Calabria, bufera sul 'modus operandi' Santelli per la scelta dell'ufficio stampa

Una procedura per la quale il Sindacato Giornalisti della Calabria e l’Ufficio Inpgi della Calabria non rimarranno alla finestra

La Regione Calabria perde, ancora una volta, l’occasione per dimostrare che rispetto delle leggi, trasparenza, meritocrazia e pari opportunità non sono mere espressioni valide solo in campagna elettorale.

La “manifestazione d’interesse per la formazione di un elenco di professionisti esterni da cui attingere per il conferimento di n. 6 incarichi di componente dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale, ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, pubblicata sul sito della Regione Calabria, ne è la prova.

Pur richiamando la Legge 7 giugno 2000 n. 150 recante «“Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”, ed in particolare l’articolo 9, secondo cui “Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, possono dotarsi, anche in forma associata, di un ufficio stampa, la cui attività è in via prioritaria indirizzata ai mezzi di informazione di massa”», la Regione Calabria intenderebbe, infatti, regolare l’attività dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale «mediante la stipula di un contratto di lavoro autonomo di natura libero professionale».

In pratica, secondo la Regione Calabria, i giornalisti dell’Ufficio Stampa della Giunta regionale (7 giornalisti professionisti e/o pubblicisti di cui 1 coordinatore, 1 vice coordinatore e 5 professionisti per la redazione di cui 1 fotoreporter e 1 specialista in rapporti con i mass media) sarebbero dei lavoratori autonomi.

A sostegno di tale tesi, la Regione rispolvera il «Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e ss.mm.ii., recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” il quale all’articolo 7, comma 6, stabilisce che “Fermo restando quanto previsto dal comma 5-bis, per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire esclusivamente incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria». Come se l’attività di Ufficio Stampa fosse una mera attività di consulenza da affidare ad “esperti” e non un’attività di lavoro subordinato.

La Regione si richiama, quindi, alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 90 del 15 maggio 2020 “Ufficio Stampa della Giunta Regionale. Definizione del contingente del personale’’ che determina il contingente dell’Ufficio Stampa nel numero di 8 professionisti tra cui un coordinatore, un vice coordinatore, 5 professionisti per la redazione di cui un fotoreporter ed uno specialista in rapporti con i mass media e «atteso che 2 incarichi risultano ad oggi in essere» indice una «manifestazione di interesse per la formazione di un elenco di professionisti esterni, da cui attingere per il conferimento di n. 6 incarichi individuali di componente dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale, con contratti di lavoro autonomo, ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».

La natura 'libero professionale' del giornalista

Le domande per partecipare alla “manifestazione di interesse”, nelle modalità e unitamente agli allegati richiesti, devono pervenire entro le ore 12 di martedì 25 agosto 2020 esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata.

L’oggetto dell’incarico è, ovviamente, relativo a svolgere le seguenti attività: «redazione dei comunicati stampa; cura delle relazioni con il sistema dell’informazione locale e nazionale; cura della rassegna stampa giornaliera; cura delle campagne pubblicitarie e promozionali, degli speciali per i giornali e di ogni altra iniziativa editoriale richiesta; organizzazione delle conferenze stampa, convegni e riunioni varie, manifestazioni nazionali ed internazionali; cura della rassegna stampa quotidiana».

Attività, a giudizio della Regione Calabria, di natura “libero professionale”.

Sono ammessi a partecipare alla manifestazione di interesse gli iscritti all’Ordine dei giornalisti (professionisti o pubblicisti) e, per concorrere all’incarico di coordinatore e vice coordinatore, solo i giornalisti professionisti.

I compensi

Il compenso lordo annuale onnicomprensivo di tutti gli oneri riflessi, previsto per la prestazione libero professionale, è pari a 65mila euro per il coordinatore dell’Ufficio Stampa; 56mila euro per il vice coordinatore e 42mila euro per ciascun restante componente dell’Ufficio Stampa.

Gli incarichi avranno durata annuale e potranno essere confermati di anno in anno per la durata della legislatura e, comunque, in conformità alla normativa vigente. Questo, nonostante il richiamato Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e ss.mm.ii., secondo cui «la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non è ammesso il rinnovo; l’eventuale proroga dell’incarico originario è consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore».
Una prestazione da lavoro dipendente, insomma, che si intenderebbe far passare per “incarico a progetto” con rinnovo automatico di anno in anno fino alla fine della legislatura regionale. Ma non basta.

«L’istruttoria preliminare delle candidature – è scritto nel bando – è volta alla sola formazione di un elenco di professionisti che riguarderà la verifica dei requisiti formali di partecipazione e sarà svolta da parte del Dipartimento Presidenza. Tale istruttoria si concluderà con la formazione di apposito elenco, eventualmente suddiviso in sezioni per profili professionali».

«Il Presidente della Giunta Regionale, sulla base dell’elenco predisposto, potrà individuare il/i soggetto/i cui conferire l’incarico, mediante decisione orientata agli obiettivi di carattere strategico richiesti all’Ufficio Stampa, nell’ambito dei processi di programmazione e di indirizzo politico, determinati dagli Organi di Governo, per tutto il corso della legislatura».

In pratica, si mette su una baracca per consentire al presidente della Giunta regionale, Jole Santelli, di scegliere “a suo insindacabile giudizio” i giornalisti dell’Ufficio Stampa alla stregua del portavoce.

Una procedura, ovviamente, per la quale il Sindacato Giornalisti della Calabria e l’Ufficio Inpgi della Calabria non rimarranno certamente alla finestra. L’on. Santelli, infatti, non può pensare di scegliersi tutto l’Ufficio Stampa alla stregua del portavoce. La differenza tra le due figure è, infatti, chiarissima e regolata dalla legge 150/2000: l’ufficio stampa di un ente pubblico è un organismo strutturale della Pubblica Amministrazione, mentre il portavoce è un incarico fiduciario.

Davanti ad una palese violazione di una legge dello Stato, il presidente della Giunta regionale farebbe, quindi, bene a ritirare la manifestazione d’interesse e avviare le procedure per un concorso pubblico serio e trasparente. Nel rispetto della meritocrazia, del buon senso e della dignità umana e professionale di tutti i giornalisti.

Fonte: giornalistitalia.it