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Sottosegretari in Calabria, referendum più vicino. Esulta il Csx: ‘Abbiamo vinto’

L’Ufficio centrale regionale per il referendum ha dichiarato ammissibile la richiesta sulla modifica dello Statuto. Le opposizioni: “La parola torna ai cittadini”

Consiglio Regionale Presidente Roberto Occhiuto ()

La partita sui sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale calabrese si riapre. L’Ufficio centrale regionale per il referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha dichiarato ammissibile la richiesta di referendum popolare sulla modifica dello Statuto regionale.

Una decisione che viene accolta con soddisfazione dai gruppi di centrosinistra in Consiglio regionale, che nelle scorse settimane avevano contestato l’introduzione delle nuove figure politiche e il precedente stop alla richiesta referendaria.

La minoranza: “Scelta importante per la democrazia”

Le opposizioni parlano di un passaggio politico e istituzionale rilevante. Secondo i gruppi di minoranza, la modifica dello Statuto non può avvenire senza il coinvolgimento diretto dei cittadini calabresi.

I capigruppo hanno annunciato una conferenza stampa per venerdì 3 luglio, alle 9.30, nella sede del Partito Democratico di Lamezia Terme. Saranno presenti Ernesto Alecci, Elisa Scutellà, Enzo Bruno, Francesco De Cicco e Filomena Greco, insieme ai legali Andrea Lollo e Antonio Ionà.

Scutellà: “Ora saranno i cittadini a esprimersi”

Tra i primi commenti anche quello di Elisa Scutellà, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che sui social ha parlato di una vittoria politica e civica.

“Abbiamo vinto”, ha scritto, sottolineando come il ricorso accolto apra la strada al referendum popolare. Per Scutellà, adesso “saranno finalmente i cittadini a poter esprimere la propria voce su una scelta così importante”.

Bruno: “Ha vinto il diritto dei calabresi a decidere”

Soddisfazione anche da parte di Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente. Per Bruno la decisione rappresenta “una giornata importante per la democrazia e per il rispetto delle regole”.

Il consigliere ha ribadito che il tema non riguarda solo un aspetto tecnico, ma il modo in cui viene modificato l’assetto istituzionale della Regione. Secondo Bruno, su una scelta che introduce nuove figure politiche e comporta nuovi costi, è giusto che siano i calabresi a pronunciarsi.

La vicenda resta quindi aperta. L’ammissibilità non significa che il referendum sia già fissato, ma consente all’iter di andare avanti. Ora il confronto politico si sposta sulle prossime mosse della Regione e delle opposizioni.

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