Ponte sullo Stretto, Salvini: ‘Già arrivate 45mila domande di lavoro’. E sulla ‘Ndrangheta…
"Il voto di domenica e lunedì è anche un voto per il "si"". Le parole del vice premier sulla maxi infrastruttura per collegare in modo permanente Reggio e Messina
22 Maggio 2026 - 10:42 | di Eva Curatola

Il Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito politico a Reggio Calabria. Non come semplice opera pubblica, ma come promessa di lavoro, risposta all’emigrazione giovanile e sfida aperta alla ’ndrangheta. Matteo Salvini, arrivato ieri sera in città per sostenere Francesco Cannizzaro e poi presente questa mattina al mercato del viale Calabria, ha scelto parole nette: 45mila domande di lavoro già arrivate prima ancora dell’apertura dei cantieri e un messaggio diretto contro la criminalità organizzata.
Per il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, il Ponte non è solo un collegamento tra Reggio e Messina. È, soprattutto, una partita politica ed economica per il futuro della Calabria.
“Senza cantieri aperti già 45mila offerte di lavoro”
Salvini ha spiegato di attendere i passaggi tecnici e istituzionali prima dell’avvio dei cantieri.
“Aspetto che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’Authority dei Trasporti e la Corte dei Conti nelle prossime settimane diano il loro giudizio. Se tutto andrà come andrà, le imprese sono pronte”.
Il riferimento è alle procedure ancora necessarie per arrivare alla fase operativa. Intanto, il reclutamento per le figure da impiegare nei lavori è già partito attraverso Webuild, capofila del consorzio Eurolink.
Il dato rilanciato da Salvini è quello delle candidature arrivate prima ancora dell’apertura dei cantieri.
“Il consorzio di imprese che ha vinto la gara ha messo online la richiesta per chi vuole lavorare al Ponte. Sono arrivate, senza mezzo cantiere aperto, 45mila offerte di lavoro, moltissime dalla Calabria”.
“I giovani potranno restare qui”
Per il leader della Lega, il Ponte rappresenterebbe soprattutto una risposta all’emigrazione dei giovani calabresi.
“Pensate quanti giovani reggini, ingegneri, architetti, geometri, operai, invece di prendere il trolley e andare in altre città d’Italia e d’Europa per costruire la loro fortuna e la loro famiglia, potranno rimanere qua a dare all’Italia l’opera più importante del mondo”.
Un passaggio ribadito anche questa mattina al mercato del viale Calabria.
“Ditemi quanti ragazzi calabresi tra architetti, ingegneri, geometri, avvocati oggi vanno via da Reggio Calabria perché non hanno lavoro e, invece, con un cantiere che darà decine di migliaia di posti di lavoro rimarrebbero qua”.
Il Ponte e la ’ndrangheta
Salvini, sollecitato dalla stampa locale, ha poi collegato l’avvio dei cantieri al tema del contrasto alla ’ndrangheta. Una posizione già emersa in passato, anche durante gli incontri istituzionali sul controllo antimafia legato all’opera. Nel maggio 2025 il MIT aveva parlato proprio di un primo incontro a Reggio Calabria nell’ambito del “tour anti-mafia” in vista dei lavori del Ponte.
“L’avvio dei cantieri del Ponte sullo Stretto sarà una grande operazione contro la ’ndrangheta, perché laddove c’è lavoro, dove c’è speranza per i giovani e per i territori, la ’ndrangheta attecchisce di meno”.
Poi la precisazione sui controlli:
“Certo, lo Stato dovrà controllare che neanche un euro di denaro pubblico finisca nelle tasche sbagliate, però abbiamo inquirenti e forze dell’ordine in grado di farlo”.
Secondo Salvini, il lavoro generato dall’opera sarebbe un colpo agli interessi criminali:
“Io penso che la ’ndrangheta non sarebbe contenta del fatto che tanti ragazzi potrebbero avere un lavoro qua”.
“Cambierà la vita ai pendolari tra Reggio e Messina”
Il vicepremier ha anche puntato sul tema della mobilità quotidiana tra le due sponde dello Stretto. Non solo turismo, dunque, ma pendolari, studenti, medici, professionisti, camionisti e lavoratori.
“Il problema non sono i turisti. Il problema sono quelli che fanno tutti i giorni avanti e indietro, per studio, per lavoro: medici, avvocati, professionisti, studenti, agricoltori, camionisti”.
Salvini ha descritto le difficoltà legate agli orari dei traghetti, alle code e ai tempi di attesa, soprattutto nei mesi estivi.
“Già ieri sera c’era abbastanza caos, parliamo di un giovedì di fine maggio alle dieci di sera. Figuratevi adesso che arriva giugno, luglio, agosto, settembre: inquinamento, traffico, code, isteria”.
“Una metropolitana tra Reggio e Messina”
Nel suo intervento, Salvini ha richiamato anche il sistema di collegamenti collegato al Ponte, parlando di una rete metropolitana tra Reggio e Messina.
“Il Ponte costruirà anche una rete di metropolitana Reggio-Messina, con le fermate come c’è a Roma, Milano, Torino e Napoli. Non prendi la macchina: prendo la metro, vado dall’altra parte e un’ora dopo sono indietro”.
Per Salvini, l’opera non sarebbe quindi solo un’infrastruttura simbolica, ma un cambio concreto nella vita quotidiana delle persone.
“Cambia la vita. Solo la sinistra in Italia riesce a dire di no al futuro, al lavoro e al progresso”.
Il voto come scelta politica sul Ponte
Nel finale, il leader della Lega ha legato il tema dell’opera anche al voto comunale di domenica e lunedì.
“Il voto di domenica è anche un voto per il sì”.
Un messaggio chiaro al centrodestra reggino: il Ponte, nella narrazione di Salvini, diventa insieme promessa di lavoro, sfida contro l’emigrazione giovanile e terreno di scontro politico con il centrosinistra.
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