Cessione Reggina: si sta tirando troppo la corda. E vale per tutti
A perdere non sarebbero nè Ballarino nè Rizzetta, nè chiunque altro. Sarebbero ancora una volta solo e soltanto i tifosi... e la Reggina
06 Giugno 2026 - 13:20 | Redazione

Ballarino Conferenza Stampa Reggina
Gli antichi proverbi raramente sbagliano. Sono il frutto della saggezza popolare, di esperienze vissute e tramandate nel tempo. E osservando la situazione attuale della Reggina, ce ne vengono in mente diversi: “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”, “Chi troppo vuole nulla stringe” e soprattutto “Non tirare troppo la corda, perché prima o poi si rompe”.
Naturalmente nessuno conosce i dettagli delle trattative in corso. La società continua a mantenere il massimo riserbo e le informazioni ufficiali sono praticamente inesistenti. Tuttavia, sulla base di quanto si legge nei post, nelle storie social e nelle dichiarazioni del papabile acquirente, una ricostruzione appare quantomeno plausibile.
Immaginiamo uno scenario. Da oltre un mese il professor Ballarino tratta con il gruppo Rizzetta. Il presidente amaranto parte da richieste economiche importanti per cedere una società che, pur militando in Serie D, rappresenta un patrimonio sportivo e sentimentale enorme per la città. Rizzetta, magari dopo qualche iniziale perplessità, sembra accettare quelle condizioni. A quel punto arrivano ulteriori richieste, clausole, garanzie. E anche su quelle il gruppo interessato sembrerebbe disposto a trovare un’intesa (vedi dichiarazioni di Rizzetta al giornalista Pedullà).
Ma forse, a quel punto, scatta un altro ragionamento. Se c’è un interlocutore disposto ad arrivare a determinate cifre, magari con l’insediamento della nuova amministrazione comunale potrebbero spuntarne altri. E allora si potrebbe provare ad alzare ulteriormente l’asticella. In fondo, se con Rizzetta si è partiti dalla base dell’offerta formulata dagli imprenditori reggini, perché non immaginare di poter partire domani dalla “base Rizzetta” per ottenere ancora di più?
È una strategia che nel mondo degli affari può anche avere una sua logica. Il problema nasce quando dall’altra parte c’è qualcuno che inizia a percepire di essere coinvolto in una partita giocata contemporaneamente su più tavoli.
E qui arriva il punto. Perché Rizzetta, che da anni racconta di avere il sogno di guidare la Reggina, potrebbe anche decidere di stancarsi. Potrebbe arrivare a dire: “O si chiude entro lunedì oppure ognuno per la propria strada”. Una posizione che, leggendo alcune dichiarazioni delle ultime ore, non appare nemmeno così lontana dalla realtà.
E allora ci si chiede. Se davvero Rizzetta dovesse alzarsi dal tavolo e salutare tutti, quanto varrebbe la Reggina da martedì, professore Ballarino? Oppure siamo davanti a possibili scenari alternativi?
Il dato più evidente è che questa gestione non possa proseguire ancora a lungo. Siamo arrivati a metà giugno e all’orizzonte ci sono scadenze, pagamenti, iscrizioni da perfezionare. Il Sant’Agata necessita di interventi e manutenzione. Paradossalmente, si rischierebbe di arrivare al ritiro precampionato senza avere nemmeno un impianto adeguato dove allenarsi.
E poi c’è il resto. Gli sponsor che probabilmente abbandonerebbero, una tifoseria ormai esausta, una città che da mesi vive nell’incertezza più assoluta.
Il rischio, come detto, è quello che nel tentativo di ottenere sempre qualcosa in più si corre il rischio di perdere tutto. Ed è qui che tornano alla mente i proverbi con cui abbiamo iniziato. A perdere, alla fine, non sarebbero nè Ballarino nè Rizzetta, nè chiunque altro. Sarebbero ancora una volta solo e soltanto i tifosi e la Reggina.
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