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Il Liceo Volta di Reggio Calabria vince il Premio Nazionale Antonino Scopelliti

La presidente della Fondazione, Rosanna Scopelliti, ha sottolineato il valore della collaborazione con le istituzioni scolastiche per “piantare” semi di legalità tra i più giovani

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La cultura della legalità e l’impegno civile dei ragazzi tornano al centro a Reggio Calabria. La Fondazione Antonino Scopelliti, insieme all’ANP (Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici ed Alte Professionalità della Scuola), ha ufficializzato i vincitori della VII edizione del concorso nazionale dedicato al magistrato ucciso dalle mafie nel 1991.

A vincere il primo premio per la sezione social media è stato Vincenzo Zito, studente del Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria, classe 1 C Nuovo Ordinamento.

“Lo specchio che non mente”, il lavoro premiato

Il lavoro con cui Zito ha convinto la giuria si intitola “Lo specchio che non mente”. Un elaborato che, secondo la motivazione, è risultato ben costruito e capace di parlare con un linguaggio contemporaneo, usando strumenti moderni e un taglio definito “coraggioso” e ricco di valori etici.

Il tema di questa edizione era centrato su parità di genere e rispetto delle differenze. La traccia prendeva spunto da un discorso dell’on. Mara Carfagna e dall’impegno dell’avvocata Tina Lagostena Bassi, chiedendo ai ragazzi una riflessione su come costruire una società più equa e libera da discriminazioni.

“Il mio messaggio vuole essere un aiuto per altri ragazzi a sentirsi liberi di scegliere la propria strada, senza paura e con coraggio, nel credere nelle proprie idee, così come ha fatto il giudice Scopelliti”.

La cerimonia al Teatro Cilea

La premiazione si è svolta il 5 febbraio, alle 9:00, nell’atrio d’ingresso del Teatro Francesco Cilea. L’evento era inizialmente previsto per il 21 gennaio, ma è stato rinviato per le condizioni meteo. La data originaria, viene ricordato, avrebbe coinciso con il genetliaco del giudice.

Il messaggio della Fondazione e il ruolo della scuola

La presidente della Fondazione, Rosanna Scopelliti, ha sottolineato il valore della collaborazione con le istituzioni scolastiche per “piantare” semi di legalità tra i più giovani.

“La legalità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che nasce tra i banchi di scuola”.

Il concorso, rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, viene descritto come un percorso di riflessione sui valori che hanno guidato la vita del “giudice solo”: etica del dovere, rigore professionale, legame con la propria terra. La memoria di Antonino Scopelliti, ucciso il 9 agosto 1991 mentre lavorava al Maxiprocesso, resta un richiamo costante nella lotta alle mafie.

Il commento del Liceo Volta

Il Liceo Volta viene indicato come realtà da tempo attenta ai percorsi di educazione civica e alla memoria delle figure simbolo di integrità. La dirigente scolastica Maria Rosa Monterosso ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto da Vincenzo, legandolo a una lettura attuale del concetto di legalità.

“Sempre attuale deve risuonare la lezione che, in una società in costante mutamento, la legalità si misura anche nella capacità di garantire pari opportunità, trasformando l’uguaglianza formale in un rispetto sostanziale che valorizzi ogni persona”.