Addio di Falcomatà, Veronese: ‘Sua lettera un insulto a tutti i reggini

'L'ex sindaco senza vergogna saluta la città dalla scrivania, ma Reggio è sommersa dai suoi fallimenti', le parole di Veronese

Veronese

“Da cinque giorni, in diverse zone di Reggio Calabria, i rifiuti non vengono raccolti. Sacchetti ammassati sui marciapiedi, cumuli maleodoranti davanti alle abitazioni, sporcizia che invade strade e quartieri. È l’ennesima fotografia di una città abbandonata a sé stessa, ostaggio di una gestione amministrativa fallimentare che dura ormai da dieci lunghissimi anni”. Inizia così la nota di Simone Veronese dell’associazione Life, critico nei confronti dell’ex sindaco Falcomatà.

“Il paradosso è noto a tutti: Reggio Calabria paga una delle tasse sui rifiuti più alte d’Europa, con una TARI ai massimi storici, a fronte di un servizio inefficiente, discontinuo e spesso inesistente. Una tassa che pesa su famiglie e attività commerciali già stremate, senza alcun ritorno in termini di decoro urbano, igiene e qualità della vita.

A questo disastro si somma un’altra vergogna tutta reggina: le tariffe dell’acqua tra le più care d’Italia, per un servizio idrico che continua a essere caratterizzato da disservizi cronici, perdite, interruzioni e totale assenza di programmazione. I cittadini pagano come se vivessero in una capitale europea efficiente, ma ricevono servizi da terzo mondo”.

“Come se non bastasse -prosegue Veronese- la città è disseminata di strutture arancioni, veri e propri “mausolei” di plastica e ferro, piazzati in mezzo alle strade per segnalare buche, voragini e lavori mai conclusi.

Strutture che restano lì per mesi, spesso senza un’adeguata segnalazione, in violazione delle più elementari norme del Codice della Strada. Un pericolo costante per automobilisti, ciclomotori e soprattutto per i minorenni che transitano di sera e di notte, quando la visibilità è ridotta e l’illuminazione carente.

Questa non è manutenzione, questa è incuria istituzionalizzata.

In questo contesto surreale, L’ex sindaco Giuseppe Falcomatà ha scelto di scrivere ieri una lettera alla città, un messaggio di saluto e di autocelebrazione, parlando di impegno e di lavoro svolto. Una lettera che suona come un insulto ai reggini.

Falcomatà avrebbe fatto bene a scriverla non dalla sua scrivania, non dalla sua casa calda, ma davanti a uno dei cumuli di spazzatura che invadono la città, magari accanto a una buca transennata da mesi. Avrebbe dovuto chiudere la sua esperienza amministrativa con un atto di verità e di onestà: chiedere scusa ai cittadini per il disastro prodotto in dieci anni di governo della città.

Reggio Calabria oggi è più sporca, più cara, più insicura e più sfiduciata di ieri. E questo ha nomi e cognomi politici ben precisi.

A tutto ciò si aggiunge un silenzio assordante: aspettiamo ancora che Elly Schlein venga a Reggio Calabria a chiedere scusa. Scusa per i disastri prodotti dal Partito Democratico e dall’intero centrosinistra, che hanno governato questa città senza mai assumersi fino in fondo la responsabilità dei fallimenti evidenti.

Reggio Calabria non ha bisogno di lettere retoriche. Ha bisogno di verità, responsabilità e rispetto. E soprattutto, ha bisogno di voltare pagina”, ha concluso Veronese.