Corruzione al Comune di Reggio, Cutrupi torna libero. Il legale: ‘Per cinque volte ha detto no’
La difesa: 'L'accusa è di minima consistenza. Cutrupi vittima del reato di istigazione alla corruzione commesso da Fortugno. Ha provato fino all'ultimo a restituire la somma'
04 Giugno 2026 - 09:43 | di Vincenzo Comi

Il Tribunale del Riesame ha rimesso in libertà Giancarlo Cutrupi, dipendente del Comune di Reggio Calabria coinvolto nell’inchiesta per corruzione che nelle scorse settimane ha scosso Palazzo San Giorgio.
I giudici hanno accolto la richiesta presentata dai difensori dell’indagato, revocando la misura degli arresti domiciliari. Per Cutrupi resta soltanto una misura interdittiva temporanea ovvero la sospensione dalle funzioni per sei mesi.
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Le accuse, quindi, dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti e l’indagato resta presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
La decisione del Tribunale del Riesame
La decisione è arrivata nella giornata di ieri, al termine della valutazione del Tribunale del Riesame sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e sulle esigenze cautelari.
I giudici hanno ritenuto non più necessaria la misura restrittiva degli arresti domiciliari, applicando a Cutrupi una misura interdittiva temporanea. Su questo punto la difesa ha già annunciato l’intenzione di lavorare per ridurre la sospensione al minimo indispensabile.
Il lavoro della difesa
L’istanza è stata presentata dal collegio difensivo composto dagli avvocati Alessandro Tamiro e Giuseppe Adornato, che hanno impugnato la precedente ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip.
Secondo la difesa,
“le carte dell’inchiesta offrirebbero una lettura diversa rispetto all’impianto accusatorio, in particolare sul presunto episodio della somma di denaro consegnata a Cutrupi”.
Le parole dell’avvocato Adornato
A commentare la decisione, ai nostri microfoni, è l’avvocato Giuseppe Adornato, che ha ricostruito la linea difensiva sostenuta davanti al Riesame:
“Abbiamo messo in evidenza la minima consistenza dell’accusa perché le carte dicono che il signor Fortugno ha agito di sua iniziativa. Le intercettazioni sono eloquenti nel dimostrare che quel giorno di agosto il signor Fortugno, nella stanza del signor Cutrupi, ha insistentemente offerto una regalia alla quale per ben cinque volte il signor Cutrupi ha detto no.
A sostegno del proprio intento il signor Fortugno ha invocato l’aiuto di Azzarà. Cutrupi ha continuato a dire no. Solo alla fine, mentre si salutavano, Fortugno è riuscito a mettere in mano a Cutrupi la regalia”.
Fatto di cui Cutrupi si è immediatamente pentito, tanto che vi è una intercettazione tra Cutrupi e Azzarà, in cui Cutrupi dice: ‘Ma che mi hai fatto fare’, lamentandosi di non essere intervenuto in proprio favore per bloccare l’azione del Fortugno. Poi Cutrupi ha tentato di contattare Fortugno per restituirgli la somma. In conclusione fino all’ultimo momento il Cutrupi è stato soltanto una vittima del reato di istigazione alla corruzione commesso da Fortugno. Solo all’ultimo minuto mentre i due si congedavano sulla pressante insistenza del Fortugno il Cutrupi ha accettato la richiesta di regalo per poi pentirsene immediatamente e mettersi all’opera per restituirlo”.
L’inchiesta al Comune di Reggio Calabria
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotta dalla Polizia di Stato, riguarda presunti episodi di corruzione legati alla gestione di appalti pubblici e al rilascio di autorizzazioni.
Nella ricostruzione degli investigatori, già emersa nel corso della conferenza stampa in Questura, i rapporti tra parte pubblica e parte privata sarebbero andati oltre la normale dialettica tra imprenditori e uffici comunali.
Tra gli episodi citati dagli inquirenti anche quello relativo a una presunta dazione di 1000 euro, consegnata in ufficio da un imprenditore. Su questa vicenda, però, la difesa di Cutrupi contesta la lettura accusatoria e sostiene che l’iniziativa sarebbe partita dal privato, non dal funzionario comunale.
Accuse da verificare
L’inchiesta resta aperta e dovrà seguire il proprio corso. La decisione del Riesame segna però un primo passaggio rilevante per la posizione di Giancarlo Cutrupi, che lascia gli arresti domiciliari e resta sottoposto alla sola misura interdittiva.
Resta fermo il principio della presunzione di innocenza per tutte le persone coinvolte, fino a eventuale sentenza definitiva.
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