Comune di Villa S.G., l’amarezza di Ada Pavone dopo la revoca da vice sindaco: ‘Mi dimetto da assessore’
'Non comprendo fino in fondo tutto ciò che è successo. La coerenza e la libertà evidentemente non pagano', le parole di Pavone. Dietro la scelta del sindaco Caminiti...l'appoggio a Falcomatà alle regionali?
17 Gennaio 2026 - 16:08 | Redazione

Comune di Villa San Giovanni, Ada Pavone rompe il silenzio dopo la revoca dell’incarico da vice sindaco. Lo fa con un post lungo e sentito, nel quale affiora tutta l’amarezza per una decisione arrivata dal sindaco Giusi Caminiti, ma anche la volontà di restare fedele al mandato ricevuto dai cittadini.
Ada Pavone: «Non comprendo fino in fondo ciò che è successo»
Nel suo messaggio, Ada Pavone ripercorre il momento dell’elezione, ricordando la paura iniziale per “l’immane lavoro” che l’aspettava e, allo stesso tempo, la determinazione a mettersi al servizio della città. Un risultato elettorale che, spiega, l’ha resa orgogliosa ma anche consapevole della grande responsabilità assunta.
«Ho lavorato incessantemente senza risparmiarmi», scrive, sottolineando come l’impegno quotidiano fosse guidato dall’idea di fare politica “diversamente dal passato”, mettendo al centro il bene comune e i cittadini.
Il lavoro svolto e il rapporto con la città
Pavone rivendica la presenza costante nelle istituzioni, ricordando oltre mille giunte in tre anni e mezzo, la disponibilità all’ascolto e la collaborazione con la comunità.
Un percorso che, a suo dire, è stato possibile anche grazie al contributo dei cittadini che hanno “camminato insieme per la rinascita della città”.
Non manca un passaggio sulla libertà di pensiero e di azione, mai sacrificata, perché proprio dal confronto e dalla diversità di vedute possono nascere crescita e miglioramento.
La scelta delle dimissioni da assessore
L’ex vice sindaco ammette di sentirsi oggi amareggiata, non per l’attaccamento al ruolo, ma perché fatica a comprendere quanto accaduto. «La coerenza e la libertà evidentemente non pagano», osserva, spiegando che, venuta meno la fiducia politica, non avrebbe senso continuare a ricoprire un incarico assessorile.
Da qui la decisione di dimettersi da assessore e di proseguire il proprio impegno come consigliere comunale, nel rispetto del mandato elettorale e delle 569 persone che le hanno accordato fiducia.
«Non è la poltrona che mi interessa»
Nel messaggio emerge con forza un concetto: non contano la visibilità o il ruolo, ma la stima delle persone incontrate ogni giorno. Un valore che, afferma, non ha prezzo e che rappresenta l’eredità più importante ricevuta dalla sua famiglia.
Pavone ringrazia chi in queste ore le ha manifestato vicinanza e affetto e assicura che resterà sempre a disposizione della comunità. «Sono qui, schiena dritta, libera e ancora più motivata», conclude, ribadendo la volontà di continuare a lavorare per il bene comune, anche da un ruolo diverso.
Rispetto alla scelta del sindaco Caminiti di rimuovere Pavone da vice sindaco, indiscrezioni riferiscono di motivazioni relative a scelte politiche differenti alle ultime elezioni regionali.
Il sindaco Caminiti ha appoggiato la presidente del consiglio comunale Caterina Trecroci, candidata nella lista Tridico Presidente, indicazione che non sarebbe stata seguita da Pavone, che avrebbe scelto di sostenere Giuseppe Falcomatà.
Da qui la rottura che ha portato alla situazione attuale: dinamiche non troppo diverse da quelle interne al Comune di Reggio Calabria, dove la discesa in campo di Falcomatà (a dispetto dell’ex fedelissimo Giovanni Muraca) ha portato ad una fragorosa frattura all’interno del centrosinistra reggino.
