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San Giorgio d’Oro, Vittorio Caminiti rifiuta il premio: il gesto è una stilettata al Comune

Spunta un retroscena clamoroso: il presidente del Museo del Bergamotto ha rifiutato la massima benemerenza cittadina perchè "abbandonato dal Comune". Da anni va avanti un contenzioso tra le parti

caminiti vittorio

C’è un rifiuto che, più di tante parole, racconta il rapporto complicato tra Palazzo San Giorgio e una delle realtà culturali più identitarie del territorio. Vittorio Caminiti, anima e volto del Museo del Bergamotto di Reggio Calabria, ha deciso di non accettare il San Giorgio d’Oro che gli era stato conferito dall’amministrazione comunale su proposta di Giovanni Latella.

Una scelta forte, controcorrente, soprattutto in un tempo in cui riconoscimenti e onorificenze vengono spesso inseguiti, rivendicati, cercati. E ancora di più in un’edizione “extralarge” del premio cittadino, allargata a quasi 50 premiati. Proprio per questo, il no di Caminiti assume un peso ancora maggiore: un gesto che appare carico di dignità e che apre inevitabilmente una riflessione politica e istituzionale.

Secondo quanto raccolto da CityNow, Caminiti ha motivato il rifiuto in una lettera indirizzata allo stesso Latella e al sindaco facente funzioni Mimmo Battaglia. Alla base della decisione ci sarebbe un malessere maturato nel tempo: il presidente del Museo del Bergamotto si sarebbe sentito, negli anni, sostanzialmente abbandonato dall’amministrazione comunale, senza un reale supporto, né economico né sotto altri profili.

Un nodo che, da quanto filtra dall’ambiente del Museo, non riguarderebbe solo un generico senso di distanza istituzionale, ma problemi concreti e irrisolti. Tra questi, anche la richiesta più volte avanzata al Comune per la riparazione dell’ascensore destinato ai disabili, rimasta senza risposta.

La vicenda si inserisce in realtà all’interno di un quadro più complesso. È infatti in atto da anni un contenzioso tra il Museo del Bergamotto e l’amministrazione comunale, con pendenze economiche da saldare da parte del Museo e un contratto di locazione ormai scaduto. Anche su questo fronte, secondo quanto trapela, Caminiti avrebbe più volte sollecitato in passato un confronto con Palazzo San Giorgio per provare a trovare una soluzione complessiva, ma senza ottenere risposte concrete.

Il rifiuto del San Giorgio d’Oro diventa così il segnale di una frattura tra istituzioni e territorio. Ed è anche il riflesso di una contraddizione difficile da ignorare: da una parte si celebra pubblicamente una figura che ha dedicato decenni alla valorizzazione del bergamotto, dall’altra i fatti raccontano di un rapporto inesistente, conflittuale, con un contenzioso e punti di vista completamente diversi tra le parti.

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