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Pre-intese sull’autonomia, Greco attacca Occhiuto: ‘Scelta contro la Calabria’

'I calabresi non possono essere vincolati da scelte assunte, per vincoli di appartenenza politica, contro il loro interesse e destinate a produrre conseguenze negative in tutti i settori'

filomena greco

«Il presidente Occhiuto ha votato a favore delle pre-intese sull’autonomia differenziata in Conferenza Stato-Regioni, senza ritenere necessario un preventivo confronto con il Consiglio regionale su una scelta destinata ad incidere profondamente sul futuro della Calabria.

Queste pre-intese avviano il trasferimento di competenze su sanità, protezione civile e professioni a Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria senza però che i livelli essenziali delle prestazioni siano prima definiti in modo certo e garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, e senza meccanismi perequativi capaci di tutelare le regioni che partono da condizioni di svantaggio, nonostante la stessa Corte costituzionale abbia richiamato la necessità di garantire unità, uguaglianza sostanziale e diritti uniformi su tutto il territorio nazionale.

E viene difficile non notare come, quasi contestualmente al voto favorevole alle pre-intese, sia arrivata dopo 17 anni l’uscita dal commissariamento della sanità calabrese: una coincidenza che oggi viene presentata come un successo, ma che rischia di trasformarsi in un prezzo molto amaro per i calabresi se il Parlamento dovesse approvare definitivamente queste intese.

Un prezzo che la Calabria rischierebbe di pagare non solo nei prossimi anni, ma per intere generazioni. Per queste ragioni abbiamo depositato un Ordine del Giorno per chiedere che quell’assenso venga revocato o sospeso, perché i calabresi non possono essere vincolati da scelte assunte, per vincoli di appartenenza politica, contro il loro interesse e destinate a produrre conseguenze negative in tutti i settori».

L’Ordine del Giorno depositato il 15 maggio

È quanto afferma Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva. L’ordine del giorno, depositato il 15 maggio, chiede inoltre che il Consiglio regionale venga preventivamente coinvolto in ogni futura interlocuzione istituzionale sull’autonomia differenziata, trattandosi di scelte destinate a incidere profondamente sui diritti dei cittadini e sull’assetto dei servizi essenziali, e che la Regione promuova forme di coordinamento con le altre Regioni del Mezzogiorno a tutela dell’uguaglianza sostanziale e della coesione territoriale del Paese.

Le mozioni sul divario territoriale e sul debito sanitario

«A febbraio scorso ho depositato due mozioni che affrontano temi strettamente collegati al dibattito sull’autonomia differenziata, perché riguardano il divario territoriale, la mancata perequazione e le condizioni di partenza del Mezzogiorno — aggiunge Greco —.

La prima chiede alla Giunta di verificare il rispetto dell’articolo 7-bis del decreto-legge 243/2016, la norma che impone allo Stato di destinare al Mezzogiorno almeno il 40% della spesa ordinaria in conto capitale, quota che i dati dei Conti Pubblici Territoriali attestano oggi solo al 27%.

La seconda riguarda il debito sanitario maturato durante il commissariamento della sanità calabrese, con la quale chiedo al presidente della Regione di attivarsi nei confronti del Governo affinché venga riconosciuta la corresponsabilità dello Stato e si apra un tavolo per la ripartizione degli oneri derivanti da scelte adottate da commissari di nomina governativa».

Le battaglie per il Sud e il ruolo dell’ASSI

«Queste sono battaglie che porto avanti da anni e che, sin dal 2020, da Sindaco, insieme all’ASSI – Associazione Sindaci del Sud Italia, alla cui nascita e costruzione ho contribuito a partire dall’esperienza della Rete Recovery Sud, abbiamo portato avanti denunciando — nell’indifferenza generale della politica — il rischio che l’autonomia differenziata potesse ampliare i divari territoriali senza una preventiva garanzia di perequazione, livelli essenziali delle prestazioni e pari diritti tra tutti i cittadini.

Abbiamo mantenuto con coerenza questa linea in tutti questi anni — prosegue Greco —, perché siamo convinti che l’unità del Paese si difenda garantendo pari diritti, livelli essenziali delle prestazioni e adeguati strumenti perequativi: senza queste condizioni, l’autonomia differenziata amplierà ancora di più le disuguaglianze territoriali».

L’intervento agli Stati Generali del Civismo Meridionale

Il 24 maggio prossimo Filomena Greco interverrà a San Paolo Albanese, in Basilicata, agli Stati Generali del Civismo Meridionale «I Fiori del Sud», promossi dal Comune di San Paolo Albanese e dalla Rete Civica Meridionale.

All’incontro partecipano, tra gli altri, Elly Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico, Antonio Decaro, Presidente della Regione Puglia, Enzo Maraio, segretario nazionale del Partito Socialista Italiano, e Mosè Antonio Troiano, Presidente della Rete Civica Meridionale e sindaco di San Paolo Albanese.

La conclusione di Filomena Greco

«San Paolo Albanese rappresenta simbolicamente la condizione di tante aree interne del Mezzogiorno che continuano a combattere contro spopolamento, carenza di servizi e marginalizzazione territoriale, fenomeni che ormai iniziano a colpire sempre più anche le comunità costiere del Sud — conclude Filomena Greco —.

Comunità che chiedono semplicemente di poter esercitare gli stessi diritti degli altri cittadini, di poter offrire ai giovani la possibilità di ritornare, restare e costruire il proprio futuro, e che le risorse già previste dalla legge arrivino realmente ai territori cui sono destinate.

Porteremo le nostre proposte insieme ad altri amministratori e rappresentanti istituzionali provenienti da esperienze e regioni diverse, ma accomunati dalla consapevolezza che le battaglie per il Sud si vincono soltanto insieme».

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