Giunta Cannizzaro, mix di competenze e rappresentatività con ‘ciliegina sulla torta’
Competenze tecniche e peso politico nella nuova squadra del sindaco. L’entusiasmo c’è, ora servono obiettivi chiari e risultati concreti. La prova dei migliori comincia adesso
05 Luglio 2026 - 07:15 | di Vincenzo Comi

La “giunta dei migliori”. Francesco Cannizzaro lo aveva promesso in campagna elettorale e lo ha ripetuto anche dopo la vittoria. Una squadra capace di primeggiare per competenze, qualità e rappresentatività.
Ieri pomeriggio, a Palazzo San Giorgio, quella promessa ha preso forma. E sulla carta il sindaco sembra aver mantenuto l’impegno. Metà della nuova Giunta è composta da professionisti con curriculum importanti, figure note e stimate in città. Accanto a loro ci sono i politici, quelli premiati dalle urne, quelli che rappresentano una parte chiara del consenso popolare.
Cannizzaro stratega e negoziatore
Cannizzaro si è mosso subito da stratega. Ha mostrato intelligenza organizzativa, attenzione ai rapporti e capacità di costruire un clima nuovo dentro e fuori Palazzo San Giorgio.
In questi primi passaggi ha dato peso alla stampa, ha riconosciuto il lavoro dei giornalisti locali e ha cercato un rapporto diretto con la città. Ma adesso inizia la parte più difficile.
Reggio Calabria ha nodi complessi da sciogliere. Tra tutti, il ponte Calopinace resta uno dei simboli più evidenti delle difficoltà ereditate dagli ultimi anni. Serviranno metodo, risorse, visione e capacità amministrativa.
Ma Cannizzaro non è stato solo stratega. È stato anche negoziatore. Perché nella sua Giunta ci sono i tecnici di alto profilo, ma ci sono anche politici. Ci sono Mariagrazia Arena, l’avvocato Fio, il manager Marco Franchini, l’ing. Catalfamo. E ci sono Caridi, Ripepi, Iatì, Marino e Maiolino. Rappresentanti di Lega, Alternativa Popolare, Reggio Futura, Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Il sindaco è riuscito a tenere tutti dentro, senza apparenti frizioni. Accontentando tutti. E non era affatto scontato.
Il mix tra competenze e consenso
La nuova Giunta mette insieme dunque due esigenze. Competenza tecnica e rappresentanza politica. Come ha ricordato la vicesindaca Mariagrazia Arena, si tratta di una squadra equilibrata, che tiene conto del voto espresso dai cittadini e inserisce competenze specifiche nei settori più delicati.
È qui che si gioca la partita. Il consenso, da solo, non basta. La competenza, da sola, rischia di restare chiusa nelle stanze. Il punto sarà far lavorare insieme le due anime.
Se il mix funzionerà, potrà davvero aprirsi una stagione diversa. Una stagione di servizi, ascolto e responsabilità. Una Giunta matura, capace di superare i capricci del passato e di occuparsi ogni giorno dei problemi della “città più bella del mondo”.
Sulla carta l’autorevolezza c’è. Ora va dimostrata sul campo.
Franchini, la ciliegina sulla torta
Tra le figure più attese c’è Marco Franchini. La sua nomina porta dentro Palazzo San Giorgio un profilo manageriale forte, legato a una delle partite più importanti degli ultimi anni: l’aeroporto dello Stretto.
Il “Tito Minniti”, da problema quasi irrisolto, è tornato a essere un tema centrale per lo sviluppo del territorio. Franchini, oggi assessore con deleghe pesanti come turismo, waterfront, porto, aeroporto, decoro urbano e rigenerazione urbana, rappresenta una delle scommesse più interessanti della nuova squadra.
È la ciliegina sulla torta. Ma anche una grande responsabilità.
Ora servono obiettivi chiari
L’entusiasmo c’è. La squadra anche. Ma adesso ogni assessore dovrebbe annunciare obiettivi precisi, tempi e priorità. Come avviene nelle migliori organizzazioni, servono programmi verificabili. Non slogan.
Se quegli obiettivi saranno raggiunti, allora sì, si potrà parlare davvero di “giunta dei migliori”.
Cannizzaro ha provato a costruire una sintesi tra interessi politici e interesse della città. Ha premiato la volontà popolare, ma ha anche inserito figure tecniche di alto profilo. È un connubio interessante. Forse il migliore possibile in questa fase.
Adesso però comincia la prova vera. Che sia una Giunta ricordata per quello che avrà fatto, non per quello che non sarà riuscita a fare. Che ciascuno aiuti l’altro, non il contrario. Che il sindaco sia leader e guida, non uomo solo al comando. Che gli assessori stiano in campo, tra le strade e nei quartieri, e non soltanto dentro le stanze dei palazzi.
La Giunta Cannizzaro parte con buone premesse. Ora deve meritarsi, giorno dopo giorno, il titolo che il sindaco le ha cucito addosso.
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