Reggio, Romeo riparte dall’opposizione: ‘Sconfitti dai numeri, 12 liste contro 6, era una partita segnata’
Dagli scranni della maggioranza ai banchi dell’opposizione. Per l'ex assessore si apre una nuova fase politica: "Non faremo sconti, ma la nostra sarà un'opposizione "di proposta""
20 Giugno 2026 - 08:30 | di Pasquale Romano

Dagli scranni della maggioranza ai banchi dell’opposizione. Per Carmelo Romeo, ex assessore comunale e fresco di rielezione, si apre una nuova fase politica. Le elezioni comunali di fine maggio hanno decretato la netta vittoria del centrodestra e la fine della lunga stagione di centrosinistra (guidata prima da Giuseppe Falcomatà e poi dal f.f. Domenico Battaglia), ma per Romeo il risultato personale è soddisfacente: oltre 900 preferenze, quasi triplicati i voti rispetto ai 350 del 2020.
Romeo, partiamo dal dato personale. I numeri l’hanno premiata e le riaprono le porte dell’Aula Battaglia.
«Dal punto di vista personale il risultato è stato estremamente positivo. Passare da 350 a quasi 950 voti è il segno tangibile che il lavoro svolto in questi anni è stato apprezzato dai cittadini. E non parlo solo per me: come civici siamo molto soddisfatti. Nelle nostre liste c’erano tante persone candidate per la seconda o terza volta, a dimostrazione che il nostro civismo esiste, è reale. Partendo dall’impegno dei singoli, si possono raggiungere traguardi importanti».
Tuttavia, il centrosinistra esce pesantemente sconfitto. Esponenti di spicco della sua coalizione, a partire dal senatore e segretario regionale dem Nicola Irto, hanno parlato di “sconfitta netta e oggettiva”, ammettendo errori. Lei che lettura dà a questa disfatta?
«Rispetto eventuali errori servirà un’analisi approfondita, ma io mi limito al mio raggio d’intervento. In merito al quadro generale, io sono un grande appassionato di calcio e uso spesso le metafore calcistiche: in questo caso è stata una partita in cui si è giocato 11, anzi 12, contro 6. Già in partenza il risultato era segnato».
Ne fa esclusivamente una questione di numeri e di liste presentate?
«Oggettivamente sì. Il centrodestra ha schierato 12 liste, poi diventate 11, contro le nostre 6. In questi casi vale poco il valore tecnico dei candidati in campo: i numeri sono di per sé schiaccianti. Chi era candidato con la dodicesima lista avversaria, successivamente esclusa, ha comunque fatto campagna elettorale, ha portato voti. Combattere 12 contro 6 è un dato indicativo di quello che poi sarebbe stato l’esito finale. Per questo, guardando la sconfitta larga del centrosinistra, rivendico che le nostre liste civiche hanno portato a casa 7.000 voti. È un risultato ragguardevole ottenuto senza apparati di partito, ma solo con la forza e la credibilità di chi si è speso sul territorio in questi anni».
A proposito di liste civiche, non è un mistero la sua vicinanza all’ex sindaco Giuseppe Falcomatà, che ne è stato l’ispiratore.
«L’ex sindaco ha ispirato due liste civiche che si sono rivelate contenitori seri, reali e costanti. Non sono quelle “scatole elettorali” di cui alzi l’interruttore solo al momento del voto per poi farle cadere nell’oblio per cinque anni. “La Svolta”, ad esempio, e gli altri movimenti civici sono attivi 365 giorni all’anno, danno un contributo continuo alla città».
Per l’estate ormai alle porte, da amministrazione uscente non avete programmato grandi eventi. Come mai?
«È stata una scelta precisa, fatta per correttezza istituzionale. Sapevamo che dal 25 maggio ci sarebbe stato un nuovo sindaco, che fossimo noi o gli avversari, e volevamo dargli la possibilità di scegliere come impostare l’Estate Reggina. Se avessimo fatto i bandi in anticipo per i grandi festival, avremmo dato un indirizzo vincolante e la nuova amministrazione si sarebbe trovata le cose già fatte, magari in modo diverso da come le voleva. Abbiamo lasciato campo libero per permettere a chi si è insediato di mettere in gioco la propria idea».
Sui fondi europei, però, rivendicate risultati importanti.
«Assolutamente sì, e voglio ringraziare i nostri uffici. Sull’ultimo finanziamento intercettato, il Pon Metro Plus, dopo alcuni tagli governativi avevamo a disposizione circa 160 milioni di euro. I risultati sono stati encomiabili: a inizio anno, in una riunione con le 14 città metropolitane, Reggio Calabria è risultata la città che ha speso di più in Italia. Avevamo un target di spesa di 37 milioni per il 2025 e siamo riusciti a spenderne 39, ricevendo i complimenti dall’Agenzia di Coesione. Nei lavori pubblici le difficoltà sono all’ordine del giorno in tutta Italia, non solo al Sud, ma noi siamo riusciti a fare il maggior avanzamento progettuale. È la dimostrazione di cosa succede quando politica e uffici lavorano in sinergia».
Da ex assessore a consigliere di opposizione: il cerchio si chiude. Come interpreterà questo ruolo?
«Mettendo sempre al centro il bene principale: la città di Reggio Calabria. Saremo inflessibili nel verificare e controllare tutti gli atti che la nuova maggioranza produrrà, non faremo sconti. Ma la nostra sarà sempre un’opposizione “di proposta”, perché il nostro unico obiettivo resta quello di valorizzare la città e farla rendere al meglio».
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