di Nicola Tucci – Negli USA le elezioni sono finite e Trump è il nuovo presidente. Una vittoria definita dalla stragrande maggioranza dei mezzi di informazione come spiazzante, schioccante ed inaspettata, ma in ogni caso voluta dall’elettorato americano. Si sono anche sprecati i commenti che affannosamente hanno cercato di individuare chi abbia potuto votare per Trump, che immancabilmente hanno decretato che l’elettore medio del magnate sia una persona ignorante e di bassa cultura; ma ignorante rispetto a che cosa? o rispetto a chi? E poi una persona che in qualche modo possa definirsi così non ha diritto ad esprimere la propria opinione nelle urne? O il suo voto vale di meno di una persona acculturata?
I commenti hanno anche ripreso un vecchio cliche: il voto per Tramp è un voto di protesta ed un voto dato con la pancia e non con la testa. Ma se una certa politica non piace ad un elettore questi non può votare contro? O deve astenersi dal poter esprimere il proprio malessere? e la protesta per forza deve essere espressa solo dai ceti più alti?
Due rimangono i fatti, intangibili e certi, che le lezioni sono state democratiche e che Trump è il nuovo presidente degli Stati Uniti.
Questo ci da un’occasione unica poiché le sue politiche, ripetute ossessivamente durante la campagna elettorale, porteranno ad un isolamento degli USA chiudendosi verso se stessi per poter occuparsi maggiormente della situazione interna. Questo ci potrà dare l’occasione di avere un maggiore spazio e poter affermare i nostri valori latini e meridiani che sono stati soppiantanti da quelli di una cultura arrivista ed espansionistica dell’accoppiata USA-Gran Bretagna.
Se la Brexit ha rappresentato la scintilla ora Trump rappresenta il fuoco necessario ad avviare questa profonda rinnovazione culturale, sociale ed economica che l’Italia, l’Europa ed il mondo aspettano. Ribadisco che l’elezione di Trump e la contemporanea uscita dall’UE della Gran Bretagna non possono lasciarci indifferenti, ma devono spingerci a riproporre quei valori che sono stati sacrificati sull’altare della speculazione finanziaria fine a se stessa, della negazioni dei diritti umani, Abbiamo le idee per poterlo fare, abbiamo gli strumenti per poterlo fare, ORA abbiamo anche lo spazio.
Questo momento è un momento di cambiamento, dobbiamo cogliere l’occasione ed uscire da quella epoca “usa & getta” ed entrare in una nuova era “Meridiana” percorrendo la strada della nostra cultura millenaria da cui negli ultimi cinquant’anni ci hanno fatto deviare.
In questi giorni commentando questi argomenti un caro amico mi ha regalato una frase che voglio riproporre e sulla quale c’è la necessita di fare riflessioni: “stare alla finestra a guardare, se prima era una colpa, oggi diventa una complicità”. Possiamo più stare inermi a guardare il mondo continuare a andare in questo modo? Possiamo più stare inermi a guardare che l’UE continui ad essere una pachidermica macchina burocratica lontana dalle esigenze quotidiane dei propri abitanti e di chi la vuole eleggere come casa? Possiamo più stare inermi a guardare che l’Italia perda giorno dopo giorno la propria competitività?
Trump ci dice di NO.
Nei prossimi anni, iniziando da oggi, abbiamo il dovere di riappropriarci del nostro ruolo culturale nel mondo e lo possiamo fare attraverso la Via Meridiana.
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