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Elezioni a Reggio, la strategia di Cannizzaro: giovani, social e una linea senza sconti

Per chi vincerà le elezioni, tenere insieme emergenze quotidiane e ambizioni di rilancio sarà un'ardua missione. Ma è proprio su questo terreno, il più complicato di tutti, che Cannizzaro sembra deciso a giocarsi la partita fino in fondo...

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Francesco Cannizzaro ha dato ufficialmente il via alla sua corsa per Palazzo San Giorgio e lo ha fatto con una strategia che sembra evidenziare quelli che saranno i pilastri del suo progetto.

Analizzando le ultime uscite (dalla conferenza di San Valentino al video annuncio di Roma fino alla conferenza stampa di pochi giorni fa) emergono alcuni punti chiave che definiscono il “Cannizzaro pensiero“.

I giovani: non comparse, ma protagonisti

Se c’è un’immagine che resta impressa degli eventi del 14 febbraio e di giovedi scorso, è la presenza massiccia di ragazzi in prima fila. Cannizzaro non li vuole nelle retrovie a riempire la sala, ma al suo fianco, fisicamente e programmaticamente. Il segnale è chiaro: il progetto del centrodestra e di Forza Italia in particolare vuole puntare sui giovani.

L’obiettivo dichiarato è quello di formare una nuova classe dirigente, coinvolgendo chi è rimasto in città e chi sogna di tornare. Il messaggio è chiaro: la nuova generazione deve essere coinvolta nelle scelte politiche e amministrative, diventando parte attiva di un progetto di rinnovamento.

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Una comunicazione “Social First”

Dimenticate i vecchi manifesti sbiaditi. Cannizzaro vuole parlare alla città attraverso lo smartphone. È sui social che ha lanciato la sua discesa in campo; è dai social che ha “punzecchiato” gli avversari (il botta e risposta a distanza con Mimmo Battaglia e lo stop alla candidatura di Massimiliano Merenda); ed è sempre sui social che ha lanciato il sondaggio per il simbolo della lista, trasformando gli elettori in “direttori creativi”.

Una linea diretta che accorcia le distanze e impone un ritmo frenetico alla narrazione elettorale. La sua campagna si sta costruendo, quindi, anche sulla comunicazione diretta e immediata che solo i social possono offrire, facendo entrare i reggini nella sua quotidianità politica.

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La linea “muscolare”: niente sconti a nessuno

Chi si aspettava una campagna elettorale di soli sorrisi è rimasto deluso. Cannizzaro ha mostrato i muscoli sin da subito: dalla decisa replica al sindaco f.f. Battaglia sul tema poltrone alla “stoppata” alla candidatura di Merenda, fino alle dichiarazioni al vetriolo sulla necessità di “spazzare via le vecchie filosofie” che hanno guidato Palazzo San Giorgio negli ultimi 12 anni, passando per l’aut aut ai futuri assessori che dovranno lasciare la professione se intenzionati a entrare nella Giunta.

Una campagna che già dai primi passi è evidenziata come decisa, forte, a tratti ruvida. Il deputato reggino ha già fatto sapere che non sarà una campagna fatta di compromessi e di discorsi sterili: forse costerà qualche antipatia, ma è evidentemente il prezzo che si vuole pagare per parlare alla città, agli avversari polititi e anche agli alleati senza filtri e in modo chiaro.

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Passione: il motore di tutto

È la parola d’ordine che il candidato sindaco del centrodestra ripete come un mantra. La passione personale (quella “incontenibile” che lo ha spinto a lasciare Roma), la passione della squadra di governo (che dovrà essere coraggiosa e dedita al 100% alla causa secondo le intenzioni del deputato reggino) e quella della città che Cannizzaro ha promesso di “risvegliare”.

Tra aneddoti personali e riferimenti familiari, il deputato ha voluto svelare tratti del suo lato più umano, quello del “bambino che sognava di fare il sindaco” o dello zio che prova a convincere la nipote a restare in città per iniziare il percorso universitario. Questa narrazione sentimentale serve a creare un legame empatico con l’elettorato: non più solo il parlamentare influente, ma il concittadino che vuole “tornare a casa” per lanciare una sfida ambiziosa.

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La sfida: l’asticella è altissima

Cannizzaro ha assicurato che “la musica cambierà” e che non è tornato a Reggio “per pettinare le bambole”. La sfida è lanciata, ma il terreno non è dei più semplici.

Per chi si imporrà alle urne il 24 e 25 maggio, inizierà un percorso ricco di insidie. Governare Reggio Calabria, specie dopo questi ultimi 12 anni, significa misurarsi con un percorso in salita: garantire servizi essenziali efficienti, efficientare la macchina amministrativa e, allo stesso tempo, costruire una prospettiva credibile fatta di visione turistica, opere pubbliche utili allo sviluppo della città e idee innovative e lungimiranti.

Una missione (quasi) impossibile che richiederà, come già evidenziato su queste pagine, competenza e meritocrazia per avvicinare la realtà ai desideri…