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Vinitaly and the City, Quaranta: ‘Reggio può stupire. Lungomare location perfetta’

La città dello Stretto si trasformerà nella capitale estiva della cultura enologica. Quaranta: "Prima di Verona c’era questa terra, Enotria"

federico quaranta

Quando la mente evoca la parola Vinitaly, il pensiero corre quasi istintivamente aVerona. Eppure, da qualche tempo a questa parte, la più celebre celebrazione del vino italiano ha deciso di ritrovare la sua anima più autentica e profonda compiendo un viaggio a ritroso nel tempo, fino al cuore pulsante del Mediterraneo.

L’8 e il 9 agosto, Vinitaly & in the City farà il suo atteso esordio a Reggio Calabria. Dopo il travolgente successo riscosso nella cornice archeologica e suggestiva di Sibari, l’evento si prepara a conquistare la città del Fata Morgana.

Il mito di Enotria: dove il vino ha appreso la sua arte

A tracciare con nitidezza il valore simbolico di questo approdo è stato Federico Quaranta, celebre volto e voce Rai, che durante la tappa di Sibari ha riannodato i fili di una memoria millenaria.

“L’edizione invernale è sì quella di Verona, la capitale mondiale del vino e la fiera più importante al mondo per il prodotto italiano, ha spiegato. Ma d’estate il Vinitaly raggiunge il suo luogo d’origine: l’Enotria. C’è stata prima l’Enotria di Verona. Qua si coltivava il vino. E se i coloni greci e non solo attraversavano il mare per venire qui a coltivarlo, è perché questa terra era la più vocata, qui il vino veniva meravigliosamente“.

Un richiamo profondo alla storia della viticoltura: se i popoli pre-coloniali allevavano la vite lasciandola correre a terra o maritandola ad alberi altissimi, furono poi i Greci e i Fenici a introdurre la coltura su palo, trovando in Calabria — insieme a lembi di Puglia e Basilicata — il territorio ideale per far prosperare la pianta sacra a Dioniso.

Il legame tra il Vinitaly e la Calabria rappresenta anche l’occasione per scardinare pregiudizi enologici stratificati negli anni. Tropo spesso narrazione univoca di soli vini rossi strutturati, la regione custodisce in realtà una tavolozza di sfumature inaspettata.

“Se Vinitaly riconosce questa radice, offre un contributo di assoluto valore alla Calabria, ha sottolineato Quaranta. Questa regione si racconta sempre per il vino rosso, ma è un errore. Ci sono bianchi mitologici come il Greco di Bianco, giusto per citarne uno, ma ce ne sono tantissimi altri. Questa è una terra del vino da sempre“.

Un patrimonio che merita di essere degustato all’aria aperta, in un’atmosfera gioviale e conviviale.

Il vino serve al dialogo, serve ad avvicinare le anime in un luogo che trasuda storia, tra vestigia greche e paesaggi unici. Se avessi dovuto immaginare un evento estivo dedicato al vino, lo avrei pensato esattamente così: un hub fondamentale dove si parla di vino, si degusta, ci si incontra e si fa cultura. Verona lo ha capito ed è venuta in Calabria per realizzarlo“.

Dalla Sibaritide allo Stretto: Reggio pronta a stupire

L’entusiasmo raccolto a Sibari diventa ora il motore per l’imminente appuntamento reggino. Un passaggio di testimone tra luoghi simbolo di una regione che chiede solo di essere raccontata con sguardo nuovo e privo di ritrosi cliché.

“Ho trovato una Calabria straordinaria ed arrivando a Sibari ho pensato: che evento magnifico, ha aggiunto il conduttore. Ora mi aspetto che, di fronte a quel tratto di mare con la Sicilia all’orizzonte e alle spalle il mio magnifico Aspromonte — mi vengono i brividi a parlarne — si compia un altro miracolo. Credo sia una location perfetta. Reggio Calabria può stupire: spesso viene raccontata malamente, mentre è un luogo che offre meraviglie e che saprà adattarsi ed esaltare un evento così importante“.

L’appuntamento dell’8 e 9 agosto si prefigura dunque come molto più di una rassegna: sarà un inno alla bellezza e alla memoria, un abbraccio tra il mito e il futuro, in cui ogni sorso racconterà la storia della terra in cui tutto ha avuto inizio.

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