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Irto alza il tiro sul cdx: ‘Parlano di cambiamento, nelle liste ci sono ex csx e uomini del modello Reggio

Il senatore e segretario regionale alla presentazione dei dem: "Una lista forte, presente sul piano territoriale, con nomi importanti e delle novità"


La presentazione della lista del Partito Democratico diventa il primo vero affondo politico della campagna elettorale del centrosinistra. In piazza Camagna, davanti alla squadra dem a sostegno di Mimmo Battaglia, Nicola Irto sceglie di non limitarsi alla fotografia della lista. Il senatore e segretario regionale del Pd rivendica il peso politico dei democratici, valorizza la candidatura di Maria Antonietta Rositani come capolista e sposta subito il confronto sul terreno della coerenza.

Il bersaglio è il centrodestra di Francesco Cannizzaro. Irto contesta la narrazione della “discontinuità” e mette in fila quelle che definisce le contraddizioni della coalizione avversaria: ex amministratori di centrosinistra candidati nelle liste del centrodestra, riferimenti al vecchio “modello Reggio” e un’idea di cambiamento che, secondo il Pd, rischia di apparire poco credibile.

“Una lista importante per l’offerta politica alla città”

Irto parte dalla lista. La descrive come una squadra costruita per tenere insieme esperienza amministrativa e rinnovamento.

“Abbiamo una lista, nel mio giudizio, molto importante per la città di Reggio, per l’offerta politica che si dà alla città”.

Secondo il segretario regionale dem, il Pd mette in campo profili che conoscono la macchina amministrativa, ma anche energie nuove.

“È una lista che mette insieme grandi e importanti esperienze amministrative avute in città, consiglieri comunali uscenti, donne e uomini che hanno governato anche con ruoli importanti amministrativi. Ma ci sono anche tanti elementi di novità, tantissime donne candidate e tantissimi giovani candidati”.

Una composizione che, nelle intenzioni del partito, punta a rafforzare la proposta politica del centrosinistra e a dare peso alla lista democratica dentro la coalizione.

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Rositani capolista: “Non solo un simbolo elettorale”

Uno dei passaggi centrali riguarda Maria Antonietta Rositani, indicata come capolista del Partito Democratico. Una scelta che Irto presenta come politica e non soltanto simbolica.

“Abbiamo capolista Maria Antonietta Rositani, e anche questo vuole essere un segnale non solo elettorale”.

Il riferimento è al tema della violenza di genere, che il Pd intende portare dentro la campagna elettorale con iniziative e proposte specifiche.

“Nei prossimi giorni faremo delle iniziative e delle proposte legate al tema della violenza di genere, che è un tema centrale e importante nella nostra società”.

Irto chiarisce il senso della scelta:

“Non solo un simbolo elettorale, ma un simbolo concreto dell’impegno di un partito che a tutti i livelli vorrà mettere in campo progetti, idee e proposte su questo tema”.

“Una squadra che sta per strada”

Il segretario regionale dem insiste poi sul radicamento territoriale della lista. Non una composizione calata dall’alto, ma il risultato, dice, del lavoro dei circoli e delle diverse anime del partito.

“C’è una squadra fatta di persone che stanno per strada, che conoscono la città, che ne conoscono i problemi”.

Per Irto, il Pd vuole valorizzare quanto fatto negli ultimi anni, ma anche affrontare i nodi rimasti aperti.

“Persone che possono davvero risollevare i tanti problemi che la città ha, ma anche valorizzare le tante cose che sono state fatte”.

La lista, aggiunge, nasce da un lavoro diffuso:

“È una lista composita, forte, molto presente sul piano territoriale, alla quale hanno contribuito tutti i nostri circoli, dalle aree collinari alle periferie, fino all’area centro della città”.

Il duello Falcomatà-Cannizzaro

Sollecitato sul clima della campagna elettorale e sul botta e risposta tra Giuseppe Falcomatà e Francesco Cannizzaro, Irto non abbassa i toni. Anzi, rivendica la legittimità dello scontro politico, purché resti sui contenuti.

“Il pepe e la polemica in una campagna elettorale ci devono essere e ci devono stare, ma lo si deve fare sulle cose”.

Il punto, per il senatore dem, non è il modo in cui si parla in piazza o sui social. Il confronto, sostiene, deve riguardare le scelte politiche, le promesse mantenute o tradite, l’idea di città.

“Il dibattito politico deve essere sulle cose, sullo scontro anche duro, sulla dialettica anche dura, ma sulle cose da fare”.

L’attacco: “Nel centrodestra grandi contraddizioni”

È qui che Irto affonda il colpo contro la coalizione di Cannizzaro.

“Io penso che il centrodestra abbia grandi contraddizioni, ve lo dico con chiarezza”.

Il segretario regionale del Pd contesta la narrazione del cambiamento proposta dagli avversari e pone una domanda politica:

“Vorrei capire chi rappresenta la discontinuità in questa città: chi ha governato questa città e l’ha portata al buco di bilancio o chi ha tantissimi ex amministratori delle giunte di centrosinistra e fa comunicati stampa contro l’amministrazione Falcomatà?”.

Poi il passaggio più diretto:

“C’è tantissima gente candidata nelle liste di centrodestra che fino a ieri governava con il centrosinistra. Ci sono i trasversalisti e i voltagabbana che stanno da quell’altra parte lì. Non fate finta di non vederli”.

Per Irto, dunque, il tema vero è la credibilità politica di chi oggi si presenta come alternativa.

“Dov’è la novità nel centrodestra?”

Il senatore dem torna più volte sul concetto di discontinuità. Secondo lui, il centrodestra non può rivendicare il cambiamento se nelle proprie liste convivono pezzi del passato amministrativo cittadino e candidati provenienti da esperienze politiche diverse.

“Parlare di discontinuità, parlare di cambiamento di Reggio Calabria, dove nelle liste è pieno di gente che fino a ieri ha governato con il centrosinistra: spiegatemi dove sta la credibilità”.

Nel mirino anche il riferimento al passato del centrodestra cittadino.

“Nelle liste ci sono liste del famoso modello Reggio che hanno distrutto Reggio Calabria. Io vorrei capire la novità dove sta nel centrodestra”.

Un attacco netto, che prova a spostare il confronto dal terreno personale a quello politico. Coerenza, alleanze, storia amministrativa e programmi diventano così i temi sui quali Irto chiede di misurare la campagna elettorale.

Periferie, trasporti e viabilità: i temi del confronto

Per il segretario regionale dem, la sfida per Palazzo San Giorgio deve giocarsi sulle questioni concrete.

“Bisogna confrontarsi su visioni di città diverse, su quale idea di città”.

Irto indica alcuni punti centrali dell’agenda del centrosinistra: periferie, collegamenti, trasporto pubblico e mobilità.

“Oggi spiegheremo qual è la nostra idea di città: l’investimento sulle periferie, l’unire e la cucitura tra le periferie e la città, il tema del trasporto pubblico locale, la questione della viabilità anche nella cintura della città”.

Il messaggio finale è una linea di campagna: scontro anche duro, ma sui contenuti. Il resto, dice Irto, può restare ai social.

“Confrontiamoci su queste cose, sul resto lasciamo parlare i social”.

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