di Alessio Ciccolo – In questo torrido luglio reggino l’unica cosa da fare, specie nelle ore di punta, è oziare sotto un ombrellone e magari gustare un fresco drink. Un frullato, magari corretto con un po’ di punk offertomi qualche giorno fa da quella banda di scalmanati che risponde al nome dei Plug Out Head. Ed è proprio così che si è svolta l’intervista con Davide Bolignano, chitarrista della band.
Intanto complimenti per il primo lavoro discografico pubblicato! Parlaci di Milkshake e del concept che lo caratterizza.
Grazie mille! “Milkshake” in realtà non è un vero “concept” album, ma viene fuori da un processo creativo che ci accompagna fin dai nostri esordi. In ogni caso ascoltando i brani e analizzando i nostri testi viene fuori comunque un flusso “amalgamato”, che rispecchia le menti e pensieri di quattro post adolescenti, da un lato insoddisfatti di tante cose, ma da un altro pronti sempre a sognare.
Invece l’idea del titolo è collegata alla copertina, ed è venuta in mente al nostro cantante Bruno: una sorta di immagine quasi “non sense”, surreale, poi sviluppata e realizzata dall’artista reggino e nostro caro amico Paolo Putortì.
L’album è uscito il 13 Maggio 2016 per l’etichetta Kreative Klan, e in seguito abbiamo anche rilasciato il primo singolo “My Grandma Is A Punk Rocker”, con un videoclip realizzato dagli amici di Officine Alpha, che potete trovare sul nostra canale YouTube.
Il repertorio al quale fate riferimento è senza dubbio quello punk. In che modo le vostre influenze hanno contribuito alla stesura dell’album?
Volevamo creare un album che rispecchiasse pienamente chi siamo. Un album fresco ed energico, ma con un sound old style. Nelle nostre canzoni ovviamente si sentono le influenze dei vari artisti che ascoltiamo, ma cerchiamo sempre di mantenere uno stile personale, senza piazzare dei paletti su cosa possiamo o non possiamo suonare. Essere Punk vuol dire essere liberi di esprimersi come si vuole e Milkshake è proprio questo: libertà di espressione. Si passa da canzoni semplici a brani profonde, senza dimenticare le canzoni di critica verso ciò che non ci rappresenta.
Colpisce in questa produzione il brano “Like Rain”. Di cosa si tratta?
“Like Rain” è senza dubbio la ballad del nostro album, e ascoltandolo track by track ho sempre percepito grandi emozioni in corrispondenza di questo brano, forse l’apice emozionale di tutto il CD. L’ho iniziato a scrivere proprio io intorno al 2011, e non avrei mai pensato potesse finire all’interno del primo album dei Plug Out Head; a quel tempo ancora nemmeno esistevamo come band. Il tema della canzone è la perdita, rappresentata dalla frase “Goodbye my friend” spesso ripetuta quasi come una sorta di mantra: credo che per chi l’ascolta sia fin da subito molto chiaro che si parla di un amico che non c’è più. Inoltre nel booklet del CD il pezzo è stato dedicato in memoria di “P. J.”, amico e collega di Gianluca, il nostro bassista, un sostenitore della nostra musica che qualche anno fa purtroppo si è tolto la vita. Gianluca, la scorsa estate qualche giorno prima di entrare in studio di registrazione mi disse “vorrei dedicare Like Rain a questo mio amico…” e fummo tutti subito d’accordo.
Facciamo qualche passo indietro: chi sono i Plug Out Head e quale percorso li ha portati a Milkshake?
Abbiamo iniziato il progetto Plug Out Head nel Febbraio del 2013, con l’intento di fare della musica inedita. Da quel giorno abbiamo scritto numerosi pezzi, tra i quali il nostro primo singolo “Can Not Get Enough”, uscito nel Maggio 2013 e “Take My Hand”, uscito nell’Aprile 2014. Già allora c’erano la voglia e l’intento di fare un album, ma non avevamo i mezzi per farlo e Bruno dovette trasferirsi a Roma per lavoro. Quindi continuammo a scrivere pezzi nuovi e a fare più concerti possibili, prima di buttarci nell’impresa di registrare e produrre Milkshake nel Luglio 2015. E’ stato un processo lungo e faticoso, ma per noi ne è valsa la pena e siamo pienamente soddisfatti del risultato. E speriamo che anche chi ha ascoltato l’album la pensi come noi.
Leggo sulla vostra pagina web di molte esperienze live fuori dai confini cittadini, soprattutto a Roma per il PostePay Rock In Roma Factory. Che avventura è stata per voi?
Il PostePay Rock In Roma Factory la scorsa estate è stata una figata pazzesca!! Il Rock In Roma è uno dei più importanti festival di musica in Italia, che negli ultimi anni ha portato nella capitale artisti dal calibro di Green Day e Metallica: nel 2015 è stato indetto questo contest per le band emergenti che avrebbe permesso a i primi 9 classificati di suonare nell’area backstage pub in apertura ai Placebo.. Noi ci impegnammo a farci votare, e alla fine venimmo selezionati. Fu dannatamente surreale per noi leggere sulla pagina ufficiale dell’evento”H. 20:30 Plug Out Head, H. 21:45 Placebo”! E poi suonare li fu un esperienza fantastica, avere un contatto diretto con gente tecnica del settore, il suonare davanti a un pubblico fuori da i nostri confini, è stato un qualcosa che ci ha fatto crescere molto! Inoltre negli ultimi anni sempre a Roma abbiamo suonato in tre diverse edizioni del “Green Day Fest” , un raduno nazionale di fan dei Green Day.
Prima che un’insolazione ci stenda ti chiedo quali impegni live adesso aspettano i Plug Out Head.
Ti rivelò qui in anteprima che la nostra prossima data sarà proprio a Reggio Calabria, il 17 Agosto al Nice Friendly Bar sul lungomare cittadino. Siamo davvero felicissimi di ritornare a suonare proprio nella nostra città dopo un po’ di tempo, e a presentare “Milkshake” qui dove tutto è iniziato per noi. In seguito speriamo di riuscire a suonare altrove, ci stiamo muovendo e ce la metteremo tutta!

