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Salvini al mercato del Botteghelle, l’appello di papà Martino: ‘Giustizia per Filippo Ceravolo’

"I media nazionali non parlino solamente di Garlasco, ma anche di Filippo". Ferma condanna da parte del vice premier: "Nessuna comprensione o clemenza"


Il mercato di largo Botteghelle, al viale Calabria, il venerdì mattina è molto più di un luogo di acquisti. È un rito popolare. Un pezzo di città che si muove tra bancarelle, saluti, voci alte, borse della spesa ed oggi anche politica che torna a misurarsi con la strada.

Questa mattina, durante la visita di Matteo Salvini a Reggio Calabria, tra strette di mano, selfie e fac-simile elettorali della Lega, davanti al ministro è arrivata anche la voce più dolorosa. Quella di Martino Ceravolo, padre di Filippo, giovane di 19 anni ucciso in un agguato di ’ndrangheta a Soriano Calabro.

Non una contestazione. Non una domanda di rito. Ma un appello diretto allo Stato.

L’appello di Martino Ceravolo a Salvini

Martino Ceravolo ha parlato con il vice premier Salvini tra le bancarelle e ha chiesto giustizia per il figlio. Parole dure, cariche di dolore, pronunciate davanti al ministro e alle persone presenti al mercato.

“Purtroppo siamo un territorio che, come sapete, conosce storie come quella di Filippo Ceravolo. Sono il papà. Speriamo di avere giustizia pure per Filippo. A Soriano Calabro vogliamo la certezza della pena. Chiediamo ai giudici, al ministero e a tutta la commissione giustizia per Filippo”.

Il padre ha poi richiamato il senso più profondo della sua battaglia: impedire che altre famiglie vivano lo stesso dolore.

“Non devono succedere altre tragedie a un ragazzo di 19 anni. Hanno massacrato mio figlio”.

Un passaggio che Salvini ha ascoltato e risposto:

“Nessuna pietà e nessuna comprensione o clemenza”.

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“I media nazionali parlino anche di Filippo Ceravolo”

Nel suo appello, Martino Ceravolo ha chiesto anche attenzione mediatica. Non solo ai territori calabresi, non solo alla stampa locale. Ma anche ai grandi mezzi di informazione nazionali.

“Mi raccomando, vogliamo questo. E anche i media nazionali devono parlare, non solo di Garlasco, ma anche di Filippo Ceravolo”.

Una frase che fotografa un sentimento diffuso: la paura che alcune storie, pur segnando nel profondo intere comunità, restino confinate ai margini del racconto pubblico.

La storia di Filippo, vittima innocente di mafia

Filippo Ceravolo aveva 19 anni. Fu ucciso la sera del 25 ottobre 2012, mentre tornava verso Soriano Calabro dopo aver chiesto un passaggio. Secondo le ricostruzioni investigative, non era lui il bersaglio dell’agguato. Si trovava nell’auto della persona che sarebbe stata nel mirino dei killer. Fu colpito e morì poche ore dopo in ospedale.

Nel 2014 il Ministero dell’Interno ha riconosciuto Filippo Ceravolo come vittima innocente di mafia. Dopo anni di attesa, proteste e richieste di verità da parte della famiglia, nell’aprile 2026 l’inchiesta ha registrato una svolta con l’arresto dei presunti responsabili dell’omicidio.

Ma per Martino Ceravolo la battaglia non è finita. Il suo appello, davanti a Salvini, è stato chiaro: serve giustizia piena. Serve certezza della pena. Serve memoria.

Le altre voci dal mercato: sanità, Sud e Ponte

La visita di Salvini al mercato del viale Calabria non è stata segnata solo dall’appello di Martino Ceravolo. Tra i banchi sono arrivate anche altre richieste, dubbi e critiche da parte dei cittadini.

C’è chi ha contestato al ministro il rapporto della Lega con il Mezzogiorno:

“Vorrei sapere perché il signor Salvini quando viene in Calabria parla bene della Calabria, quando è fuori dalla Calabria parla male del nostro Sud”.

Altri hanno chiesto una presenza più costante della politica sul territorio, non solo durante le campagne elettorali.

“Deve venire sempre, non quando ci sono solamente votazioni o altre cose del genere, perché noi abbiamo bisogno sempre di loro, non quando vogliono loro”.

Tra le istanze più sentite anche sanità e criminalità.

“Speriamo che facciano per i cittadini, per cambiare qualcosa alla Calabria. Per la sanità, che deve sempre cambiare, e per la criminalità”.

Il nodo Ponte e le infrastrutture

Non è mancato il tema del Ponte sullo Stretto, su cui Salvini ha costruito una parte importante del suo messaggio politico in Calabria. Ma tra i cittadini resta anche chi guarda all’opera con scetticismo, chiedendo prima interventi sulle infrastrutture esistenti.

“L’idea del Ponte per me è peregrina. Perché non abbiamo strade di comunicazione valide, abbiamo fosse sia in Calabria che in Sicilia. Prima ci facciano le strade e poi ci faranno il Ponte”.

Una posizione che racconta bene il confronto aperto sul territorio: da una parte la grande opera promessa dal governo, dall’altra le urgenze quotidiane di chi vive strade, collegamenti, sanità e servizi.

Il mercato come piazza politica

La tappa al viale Calabria ha mostrato il volto più diretto della campagna elettorale. Non il palco, non il comizio, non la sala organizzata. Ma il mercato, con le sue domande secche e le sue ferite aperte.

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