Spirlì e Falcomatà allo stadio, il Governatore risponde: 'Critiche vergognose'

'Violenza ottusa e malevola di un plotone di "comandati a distanza" che generano compassione e pena', le parole di Spirlì

Travolto dalle critiche social, il presidente f.f. della Regione Calabria Nino Spirlì risponde alle critiche.

"Offende la Calabria Tutta e i Calabresi, la violenza ottusa e malevola che un plotone di "comandati a distanza" semina, ad ogni pie' sospinto, sulle pagine social.

Oggi più che mai, un manipolo di mestatori di fango mediatico ha tentato di mescolare verità e opinione, col solo fine di attaccare il presidente della Regione", le prime parole del post pubblicato da Spirlì.

Il Governatore f.f. definisce offensive e vergognose le critiche rivolte per la sua presenza allo stadio Granillo, in occasione della gara vinta 3 a 0 dalla Reggina sul Vicenza.

"Definire il lavoro di centinaia di operatori sportivi, a partire dai calciatori fino ai tecnici, dagli arbitri ai dirigenti, dai sanitari ai titolari di impianti, "un divertimento", "un gioco", "un passatempo" di cui, addirittura, vergognarsi, è demoniaco!!!

Definire un incontro di Calcio un'occasione di passatempo inutile, è vergognosamente offensivo, se non Colpevole! Il fine ultimo, chiaramente, era quello di colpire il presidente della Giunta, il quale, in quanto tale e in quanto delegato allo Sport, ha voluto onorare l'intero Comparto, accettando l'invito del Presidente di una Nobile Squadra Calabrese - la Reggina, appunto - a presenziare, in uno stadio aperto, secondo le norme, ad un ridotto numero, e abbondantemente presidiato dalle FFOO, all'appuntamento settimanale col Campionato".

Spirlì, sottolineando di aver accettato l'invito del club amaranto, respinge al mittente le accuse arrivategli da parte di tifosi e semplici cittadini sui social.

"Nulla di cui doversi vergognare! Anzi! Certo, la nostra Regione, come tutto il mondo, sta vivendo giorni, mesi, un anno, terribili. E, alla morsa del COVID, stiamo dedicando le ore di tutti i nostri giorni. In ogni campo. Da quello Sanitario (ferito da decenni di furti e silenzi) a quello dell'Istruzione, del Lavoro, dell'Impresa, dei Commerci, dell'Arte, della Cultura, dei Trasporti... In OGNI CAMPO: anche in quello dello Sport. Che NON È UN PASSATEMPO, NÉ UNA VERGOGNA!

Vergognoso è accanirsi, oltretutto a comando, con le Istituzioni e con Chi, gli Sportivi, svolge un lavoro dignitoso e con grande difficoltà! Non è piacevole, per i Calciatori e le Terne, scendere in campo, col cuore stretto nell'ansia e nel dolore: eppure, lo fanno. E a Loro bisogna pensare quando, comodi col cellulare o il computer in mano, offendiamo il Loro impegno! Certo, le elezioni sono all'orizzonte, ma l'Umanità non si pesa a schede elettorali. Né a maledizioni sganciate come bombe a mano. Quelle, sono solo simbolo di debolezze morali o stanchezze. Nell'ultimo caso, generano compassione. Nel primo, pena. Molta pena".