Ripartire dal cinema. CityNow incontra il regista reggino Fabio Mollo
01 Luglio 2015 - 13:24 | di Vincenzo Comi

di Daniela Liconti – Un piccolo primato in zona cultura per Reggio, che ospita in questi giorni alla Pinacoteca civica la prima edizione del Laboratorio di filmmaking, unico in Italia.
Coordinato dal regista Fabio Mollo (Il Sud è niente) e patrocinato dal Comune, il laboratorio è parte dell’offerta formativa della Fondazione Ente dello Spettacolo, destinata a dieci giovani aspiranti filmmaker selezionati in tutta Italia per approfondire regia, scrittura, montaggio e fotografia, concludendo con un cortometraggio ambientato in città che verrà presentato alla 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia e in anteprima l’11 luglio a Reggio.
Tra i docenti impegnati con i ragazzi, Iosella Porto (sceneggiatura), Piero Messina (regia), Francesco Di Giacomo (direttore della fotografia), Filippo Montemurro (montaggio), un incontro con Gioacchino Criaco su come raccontare una storia ambientata sul territorio e renderla universale e qualche nome noto che si tace per riservare la sorpresa.
Ne parliamo con Fabio Mollo, che ha proposto alla FEdS Reggio come sede per questa prima esperienza in quanto territorio poco frequentato dal cinema in cui gravitano voci interessanti.
“Anche se non abbiamo un Museo del Cinema né un Centro sperimentale, vorremmo che questo diventasse un appuntamento fisso e un primo passo verso l’istituzione di un centro di formazione permanente sui mestieri del cinema a Reggio e area dello Stretto, che attragga giovani da altre regioni per qualità di formazione erogata. L’ambizione dell’associazione Reggio Cinema è infatti promuovere e produrre cultura sul territorio attraverso la formazione.”
Mollo cita alcune realtà coraggiose, efficaci ed intelligenti nate a Reggio che si muovono in questa direzione anche senza sostegno istituzionale: Reaction City, il laboratorio di interazione ricerca e architettura in contesto di crisi The Third Island fondato sulla trasversalità dei saperi e la recente fondazione della prima Scuola di Fotografia del meridione ad opera dell’associazione Il cerchio dell’Immagine. Tra il fare e il non fare, meglio la prima.
“Intendiamo rilanciare il Reggio Cinema Festival – continua Mollo – che non è partito adesso per inagibilità dell’Arena dello Stretto ma si terrà in autunno al teatro Cilea. Sarà un festival per la gente con vari momenti di coinvolgimento diretto del pubblico, più proiezioni al giorno ed una programmazione di ampio respiro che darà molto spazio a quello che ormai si delinea come il nuovo cinema italiano indipendente. Uno dei punti di forza del Laboratorio è che ci lega ad una nuova generazione di filmmakers che oggi la ristrettezza di risorse ha reso più liberi, audaci, autonomi. Le proposte più interessanti nascono da questa nuova visione e approccio, creando una frattura tra il prima e l’oggi, con opere prime che stanno andando in una direzione inaspettata ed estremamente interessante, generando un cinema maturo e davvero innovativo.”
Grazie al Laboratorio, la Pinacoteca si rianima: “un posto con opere di grande bellezza, ci tenevo molto a farne la sede di queste giornate, ma nonostante l’entusiasmo e il sostegno dell’Amministrazione comunale nell’accettare una progettazione così intensa in un momento critico per la città, sono state tante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare per facilitare la decisione da parte dell’Ente dello Spettacolo e dimostrare che la città ha strutture adeguate.”
Il pensiero va anche alla ex Film commission, non abbastanza solida da supportare registi di qualità con tante occasioni perse – vedi Anime Nere di Munzi e Corpo celeste della Rohrwacher.
“Oggi – afferma Mollo – c’è spazio per il nuovo e interlocutori disponibili a condividere iniziative che abbiano al centro la cultura di qualità. Ho sottratto molto tempo al mio lavoro a favore di progetti per questo territorio e la sua generazione che cresce, la passione che mi spinge darà i suoi frutti.”
FOTO DI LIZ DELUNA

