Volley: Antonio Polimeni tra trofei e futuro in casa Domotek
"Realizziamo un cammino fantastico fatto da uomini altrettanto fantastici"
28 Maggio 2026 - 11:42 | Redazione

Il tour delle celebrazioni continua, come è giusto che sia. Dopo quattro finali, l’amministrazione comunale di Reggio Calabria ha voluto premiare la Domotek Volley, che vola in Serie A2, con tutta la squadra presente in Sala Consiglio. E’ stato il momento per fare il punto con il mister Antonio Polimeni: ”Quest’anno abbiamo raccolto tutte queste emozioni. È stato fantastico perché alla fine poter vincere tutto in un’annata è veramente qualcosa di pazzesco. In più ci metti che il sottoscritto ha ricevuto anche il San Giorgio d’Oro: ti fa capire come ancora stento a realizzare il tutto“.
Polimeni non nasconde la difficoltà di metabolizzare una stagione da sogno. “La vittoria della Coppa Italia Del Monte, per forza di cose, l’ho dovuta subito accantonare e far fare anche ai ragazzi. La stessa cosa la Supercoppa. Non le abbiamo volute godere appieno queste giornate. Perché dovevamo pensare probabilmente all’obiettivo più importante: quello che ti porta a poter giocare in una categoria importante, la seconda massima serie. Ricordiamoci che il campionato italiano è il migliore al mondo. E adesso realizziamo tutto“.

Il mister sottolinea il valore di un gruppo che va ben oltre il campo. “Realizziamo un cammino fantastico fatto da uomini altrettanto fantastici, che non sono rappresentati solo dai giocatori, ma anche da una dirigenza che ha dimostrato di saper vincere“.
Ma c’è anche un velo di nostalgia. “Bellissimo andare nei palazzi istituzionali, ma le manca già il PalaCalafiore? Siamo stanchi, sono stanco. Ho necessità di staccare. Direi una bugia se ti dicessi di no. So già che tra un po’ di giorni mancheranno i ragazzi, mancherà la quotidianità con loro, la battuta, il rapporto. Ma so già che ormai i telefoni ci portano tanto vicini. Però ora ti dico la verità: ho necessità di staccare la spina, perché è stata un’annata tanto bella quanto stancante. Come giusto che sia. E sono solo felice che la mia stanchezza, quella dei ragazzi, della dirigenza, della società, sia stata pagata appieno da questi straordinari obiettivi raggiunti“.
L’abbraccio della città è stato travolgente. “Tutti noi veniamo fermati per strada, ormai non si parla d’altro. L’anno scorso parlavamo di Volley-Mania, adesso è veramente un qualcosa di sensazionale. E’ un gruppo irripetibile“.
Polimeni prova a mettere ordine nella gioia. “Oggi posso dire che abbiamo nominato gli obiettivi raggiunti: i tre obiettivi (campionato, Coppa Italia, Supercoppa, ndr) e in più ci metto anche quel titolo personale del San Giorgio d’Oro, che è frutto dei sacrifici anche di altri: della società, dei ragazzi, di chiunque in questi anni si è messo in mostra e ha fatto in modo che il sottoscritto potesse essere esaltato nelle sue peculiarità“.
Ma il vero premio, per lui, è un altro. “Posso dire che oggi il trofeo più grande è quello di aver portato oltre 7.000 persone al palazzetto a Reggio Calabria, nella mia città, nel teatro dei sogni vedendo la nostra pallavolo. E averlo fatto come nessuna città d’Italia dal punto di vista pallavolistico ha fatto. Poche realtà nel mondo dello sport si possono menzionare questo tipo di situazioni. Questo per noi è un vanto, un orgoglio, un onore, ma anche tanta responsabilità“.
Irripetibile, appunto. “Irripetibile. È chiaro, ce lo siamo detti l’anno scorso, ce lo siamo detti due anni fa, ce lo diciamo ogni anno. E non è facilmente ripetibile un percorso del genere: poter vincere tutto in un anno“.
Ora lo sguardo è già al futuro, con realismo. “Ci interfacciamo adesso a una categoria importante, dove naturalmente il livello si è totalmente alzato negli ultimi anni e si alzerà anche l’anno prossimo. È sicuramente diverso rispetto a quello della serie B e della A3. Quindi è una responsabilità importante, ma anche la coscienza del fatto che il lavoro deve essere maggiorativo. Perché non iniziamo a fare mercato adesso, quando gli altri hanno già completato un mese fa. E i giocatori non ne sono rimasti molti sul mercato. Quelli che sono rimasti sono tutti giocatori che hanno necessità di mettersi in mostra, di lavorare in un certo modo per poter insieme a noi dimostrare il valore della categoria. L’obiettivo, per chiunque, in qualsiasi categoria – vale per la Superlega, vale per la A2, vale per la B – è quello di poter mantenere il titolo. Noi l’anno scorso siamo stati un’anomalia siamo andati in finale per salire. È chiaro che non è una cosa facilmente ripetibile, soprattutto in A2, dove il livello – lo ripeto – è veramente alto ed è pari ai primi campionati e alle prime categorie di tante altre nazioni“.
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