spinta, proposta o imposta. Forse era la migliore collaboratrice del sindaco, la più capace”.

C’è amarezza nelle parole di Meduri, quando parla della vicenda che ha coinvolto l’ex assessore Angela Marcianò che, ricorda il senatore, proviene da una famiglia tradizionalmente di destra, con lo zio più volte segretario provinciale del Msi.

Le voci che darebbero la Marcianò in procinto di ufficializzare la propria candidatura però non convincono il senatore:

“E’ una donna in gamba, ma vale lo stesso discorso, e l’ho già detto ad Angela – chiosa Meduri – di Falcomatà, perché è nella stessa condizione del sindaco. Anzi, la condanna l’ha già avuta anche se ancora è un reato presunto, fino alla Cassazione, però per rispetto della gente, è brutto candidarsi. Potrebbe invece fare parte di un progetto più ampio, potendo dire alla gente che aveva tutti i titoli per candidarsi, che è stata trattata in un certo modo…”

Insomma, per Meduri, che si dice convinto che al Comune nessuno vincerà al primo turno, Angela Marcianò può e deve rappresentare una risorsa per il centrodestra che vuole scalzare Falcomatà.

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