Case di Comunità, De Matteis: ‘Sanità regionale devastata da politiche di privatizzazione’
"Per la sanità calabrese non servono imposizioni contro i medici. Occorrono scelte regionali per una nuova leva di professionisti" le parole del Presidente Nazionale Emerito SMI
10 Luglio 2026 - 08:15 | Comunicato Stampa

“Non ci convincono le recenti dichiarazioni dell’ASP di Cosenza e quelle del sindacato maggioritario FIMMG che descrivono una sanità che non esiste nella nostra regione. Un sistema sanitario regionale calabrese, invece, che risulta essere devastato da accentuate politiche di privatizzazione e di saccheggio delle risorse pubbliche”.
Così Cosmo De Matteis, Presidente Nazionale Emerito SMI, il Sindacato Medici Italiani.
“Si enfatizza – prosegue De Matteis – la presunta operatività di Case e Ospedali di Comunità nel cosentino, ma non risulta la loro effettiva realizzazione; né si comprende con quale personale medico saranno portate avanti. L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) stralcio di medicina generale di fine giugno, che lo SMI non ha firmato, in questo senso, non aiuta a risolvere i nodi della crisi della sanità calabrese. L’ACN obbliga i medici di medicina generale già in servizio per sei ore settimanali a lavorare nelle Case di Comunità. Questo comporterà, soprattutto per i piccoli comuni calabresi, avere minori possibilità di usufruire dell’assistenza dei medici di famiglia”.
La carenza di medici di famiglia in Calabria
“Le scelte devono essere altre! Nel nostro territorio si manifestano gravi difficoltà, perché a Cosenza, così come in Calabria è in corso un esodo a causa del pensionamento. Molti comuni hanno già grandi problemi ad avere il medico di famiglia, essendo questo settore, non più attrattivo, sia dal punto di vista professionale che economico. Non servono, quindi, imposizioni e forzature per i medici già operanti, ma nuovi medici e politiche di sostegno per gli assunti e per chi vuole lavorare in aree disagiate della regione”.
Medicina dell’emergenza-urgenza e ambulanze del 118
“Una vera e propria rifondazione, inoltre, andrebbe realizzata per la medicina dell’ emergenza – urgenza. Le ambulanze del 118 spesso circolano in molte aree della regione senza medici e in casi di urgenza; lo sappiamo, in questi casi, solo la tempestività dell’ atto medico può salvare la vita”.
Le proposte per salvare la sanità calabrese
“In Calabria occorrerebbero scelte regionali che favoriscano la crescita di una nuova leva di medici, che siano motivati e incentivati a svolgere la professione nel sistema sanitario regionale pubblico. Solo in questo modo si potrà salvare la sanità calabrese e assicurare la salute ai nostri cittadini”.
Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie
