Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI ACCEDI

Sanità a Reggio, niente ossigeno per una 102enne. La famiglia: ‘Acquistate le bombole a nostre spese’

Il caso della 102enne senza ossigeno. I familiari: "E chi non può pagare cosa deve fare?"

anziana

Una donna di 102 anni, allettata nella propria abitazione a Reggio Calabria, avrebbe atteso inutilmente per dieci giorni una visita pneumologica domiciliare necessaria per ottenere la fornitura di ossigeno attraverso il Servizio sanitario pubblico.

A denunciare quanto accaduto è la famiglia dell’anziana, morta nei giorni scorsi nella propria casa, assistita dai suoi cari. Secondo il racconto dei familiari, negli ultimi giorni di vita è stato necessario acquistare privatamente diverse bombole di ossigeno in farmacia.

L’erogazione pubblica sarebbe rimasta bloccata dalla mancata predisposizione del piano terapeutico, documento che avrebbe dovuto essere rilasciato da uno pneumologo dopo una visita domiciliare. Una visita richiesta con carattere d’urgenza, ma che, sostiene la famiglia, non sarebbe mai stata effettuata.

I parenti riferiscono inoltre di aver inviato diverse PEC agli indirizzi ufficiali dell’Asp di Reggio Calabria, senza ottenere risposte o una presa in carico urgente della situazione.

La denuncia solleva un problema più ampio. Quello dell’assistenza sanitaria territoriale garantita agli anziani, ai pazienti allettati e alle persone che scelgono di trascorrere gli ultimi giorni della propria vita a casa.

La lettera integrale della famiglia

“La zia Maria si è spenta nei giorni scorsi nella sua abitazione, circondata dall’affetto e dalle cure amorevoli dei suoi familiari. Aveva 102 anni e il diritto fondamentale di trascorrere gli ultimi momenti nel proprio letto, sostenuta dall’amore dei suoi cari e dall’assistenza del sistema sanitario. Purtroppo, mentre la famiglia ha fatto l’impossibile per garantirle dignità, le istituzioni sanitarie l’hanno lasciata sola.
Per farla respirare negli ultimi giorni di vita, abbiamo dovuto acquistare privatamente le bombole d’ossigeno in farmacia, una dopo l’altra. Il Servizio Sanitario Pubblico non ha mai erogato l’ossigeno perché, secondo le rigide maglie burocratiche, era necessario un piano terapeutico rilasciato dallo pneumologo a seguito di una visita domiciliare.

Una visita pneumologica domiciliare d’urgenza che avevamo richiesto ben 10 giorni prima, ma che non è mai stata effettuata. Dieci giorni di attesa a fronte di una richiesta urgente per una donna di 102 anni allettata rappresentano un lasso di tempo infinito, un ritardo inaccettabile per chi necessita di un farmaco salvavita per continuare a respirare.

Nel disperato tentativo di sbloccare la situazione prima che fosse troppo tardi, abbiamo inviato diverse PEC agli indirizzi ufficiali dell’ASP di Reggio Calabria per segnalare la gravità e l’urgenza del caso. Il risultato è stato un muro di silenzio: nessuna risposta, nessun riscontro e nessuna presa in carico d’emergenza.

La zia Maria non c’è più, e noi abbiamo fatto tutto il possibile per non farle mancare l’aria fino all’ultimo respiro. Ma oggi, dal profondo di questo dolore, la domanda nasce spontanea e doverosa: cosa succede a tutti quei malati e a quelle famiglie che si trovano nella stessa situazione, ma non hanno le disponibilità economiche per acquistare continuamente l’ossigeno a proprie spese?

Quale destino spetta agli anziani e alle persone fragili che hanno il diritto di essere curate o di spegnersi con dignità a casa propria, se la burocrazia impiega due settimane per una visita pneumologica d’urgenza, bloccando l’accesso ai farmaci salvavita?

La nostra non è una polemica personale, ma una denuncia civile contro un sistema di assistenza territoriale lento, sordo e disumanizzato. Rendiamo pubblica questa storia affinché la vicenda di nostra zia serva da monito per il futuro, evitando che altri malati e le loro famiglie debbano affrontare il medesimo calvario”.

Iscriviti al nostro Canale Whatsapp per restare sempre aggiornato con le ultime notizie

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi CityNow alle tue Fonti preferite: quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?